martedì 9 febbraio 2010

CONTESTAZIONE BOLLETTE ACEA: AVVISO


Acea sta inviando in questi giorni le nuove bollette relative al consumo del 2009. Come per le fatture precedenti, la tariffa applicata non corrisponde a quanto era stato stabilito nell'accordo con l'amministrazione comunale.
Ricordiamo che nel 2006 la società aveva firmato un patto con il Comune e l'Ato2 prevedendo per il 2008 l'applicazione della tariffa di Roma anche nel nostro territorio.

La tariffa di Roma è sicuramente più conveniente ed equa rispetto a quella che sta applicando Acea:

- i primi 92 cubi a Roma costano 0,14 euro/Mc , a Velletri costano 0,85 euro/Mc per le utenze residenziali;
- i commercianti romani pagano la prima fascia di consumo 0,50 euro/Mc, i commercianti di Velletri 2,0 euro/Mc

Chiediamo tutti uniti ad Acea di applicare la tariffa corretta, contestando immediatamente le bollette per il 2009! Il comitato sta inoltre assistendo i cittadini per ricalcolare la bolletta idrica con le corrette tariffe, permettendo così di effettuare subito il pagamento solo della cifra realmente dovuta. Ricordiamo che Acea nel 2008 ha intascato più di 70 milioni di euro solo di remunerazione del capitale, per la gestione dell'acqua nella provincia di Roma. Di fronte a questi utili milionari Velletri continua a ricevere poche ore di acqua al giorno, con una qualità vergognosa.

Contestare le bollette è un diritto e un dovere civile.

Ogni mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30 presso il dopolavoro ferroviario (di fianco alla stazione dei treni) il Comitato fornisce assistenza in maniera gratuita a tutti i cittadini per presentare un reclamo formale ad Acea, all'Ato 2 e al Comune.

A Torino approvata la delibera d’iniziativa popolare per l’Acqua Pubblica!


Moderata soddisfazione del Comitato - Sconfitta del Sindaco Chiamparino

Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato.

La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine. è passata malgrado l’ostilità dichiarata del Sindaco, che ha certamente pesato sui consiglieri di maggioranza e un loro primo tentativo di emendarla stravolgendone il testo fino a snaturarla.

La ferma opposizione del Comitato – sostenuta anche da una vivace mobilitazione popolare - e un’opera di mediazione condotta dalle consigliere Monica Cerutti-SD e MariaTeresa Silvestrini –PRC con il consigliere Lorusso del PD – hanno portato a una soluzione non ottimale ma accettabile.

I fautori della privatizzazione dell’acqua non si sono fatti mancare nulla: non solo l’astensione del Sindaco ma anche la non partecipazione al voto della minoranza e dei due consiglieri PD Enzo Lavolta e Stefano Gallo. I loro tre voti mancanti hanno così impedito di raggiungere i due terzi dei voti richiesti dalla legge per l’approvazione della delibera in prima lettura (i voti favorevoli sono stati 31 rispetto ai 34 necessari).

Si è dovuto quindi procedere a due successive e distinte votazioni a maggioranza semplice, che si sono concluse oggi 8 febbraio con l’approvazione della delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12.000 cittadini torinesi. Crediamo che non esista un precedente di così vasto coinvolgimento popolare nella politica istituzionale della Città.

Il Comitato Acqua Pubblica Torino si riunisce martedì 9 febbraio (caffè Basaglia, via Mantova 34, ore 20.45) per dare una valutazione nel merito della delibera così approvata.

Scandalo dell’acqua: ce lo spiega Iacona


di Aldo Grasso

Riccardo Iacona, con Domenico Iannacone, Danilo Procaccianti, Vincenzo Guerrizio ci hanno offerto un amaro documentario sulla commercializzazione delle acque: «Acqua rubata » («Presadiretta», Raitre, domenica, ore 21.30). Ad Agrigento, con le tariffe più costose di Italia l’acqua arriva a singhiozzo, e di un colore ributtante; ad Arezzo, le bollette sono molto salate e gli investimenti dell’azienda che distribuisce l’acqua sono sotto la media nazionale; ad Aprilia il consiglio di Stato ha dato ragione al comitato dei cittadini e al movimento dei sindaci che si battono per riprendersi la gestione dell’acqua. Intanto le società che producono e imbottigliano acqua minerale pagano alle Regioni canoni ridicoli per l’utilizzo delle sorgenti. Con guadagni esorbitanti (in proporzione, al ristorante l’acqua costa molto più del vino). Se lo stesso argomento fosse stato affrontato in un talk show non avremmo capito nulla: fra tesi contrapposte, vince non chi ha ragione ma chi è più convincente ed efficace nel sostenere le sue ragioni. Con l’inchiesta è diverso: il genere comporta un’assunzione di responsabilità. In Italia non si privatizza la Rai perché la si considera un servizio pubblico ma si privatizza l’acqua.
fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/10_febbraio_09/grasso_acqua_d6b99e9c-155c-11df-a154-00144f02aabe.shtml

venerdì 5 febbraio 2010

BOLLETTE ACEA: CONTESTARLE E' UN DIRITTO!


Acea sta inviando in questi giorni le nuove bollette.
Ricordiamo che nel 2006 la società aveva firmato un patto con il Comune e l'Ato2 prevedendo per il 2008 l'applicazione della tariffa di Roma anche nel nostro territorio.

La tariffa di Roma è sicuramente più conveniente ed equa rispetto a quella che sta applicando Acea:

- i primi 92 cubi a Roma costano 0,14 euro/Mc , a Velletri costano 0,85 euro/Mc per le utenze residenziali;

- i commercianti romani pagano la prima fascia di consumo 0,50 euro/Mc, i commercianti di Velletri 2,0 euro/Mc

Chiediamo tutti uniti ad Acea di applicare la tariffa corretta, contestando immediatamente le bollette per il 2009!

Ogni mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30 presso il dopolavoro ferroviario (di fianco alla stazione dei treni) il Comitato fornisce assistenza in maniera gratuita a tutti i cittadini per presentare un reclamo formale ad Acea, all'Ato 2 e al Comune.

mercoledì 3 febbraio 2010

A SPOLETO L'ACQUA PUBBLICA E' SALVA


Spoleto - Con con 19 voti favorevoli 2 astenuti e 6 contrari il consiglio ha approvato l’emendamento di Spoleto a 5 Stelle che inserisce nello Statuto comunale una modifica riguardante il principio della gestione pubblica del servizio idrico.

L’emendamento di Spoleto a 5 Stelle, integra l’enunciato proposto dal Pd che citava l’Acqua come bene pubblico, con una specifica molto importante che riguarda propriamente le modalità di GESTIONE delle acque.

L’emendamento afferma:

“il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.”

A questo punto, Spoleto può tirare un sospiro di sollievo. Evviva l’Acqua del Sindaco!

Con questa integrazione il Comune di Spoleto si assimila ai provvedimenti presi in favore dell’acqua pubblica da parte dei Comuni Virtuosi con la campagna nazionale per salvaguardare l’acqua del sindaco.

Tutto ciò per scongiurare gli effetti previsti dal decreto-legge Ronchi (v. Decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 convertito in legge il 19 novembre 2009), con cui l’Italia, unico Paese in Europa, si è avviata verso la privatizzazione dell’acqua.

All’art. 15 infatti, il decreto stabilisce che il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali debba avvenire, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società private, o a società a partecipazione mista pubblica e privata, mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, aprendo così la strada alla gestione dei soliti grandi gruppi industriali.

La possibilità di affidare la gestione a favore di società a capitale interamente pubblico, per la gestione cosiddetta “in house”, è prevista solo come deroga, per situazioni eccezionali e in presenza di “peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento”.

Con l’introduzione del principio della gestione pubblica nello Statuto del Comune, la città di Spoleto pone un importante vincolo a favore di una gestione locale autonoma dell’acqua.


fonte: http://www.spoletocity.com/index.php/politica-e-istituzioni/comune/4288-a-spoleto-lacqua-pubblica-e-salva

sabato 30 gennaio 2010

Ricorso di altre regioni contro la privatizzazione

Anche Piemonte, Liguria e Toscana. Salgono a cinque le Regioni che hanno presentato (o annunciato) un ricorso alla Corte Costituzionale contro la privatizzazione dell’acqua.

Si aggiungono a Puglia ed Emilia Romagna, mentre l’Abruzzo ha dribblato la privatizzazione dichiarando che l’acqua è un bene privo di rilevanza economica.

Un segno di insofferenza e ribellione rispetto alle scelte del Governo, come già è stato per il nucleare e la coltivazione degli Ogm.

Secondo la Regione Piemonte, il decreto che contiene la privatizzazione dell’acqua comporta “la riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini” e costituisce “una prevaricazione rispetto al riconoscimento dei poteri assegnati alle Regioni”.

Inoltre, sostiene, viola trattati europei e principi di libera concorrenza. Notare che il Governo ha presentato la privatizzazione come un adeguamento alle norme europee, e ha sostenuto che i cittadini trarranno beneficio dal conseguente accrescimento della concorrenza.

La Liguria sottolinea, oltre che la presunta incostituzionalità, la “doverosa battaglia per difendere l’acqua come bene pubblico”. La Toscana ritiene innanzitutto che siano state lese le competenze delle Regioni.

Ho scritto che cinque Regioni fanno ricorso. Almeno cinque, è meglio precisare. Bisogna raccattare ad una ad una notiziole sparpagliate qua e là per la rete. Se qualcosa mi sfugge, lettori, segnalate.

Il ricorso della Regione Piemonte, della Toscana e della Liguria

Da blogeko.it

fonte: http://www.h2omilano.org/blog/2010/01/ricorso-di-altre-regioni-contro-la-privatizzazione/

venerdì 29 gennaio 2010

Internet e politica


Maglia nera per consiglieri e giunta

L'unico applauso va all'assessore Augusto Di Lazzaro. Per tutti gli altri c'è la maglia nera per l'uso delle nuove tecnologie.
Il 20 gennaio il Comitato Acqua Pubblica Velletri ha inviato una email a tutti gli assessore, al Sindaco e a tutti i consiglieri comunali con questo semplicissimo testo. "vorremmo poter inviare alla sua casella di email le nostre comunicazioni. Le chiediamo cortesemente di voler confermare l'arrivo di questa email, per poter verificare quali caselle sono realmente attive". Dopo otto giorni - il tempo normale di arrivo per una tradizionale lettera cartacea - ha risposto solo l'assessore Di Lazzaro.
Gli indirizzi di posta elettronica sono in uso da circa 20 anni ed hanno sostituito di fatto la tradizionale comunicazione cartacea. E' un mezzo sicuro, rapido ed economico. Recentemente il comune di Velletri ha inaugurato un portale informativo con l'elenco delle email istituzionali. Immaginiamo che la gestione del server di posta elettronica abbia un costo, pagato alla fine da noi cittadini. Immaginiamo che l'aver pubblicato l'indirizzario della giunta e del consiglio comunale sia un servizio voluto per migliorare la comunicazione con la città. In sostanza se un indirizzo di posta elettronica viene divulgato è per essere usato, altrimenti è una presa in giro e un aggravio ingiustificato di spesa per l'amministrazione. E' inutile, infatti, fare la manutenzione di un server di posta elettronica.
Anche il sito - al momento - sembra sostanzialmente un'operazione di pura immagine. Non ci sono gli atti essenziali di una amministrazione pubblica (delibere di consiglio e di giunta), non ci sono i dati ambientali (che acqua beviamo? che aria respiriamo?), non ci sono i curricula vitae degli assessori e dei consiglieri. Insomma, trasparenza zero.
Approfittiamo dunque per ricordare che il consiglio comunale deliberò un anno fa chiedendo alla giunta di pubblicare sul portale istituzionale i dati sulla qualità dell'acqua. Ad oggi nulla è accaduto.

giovedì 7 gennaio 2010

Biocoop dice "eau revoir" all'acqua in bottiglia!

Biocoop leader francese dell'alimentazione biologica, con 320 supermercati in tutto l'esagono, ha annunciato in occasione della settimana di riduzione dei rifiuti, la decisione di ritirare dal suo catalogo l'acqua in bottiglia, nei vari formati in commercio (50cl, 1,5 l, 5 l), a partire dal 31 dicembre 2009.
Alcuni supermercati, approfittando della decisione di eliminare dagli scaffali le bottiglie in pet, hanno esposto i vari sistemi alternativi di filtraggio dell'acqua (in caraffa, dal rubinetto, a osmosi inversa). Il tutto è avvenuto in un clima gioviale, con alcuni supermercati che hanno addirittura organizzato un corteo funebre all'ultima bottiglia di acqua, in direzione della campana di raccolta dei rifiuti in plastica. Prima della fine dell'anno (2009) altri punti vendita seguiranno questa iniziativa. Tale decisione ecologica ma anche commerciale, assunta a seguito di un referendum interno svolto durante il mese di giugno tra i vari punti vendita aderenti al gruppo, fa seguito a un dibattito che è durato circa due anni, e che è giunto alla conclusione per cui "l'acqua in bottiglia rappresenta una vera aberrazione ecologica, un lusso che costa troppo caro al pianeta".
Complessivamente, secondo i dati citati dal gruppo, l'iniziativa permetterà di risparmiare 1.6 milioni di bottiglie di plastica all'anno, che equivale all'incirca a 70 tonnellate di plastica. Oltre alla riduzione dei rifiuti in plastica da parte dei suoi clienti, questa iniziativa avrà delle conseguenze concrete riguardo all'impronta ecologica del gruppo Biocoop, in particolare riguardo i trasporti: si calcola che saranno circa 35 le tonnellate equivalenti di carbone che saranno risparmiate annualmente dalla società Transport Biocoop. E' da notare che prima di assumere tale decisione, Biocoop ne ha valutato gli effetti in relazione ai suoi fornitori, effetti che sono stati valutati limitati, stimabili rispettivamente intorno al 4,7% e al 5,8 del fatturato dei due principali fornitori del gruppo francese (i due marchi di acqua minerale Rosee de la Reine e Montcalm).
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Biocoop dit "eau revoir !", MesCoursesPourLaPlanete, 04/12/09
L’agitation anglo-saxonne contre l’eau en bouteille plastique arriverait-elle en France ? Biocoop , enseigne engagee leader du bio en France avec 320 magasins, a annonce, a l’occasion de la semaine de reduction des dechets, sa decision de retirer l’eau en bouteille plastique de son catalogue , a partir du 31 decembre 2009 et quel que soit le format considere (50 cl, 1,5 litres et 5 litres). Certains magasins du reseau Biocoop ont devance la decision en mettant a sec leur rayon "eau en bouteille"… au profit d’alternatives de filtration (carafes, filtres sur robinet, osmoseur inverse). Tout cela s’est fait avec humour, certains magasins ayant organise pour l’occasion un cortege funebre de la derniere bouteille d’eau du magasin jusqu’a la dechetterie, ou encore une mise aux encheres de la derniere bouteille d’eau en rayon. Sur cette lancee, d’autres points de vente devraient suivre avant la fin de l’annee.
Cette decision ecologique et commerciale, prise par une majorite de plus de 60% des magasins lors d’un referendum interne en juin 2009, fait suite a deux ans de debats et d’etudes, qui se soldent donc par la conclusion que "l’eau en bouteille est une veritable aberration ecologique, un luxe qui coute trop cher a la planete". Au total, selon l’enseigne, l’initiative devrait permettre d’economiser 1, 6 millions de bouteilles d’eau par an, soit environ 70 tonnes de plastique. Outre la reduction des dechets plastique de ses clients, cette action entrainera egalement des consequences sur l’empreinte ecologique de Biocoop, notamment en termes de transport : ce sont ainsi plus de 35 tonnes equivalent carbone annuels qui vont etre economises par la societe de Transport Biocoop ! A noter : avant de prendre cette decision, Biocoop en a aussi evalue l’impact sur ses fournisseurs, que l’enseigne juge limite puisqu’elle ne represente que 4, 7% et 5, 8% du chiffre d’affaires de ses deux principaux fournisseurs (marques Rosee de la Reine et Montcalm).

Fonte <>

martedì 5 gennaio 2010

Comunicato stampa congiunto Libera, La Spinosa, Velletri 5 stelle e Comitato Acqua pubblica

L'attentato all'imprenditore di Velletri Antonio Luciani sta suscitando una profonda preoccupazione nella città. Ad un anno esatto dall'omicidio di Luca De Angelis - con modalità tipicamente delle organizzazioni criminali - Velletri torna a confrontarsi con il pericolo della penetrazione della mafie. Sappiamo che i casalesi, la 'ndrangheta e cosa nostra sono presenti nel Lazio ormai da decenni. Lo scioglimento del Comune di Nettuno, le inchieste della direzione distrettuale antimafia di Roma sul sud pontino, i recenti sequestri nei Castelli romani di beni riconducibili alla 'ndrangheta sono la conferma dell'appetibilità del nostro territorio.
Noi cittadini di Velletri chiediamo che la città reagisca subito. Chiediamo che ci sia uno sforzo unanime e trasversale da parte della politica per far capire alle mafie che i loro affari qui non sono i benvenuti. Chiediamo a tutti di appoggiare il lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine, sicuri che le indagini riusciranno ad individuare velocemente i mandanti e i moventi dell'attentato della notte di Natale.
All'amministrazione comunale, ai singoli consiglieri di maggioranza e di opposizione chiediamo che vi sia la massima trasparenza in ogni atto, soprattutto nel campo estremamente delicato delle opere pubbliche e dell'edilizia. Per bloccare le mafie non bastano i convegni e i buoni propositi: devono essere pubblicati i nomi di tutti i fornitori, le licenze edilizie rilasciate, i dettagli del piano regolatore, i progetti di centri commerciali. La trasparenza e la legalità sono i primi nemici delle mafie. Siamo sicuri che la politica di Velletri riuscirà a vincere questa battaglia, perché è in gioco il nostro futuro e la nostra libertà.

Associazione Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie - LAZIO
La Spinosa Per L'ambiente
Associazione Velletri 5 Stelle
Comitato Acqua Pubblica Velletri

lunedì 4 gennaio 2010

Lanuvio 1 - Velletri 0

Il consiglio comunale di Lanuvio ha votato un ordine del giorno che afferma il principio fondamentale della non economicità del bene acqua. Questa dichiarazione verrà inserita all'interno dello statuto comunale, insieme alla dichiarazione che il servizio idrico è un servizio pubblico. Nello stesso tempo viene dato mandato all'amministrazione di sottoporre all'assemblea dei Sindaci dell'Ato 2 la proposta di erogare 50 litri di acqua al giorno a persona gratuiti, come previsto dalle indicazioni dell'Onu.
Il Comitato acqua pubblica di Velletri sottolinea l'importanza della scelta del consiglio comunale di Lanuvio, prima città dei Castelli romani a compiere, con coraggio, un passo verso la tutela dei beni comuni: un vero atto di civiltà!
Questa scelta, purtroppo, è stata respinta nella nostra città dalla maggioranza per l'esplicità contrarietà del Partito democratico di Velletri. Secondo i nostri consiglieri questa scelta sarebbe stata contro la legge: una miopia politica e amministrativa estremamente grave.
Il Comitato acqua pubblica di Velletri ha quindi inviato al capogruppo del Pd in Consiglio e al Sindaco Servadio la copia dell'ordine del giorno approvato a Lanuvio, affinché lo possano studiare con calma nei giorni di festa. Siamo sicuri che il 2010 saprà portare un po' di saggezza ai nostri amministratori.