mercoledì 18 novembre 2009

Acqua: Legambiente prende posizione. Finalmente!

“L'acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Obbligare la privatizzazione del servizio idrico, pertanto, vuol dire intraprendere la strada sbagliata. La maggior parte delle esperienze di privatizzazione di questo servizio, infatti, non hanno portato al miglioramento della qualità della risorsa, né alla diminuzione dei consumi e dei costi per i cittadini”.

Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato la fiducia del Governo sul decreto Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la liberalizzazione di quello idrico.

fonte: http://www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&id=5519

lunedì 9 novembre 2009

Campagna nazionale “SALVA L'ACQUA”


Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale.
IMPEDIAMOLO !
Firma la petizione online:
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

sabato 7 novembre 2009

Campagna nazionale "SALVA L’ACQUA": Presidio al Parlamento (Piazza Montecitorio)

In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati. Chiamiamo da subito la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento in Piazza Montecitorio.

Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)

Giovedì 12 Novembre ore 10.30



Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.

Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!

Partecipiamo tutte e tutti al presidio!


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua



Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org

Oppure contattare:

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org


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FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133



martedì 3 novembre 2009

Rassegna stampa/Castellinews: COMITATO ACQUA PUBBLICA DI VELLETRI: «ANDREMO PRESTO DAL SINDACO»

Gli utenti veliterni pagano il doppio dei romani. I commercianti pagano il quadruplo dei negozianti capitolini. Di questo e tanto altro si è parlato all'assemblea

Oriana De Rossi

(Velletri - Attualità) - In estate, quando la temperatura è di 35 gradi, quali sono i rimedi più comuni per combattere la calura? Il quesito è semplice e la risposta è una sola: acqua. Bere tanto e rinfrescarsi facendo docce frequenti consigliano gli esperti. Ma cosa succede se in città l'acqua è «non potabile, poca e cara» come dichiara Andrea Palladino del Comitato Acqua Pubblica Velletri. Succede che fare la doccia non è sempre possibile, bere quella del rubinetto è dannoso per la salute e il suo utilizzo diventa un lusso. Questa è la situazione che si registrava nel periodo estivo nella città veliterna, le cose non sono cambiate e allora ci pensa il Comitato. È sabato 31 ottobre e siamo nella sede di "Velletri a 5 stelle", messa a disposizione dall'associazione per accogliere l'assemblea con i cittadini. C'è una cospicua rappresentanza di veliterni e non solo, tra gli intervenuti anche i Consiglieri Massimo Andolfi, Gianfanco Cestrilli, Sergio Andreozzi e Gian Luca Trivelloni, chi manca? «Non vedo il Sindaco che è stato invitato e non vedo il Garante delle risorse idriche regionali, invitato anche lui a partecipare all'incontro di oggi» dichiara Palladino rivolgendosi agli intervenuti. La conclusione è semplice: «Se si decide di fare questa battaglia, sappiate che sarà una battaglia molto difficile, perché non avremo dalla nostra parte nessuno, non avremo né il Comune, né la Provincia e neanche la Regione».

La forza del Comitato dell'Acqua Pubblica è da sempre stata la straordinaria partecipazione dei cittadini, sintomo che esiste una situazione di disagio e che ci si adopera per il cambiamento. Numerosi coloro che hanno aderito alle iniziative messe in campo, una fra tutte, la raccolta firme per presentare in Consiglio comunale una delibera che approvasse una gestione pubblica e non privata della risorsa idrica. L'ente incriminato continua ad essere l'Acea Ato2. Il contratto con la città veliterna, analizzato in modo approfondito durante l'assemblea, si presenta in tutto e per tutto a danno dei cittadini. I veliterni pagano quasi il doppio dei vicini romani, i commercianti ricevono una bolletta che è quattro volte quella dei negozianti capitolini. «Perché dobbiamo essere noi cittadini a sollevare certe questioni e non il Consiglio comunale? – si interroga Palladino –. Abbiamo una rete idrica definita medievale, è da 20 anni che se ne parla: va rifatta. Se si decide di mandare più acqua i tubi scoppieranno ed è quello che sta già accadendo a Velletri. Nonostante questo problema strutturale non c'è un solo euro speso in investimenti».

Il contratto con l'Acea non è stato una scelta dei cittadini. Di questa questione se ne è parlato nella Conferenza dei Sindaci, dove si discute se approvare o bocciare dei piani, ma dove non sono ammesse modifiche a questi ultimi. Per questi motivi i veliterni ribadiscono il diritto di partecipare nella scelta del gestore che erogherà l'acqua, di decidere i piani di investimento e di essere informati sui costi a cui dovranno far fronte. «Ci hanno messo un servizio che non abbiamo scelto e a che condizioni!» dichiara un cittadino. «Non paghiamo la bolletta» propone un altro. I toni si fanno accesi e c'è chi dice: «Io sono per la battaglia, io sono uno di quelli che la bolletta non la paga perché voglio pagare il giusto e non subire un sopruso». Si apre il confronto e un intervento in particolare, scalda ancora di più la sala, ed è quello del Consigliere Gianfranco Cestrilli: «Porto il saluto del Sindaco» un inizio che non piace alla platea che ribadisce il disappunto per la mancata presenza del primo cittadino. In Consiglio, Cestrilli, era stato uno di quelli che non ha sostenuto il passaggio da una gestione privata a pubblica del servizio idrico e a questo proposito dichiara: «Preferireste che siano i politici anziché l'Acea ad occuparsi del servizio?». «Confonde una gestione pubblica con quella politica!» replica un cittadino in platea. «Vi ricordo che il Comune è in dissesto finanziario e che non è nella condizione economica di fare niente» conclude poi il Consigliere. La sala si fa sempre più animata ed è palpabile l'insoddisfazione dei cittadini. Esiste la necessità di giungere ad un accordo comune, anche se forse non può dirsi tale, data l'assenza delle istituzioni locali, provinciali e regionali. Il prossimo passo è un incontro con il Sindaco deciso in assemblea, "Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto", e così i cittadini, con Andrea Palladino in testa, decidono di recarsi, nei prossimi giorni, dal primo cittadino, per un confronto volto a trovare soluzioni.


fonte: http://www.castellinews.it/index.asp?id=7506&act=v&20091102


lunedì 2 novembre 2009

Al comune per bloccare le minacce di distacchi di acea

Care e Cari, sono state decise dall'assemblea cittadina del 31 ottobre azioni molto importanti per contrastare l'atteggiamento di acea. Il 06 novembre prossimo saremmo in Comune chiedendo all'amministrazione che intervenga per bloccare le minacce di distacco di acea.
Sieti tutti invitati dunque, venerdì 6 novembre alle 0re 12.00 al comune.

giovedì 22 ottobre 2009

Assemblea cittadina



Assemblea cittadina sullo stato delle risorse idriche nella città di Velletri:
  • lo stato dei reclami presentati ad Acea sulla tariffa dell'acqua;
  • i mancati investimenti;
  • la qualità dell'acqua;
  • l'adeguamento di Velletri alla tariffa di Roma.
La situazione attuale e le strategie future.

Tutti i cittadini sono invitati!
Luogo: Velletri, Via Lata 50 (dietro l'autolavaggio)
Giorno: sabato 31 ottobre 2009
Ora:16.00

martedì 13 ottobre 2009

Chi vuole regalare 2,4 milioni di euro ad Acea? La lotta per l'acqua prosegue con più forza

La conferenza dei sindaci ha finalmente accettato il principio – sostenuto dal comitato acqua pubblica di Velletri – di adeguare la tariffa della nostra città a quella di Roma.
Una decisione, però, incompleta e non sufficiente. Non sono stati considerati gli anni 2008 e 2009, come richiesto dai tanti cittadini di Velletri con contestazioni formali. Un guadagno extra per Acea di 2,4 milioni di euro, pagati dagli utenti e non dovuti.
Acea Ato 2 finora non ha risposto alle contestazioni, non rispettando così la Carta del servizio idrico integrato, che impone una risposta entro trenta giorni lavorativi. In cambio il gestore sta inviando massivamente solleciti di pagamento anche a chi ha contestato la bolletta, minacciando distacchi dell'utenza. Giova ricordare che l'antitrust ha già in passato condannato Acea ad una multa di 150 mila euro per aver tagliato forniture dell'acqua senza rispettare le procedure corrette, ovvero senza avvisare gli utenti con una lettera raccomandata.
La decisione di applicare la giusta tariffa solo dal 2010 è parziale e ingiusta. La conferenza dei sindaci del 2002, il disciplinare tecnico e il verbale di consegna firmato tra comune di Velletri e Acea prevedono chiaramente che la tariffa di Roma deve essere applicata a partire dal gennaio 2008. L'Ato 2 sostiene che non è stato possibile mantenere questo impegno perché non erano disponibili tutti i dati sulle fasce di consumo. Poco importa, viene da rispondere, visto che era un obbligo del gestore effettuare le letture subito – nel 2007 – per avere i dati necessari alla corretta applicazione della tariffa. Gli utenti non possono pagare più del dovuto per una mancanza del gestore.
Prendendo in considerazione l'articolazione tariffaria del comune di Roma per il 2008 e comparandola con quanto richiesto nei mesi scorsi da Acea ai cittadini di Velletri, la differenza è sostanziale, pari a circa 2,4 milioni di euro in più, per i due anni esclusi dalla conferenza dei sindaci, il 2008 e il 2009. Questi soldi non sono pochi: sono più di quanto serve per risolvere il problema dell'arsenico, ad esempio... Chiediamo, quindi, che venga inviata subito una risposta formale da parte di Acea ai cittadini che hanno presentato il reclamo.
Ma non ci fermiamo qui. La battaglia per un'acqua con un prezzo equo, con una qualità accettabile e a norma di legge, con un flusso continuo e senza ingiustificate interruzioni e con una gestione democratica deve continuare, con più forza di prima. Ora sappiamo che la mobilitazione dei cittadini può costringere Acea, l'Ato e i comuni a compiere scelte giuste. Sappiamo che senza la contestazione di centinaia di cittadini di Velletri mai la conferenza dei sindaci avrebbe preso in considerazione i problemi di Velletri. Questa è la vittoria della società civile di Velletri. I partiti, come sappiamo, a luglio avevano fatto scelte differenti, respingendo la delibera popolare che avrebbe sancito il principio sacro che l'acqua non è una merce. Tutti ricordano, ad esempio, la mozione votata dalla maggioranza - dopo aver respinto la delibera popolare - dove venivano promesse azioni dure nei confronti di Acea: tutto è rimasto lettera morta.

Ripartiamo quindi con una assemblea cittadina, per discutere insieme i prossimi passi. L'appuntamento è per sabato 31 ottobre 2009, alle ore 16, presso l'associazione “Velletri cinque stella”, Via Lata 50 (dietro l'autolavaggio). E' importante la partecipazione di tutti.

giovedì 24 settembre 2009

GRAZIE AL COMITATO ACQUA PUBBLICA IL CASO VELLETRI SARA' AFFRONTATO NELLA PROSSIMA CONFERENZA DEI SINDACI DELL'ATO 2

Una prima vittoria del comitato acqua pubblica è arrivata in questi giorni. La Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato 2 - dopo aver ricevuto più di 260 reclami da parte di cittadini di Velletri - ha riconosciuto che la tariffa dell'acqua nella nostra città non è a norma. Di conseguenza la prossima assemblea dei sindaci - che si terrà presso la Provincia di Roma il prossimo 7 ottobre - avrà all'ordine del giorno una proposta di delibera per applicare a Velletri la tariffazione in vigore nella città di Roma, come chiede da più di un anno il comitato acqua pubblica.
E' bene sottolineare che questa decisione è un atto dovuto che arriva con due anni di ritardo. I cittadini di Velletri hanno infatti chiesto che la tariffa corretta sia applicata anche per il 2008 e il 2009, come era chiaramente previsto dal verbale di consegna del sistema idrico integrato firmato nel 2006. Non ci accontentiamo, quindi, di questa proposta e proseguiremo in ogni caso la nostra battaglia per difendere il diritto a un'acqua con prezzo giusto e una qualità a norma di legge. La proposta della Segreteria tecnica operativa (che è l'organo costituito presso la provincia per sovra intendere la gestione dell'acqua) riconosce in ogni caso la correttezza formale e sostanziale della rivendicazione del comitato acqua pubblica.
Chiediamo però che Acea e il Comune di Velletri rispondano quanto prima alle 260 contestazioni formali fino ad oggi presentate. Il termine previsto di 30 giorni lavorativi per la risposta è ampiamente scaduto per gran parte dei reclami. Chiediamo poi che il Comune di Velletri proponga nell'assemblea dei Sindaci che l'applicazione della tariffa di Roma decorra già a partire dal 2008, come richiesto dai cittadini della città.
Vogliamo infine ricordare al Sindaco di Velletri che sono molte le vertenze aperte sulla questione acqua:

- qualità scadente, con alto tasso di metalli
- nessuna informazione sullo stato di avanzamento dei lavori per la potabilizzazione
- nessuna informazione sulla qualità dell'acqua, prevista dalla legge e dalla carta dei servizi
- mancata applicazione della tariffa sociale
- continua emergenza idrica e mancanza dell'acqua fino a 20 ore al giorno nel centro storico e in molte contrade
- metà del territorio della città non coperto da depurazione
- nessun potere reale di controllo per il consiglio comunale
- mancati investimenti per il rifacimento della rete idrica cittadina


Ci auguriamo che il Comune di Velletri porti questi punti in Conferenza dei sindaci, rifiutando nel contempo ogni ulteriore richiesta di aumento delle tariffe, già preannunciato dal presidente di Acea Cremonesi, che ha chiesto un incremento del 10% delle bollette dell'acqua.
Noi seguiremo i lavori della Conferenza dei sindaci minuto per minuto.

venerdì 7 agosto 2009

"chiediamo un aumento da 1,30 euro a 1,43 euro a metro cubo, 13 centesimi di cui una famiglia neanche si accorgerebbe» Cremonesi presidente di Acea


Repubblica: Acea, arriva la stangata sull´acqua Chiesto un aumento del 10 per cento

L´Acea chiede gli aumenti: "Tredici centesimi in più al metro cubo". Il presidente Cremonesi: "Serviranno per ristrutturare la rete idrica". Con la semestrale crollo dell´utile netto della società. Il rincaro dovrebbe servire per ristrutturare la disastrata rete idrica
di Giovanna Vitale
Batte cassa il presidente di Acea. Insoddisfatto per una semestrale che ha registrato il crollo dell´utile netto (-24% a 55 milioni) e del Mol (-7%), anche a causa della flessione dei consumi elettrici, Giancarlo Cremonesi tira fuori dal cilindro una proposta destinata a pesare esclusivamente sulle tasche dei cittadini: aumentare il prezzo dell´acqua. Un piccolo ritocco, 13 centesimi al metro cubo, necessario per ristrutturare la disastrata rete idrica.

Il sasso è stato lanciato lunedì scorso dal palco di CortinaIncontra, la manifestazione che mixa economia e mondanità organizzata dai coniugi Cisnetto nel cuore della valle ampezzana. «L´acqua in Italia è più a buon mercato che in tutto l´Occidente», ha premesso l´ex leader dei costruttori romani, aggiungendo poi che tutto il mondo delle «multiutility sta impostando un lavoro sulla rete idrica senza costi per lo Stato». E siccome è ora che «vengano riconosciute nelle tariffe gli investimenti che siamo pronti a fare, chiediamo un aumento da 1,30 euro a 1,43 euro a metro cubo, 13 centesimi di cui una famiglia neanche si accorgerebbe». Qualcosa più di un´idea, dal momento che già «a settembre, con questo piccolo aumento, si potrebbero aprire cantieri per ammodernare la rete idrica per alcuni miliardi di euro», ha concluso Cremonesi.

Una proposta che non trova ostacoli da parte del governo. «Cremonesi ha ragione», ha infatti subito replicato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. «Il tema ha degli aspetti sociali molto forti per cui l´acqua da noi ha sempre avuto un prezzo "politico". Tutto ciò però ci è costato molto perché abbiamo un sistema degli acquedotti obsoleto che ci fa perdere il 42% dell´acqua».

Contrarissimo il Pd. «Invece di mettere le mani nelle tasche dei cittadini Cremonesi farebbe bene a fare mea culpa per capire come sia stato possibile, in soli sei mesi di gestione, far scendere l´utile netto della semestrale del 24,2% sebbene abbia ereditato dalla gestione Mangoni un utile di 186mln di euro», attacca il vicepresidente della commissione Bilancio, Alfredo Ferrari. «Prima di cercare all´esterno soluzioni, sarebbe meglio fare autocritica e chiarire quali siano le politiche aziendali».
(07 agosto 2009)

Fonte: http://roma.repubblica.it/dettaglio/acea-arriva-la-stangata-sull%C2%B4acqua-chiesto-un-aumento-del-10-per-cento/1690776