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mercoledì 20 aprile 2011

Profitto Acea record per l'anno orribile dell'arsenico

Il profitto record di Acea Ato 2 - 58,96 milioni di euro - per l'anno terribile dell'arsenico è uno schiaffo doppio per la cittadinanza. Come è possibile che un gestore che non è stato in grado lo scorso anno di garantire acqua potabile per tutta la popolazione possa intascarsi un simile premio? Come si conciliano quasi sessanta milioni di dividendi con un'acqua che - lo scorso ottobre - a Velletri ha raggiunto punte di arsenico fino a sette volte i valori di legge?
Ancora una volta gli azionisti hanno detto no alla proposta della provincia di Roma di destinare parte di questi utili agli investimenti necessari nella zona dei Castelli romani. Da una parte Acea ottiene la terza deroga per l'arsenico e una gestione commissariale che garantirà
lo scavalcamento di molte norme; dall'altra la stessa società ottiene da una conferenza dei sindaci pigra e distratta aumenti delle tariffe che servono solo agli azionisti.

Solo la via del referendum potrà restituire queste risorse ai cittadini, migliorando la qualità dell'acqua, con tariffe più eque. Ricordiamo che il secondo quesito che si voterà il 12 e 13 giugno abolirà quel ricavo garantito che per Acea è stato uguale a 58,96 milioni di euro solo nel 2010.

lunedì 13 dicembre 2010

Il 14 DICEMBRE CONFERENZA SINDACI ATO 2 ROMA. CHE FINE HA FATTO L'ARSENICO?

Il presidente della provincia di Roma - in qualità di presidente dell'autorità d'ambito Ato 2 - ha  convocato la conferenza dei sindaci per il prossimo 14 dicembre alle ore 10 presso la Sala Di Liegro della Provincia di Roma, via IV Novembre 119/a.
La conferenza dei sindaci è l'organismo che dovrebbe decidere la programmazione degli interventi per quanto riguarda la gestione dell'acqua nella provincia di Roma. Dunque, quale migliore luogo per discutere della questione arsenico? In realtà domani i sindaci, Acea, il commissario straordinario Massimo Sessa, il garante regionale e il presidente della provincia di Roma parleranno d'altro. All'ordine del giorno hanno inserito alcuni obblighi di legge, sempre rimandati: un'unica tariffa per l'acqua nella provincia di Roma, far pagare finalmente l'acqua secondo il consumo e non a forfait e l'introduzione della tariffa sociale. Al secondo punto dell'ordine del giorno si parla anche di investimenti, ovviamente tutti a carico dei cittadini, perché, si sa, Acea non regala nulla.
Sull'arsenico neanche una parola, come se nulla fosse accaduto. Nessuna comunicazione, nessuna discussione: sindaci, regione e provincia faranno finta di niente, a quanto sembra. Ovviamente nessuna parola - nella convocazione - sulle eventuali responsabilità del gestore, la romanissima Acea.
I comitati acqua pubblica dei Castelli Romani - zona duramente colpita dalle alte concentrazioni di arsenico, vanadio e fluoruro - hanno chiesto alla provincia di Roma di poter assistere all'incontro e di consegnare ai sindaci un breve promemoria sui punti che non funzionano nella gestione dell'acqua, a partire dall'arsenico. Siamo in attesa di una risposta da parte della provincia di Roma.

Ecco il testo del documento che domani verrà consegnato ai sindaci:

AD ACEA I SOLDI, ALLA POPOLAZIONE L’ARSENICO
  • Acea Ato 2 dal 2003  al 2008 ha incassato più di 400 milioni di euro di sola remunerazione di capitale. Con questi soldi anche il comune più povero sarebbe stato in grado di dare acqua di qualità a tutta la popolazione. 
  • Il sistema che voi Sindaci avete scelto prevede, invece, che qualsiasi cambiamento nella tariffa prenda in considerazione PRIMA il Ricavo Garantito di Acea, senza un vero rischio d’impresa per Acea. 
  • I consigli comunali non hanno più nessun potere sulla gestione dell’acqua della propria città. Ormai sono visti come utili obbedienti che balbetano quello che Acea dice loro di balbettare; 
  • Zingaretti ha chiesto ad Acea di anticipare il 50% degli utili per l’emergenza idrica e Acea ha detto NO; gli interessi dei soci vengono prima di quelli della popolazione. Perché nessun sindaco si è ribellato?
  • Perché nessun sindaco partecipa all’assemblea dei soci di Acea Ato 2 chiedendo conto della gestione? 
  • Perché nessun sindaco chiede di poter leggere i verbali dei consigli di amministrazione di Acea Ato 2? 
  • La STO ha fatto una simulazione del parametro MALL, mai applicato, ipotizzando una penale di ben 20 mlioni di euro per Acea. Perché non usare questi soldi subito - e senza oneri per i comuni e i cittadini - per risolvere il problema dell’arsenico?
  • Dal 2003 - anno dell’inizio della gestione di Acea - al 2010 il problema dell’arsenico non è stato risolto, limitandosi spesso a chiedere deroghe su deroghe, fino al paradosso della proroga della deroga. Dopo la decisione della Commissione Europea di respingere la terza deroga, Acea annuncia che il problema dell‘arsenico è stato risolto in pochi giorni. Perché, allora, Acea insiste nel volere una terza deroga? 
  • Dal 2005 esiste un commissario straordinario per l’alto livello di arsenico, vanadio e fluoruro nelle acque dei comuni serviti dal Simbrivio. Sono stati spesi decine di milioni: perché nessuno chiede conto di quanto è stato fatto? Non sarebbe quantomeno opportuno che il commissario presentasse le sue dimissioni?
  • Ormai sono in molti a chiedersi come mai i Sindaci non impongono ad Acea di fare il proprio dovere, ovvero fornire acqua potabile a tutti. E’ compito del gestore dare questa garanzia.
  • Un fondo di 2 milioni di euro per le fasce deboli è assolutamente insufficiente per i 75 comuni (compreso Roma); 
  • 45 milioni di investimenti spalmati in 3 anni dove 30 milioni vanno alla città di Roma e soltanto 15 milioni a TUTTA la Provincia è veramente uno scherzo di cattivo gusto per le popolazioni avvelenate per anni con l‘arsenico, il fluoruro e il vanadio;
  • Di fronte allo scandalo arsenico  che ha colpito decine di comuni, mettendo a rischio la salute delle persone, attaccando l’economia dell’intera area dei Castelli Romani, oggi vengono proposti nuovi aumenti: questo gestore non merita un solo euro in più.
  • Visto che sono i cittadini a pagare gli investimenti di Acea, vogliamo poter controllare ogni euro che  viene speso, vogliamo poter dire quali sono le priorità. L’acqua è un bene comune che non appartiene alle corporation, ai fondi di investimento, o alla mala politica

martedì 23 marzo 2010

Acea veloce per chiedere i soldi, lenta per rispondere ai cittadini

Non applicando la tariffa di Roma per il 2008 e il 2009 solo a Velletri Acea potrebbe incassare circa 2,5 milioni di euro in più. E così la società preferisce pagare società di recupero credito, spaventando i cittadini, invece di applicare la tariffa corretta. Il Sindaco Servadio ha assicurato al comitato e ai cittadini che nessuna utenza dell’acqua sarà tagliata prima della risoluzione della vertenza.

La prima fase della “guerra” di Acea contro i cittadini di Velletri che hanno contestato la tariffa è iniziata. Molte famiglie - che hanno correttamente già pagato quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Sindaco di Velletri - hanno ricevuto le prime telefonate dai call-center.
Ricordiamo che più di quattrocento famiglie di Velletri hanno in questi mesi contestato formalmente la bolletta di Acea per il 2008 e il 2009, basata su tariffe difformi rispetto a quanto è scritto nei patti contrattuali. L’Assemblea dei Sindaci del dicembre del 2002 aveva infatti deliberato l’applicazione dell’articolazione tariffaria in vigore a Roma nei comuni della provincia, a partire dall’anno successivo a quello di inizio della gestione di Acea. Questa norma - che è vincolante per il gestore - è stata recepita e sottoscritta anche nel verbale di consegna del sistema idrico, firmato dal Comune di Velletri nel novembre del 2006.
Nonostante questo Acea Ato 2 ha imposto la vecchia tariffa comunale - ben più alta e strutturata per colpire i bassi consumi - ignorando di fatto la delibera del 2002 per gli anni 2008 e 2009. I cittadini di Velletri hanno così deciso di contestare le fatture - ritenute illegittime - e di pagare solo quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma.
Per avere un esempio dell’impatto dell’errata tariffa, una famiglia con un consumo medio d’acqua (150 mc/anno), pagherebbe con la tariffa di Roma circa 60 euro, contro i 150 euro fatturati da Acea; un negozio con un basso consumo d’acqua, pagherebbe circa 120 euro, contro i 350 fatturati da Acea.
Acea Ato 2 ha iniziato a rispondere ai reclami con sei mesi di ritardo, rispetto ai tempi previsti dalla Carta dei Servizi. Non solo. La risposta riconferma quanto già sapevamo: il gestore applica la tariffa decisa dall’assemblea dei sindaci. Ed ha ragione. Come già detto l’applicazione dell’articolazione tariffaria di Roma a Velletri era stata già deliberata dai Sindaci dell’Ato 2 otto anni fa. Chi, dunque, non sta rispettando i patti? Di certo non i cittadini.
Acea sta ora cercando di forzare la mano nei confronti degli utenti. Prima ha spedito le lettere minacciando il distacco dell’utenza, ancor prima di inviare la risposta ai reclami. Ha poi affidato il “recupero del credito” ad alcune aziende private: la Cribis Teleservice di Bologna (capofila di un’Ati con la Ari.Tel. srl), la Euro Service srl (capofila di un’Ati con Caldani Irrigazioni srl), di Piedimonte Matese e la So.Ge.C. (in Ati con la So.Ge.C. Service srl), di Morlupo. Secondo quanto stabilito dall’appalto - aggiudicato nel 2009 - queste società si occuperanno di chiamare al telefono gli utenti considerati morosi e di procedere ai distacchi delle utente idriche.

Vediamo, dunque, nel dettaglio chi sono queste società, pagate con i soldi dei cittadini:
  • Cribis Teleservice di Bologna - Società controllata dalla Cribis Holding, colosso del recupero crediti.
  • Ari.Tel. srl - Società di costruzioni originaria di Latina, oggi con sede in Ariccia. L’amministratore delegato e unico socio è il palermitano Salvatore Russo.
  • Euro Service srl - Amministratore delegato è Antonio Persici. Ha sede a Roma e a Reggio Calabria. Ben nota ad Aprilia, dove ha esercitato la “riscossione dei crediti” per conto di Acqualatina. Senza molto successo, a onor del vero. Anche ad Aprilia i call center chiamavano i cittadini a casa, in orari serali, intimando pagamenti non dovuti e inviando lettere senza valore legale. Tre mesi fa il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini che avevano contestato la bolletta di Acqualatina.
  • Caldani Irrigazioni srl - Società amministrata da Paolo Caldani (amministratore unico, socio e direttore tecnico). Secondo diverse fonti giornalistiche (Ansa e alcuni giornali locali del Nord), Paolo Caldani sarebbe stato indagato dalla Procura di Aosta per truffa ai danni della Regione Val D’Aosta nel 2007. L’accusa - secondo quanto riportato dall’Ansa - sarebbe “di aver intascato quasi 200 mila euro per lavori che non sono mai stati effettuati”. Ad oggi non sappiamo a che punto si trovi l’indagine.
  • So.Ge.C. srl - Società originaria di Morlupo (Roma).
  • Società d'Alessandro Lavori S.R.L. - società di costruzioni di Aversa, in provincia di Caserta. Gestisce molti lavori in campo idrico, soprattutto nel centro sud. Amministratore e Direttore tecnico (e socio) è Giuseppe D’Alessandro, originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta).
La risposta opportuna e gentile che alcuni cittadini hanno dato ai telefonisti è stata di inviare la richiesta di pagamento per posta. Meno gentile la replica delle società incaricate di riscuotere: vi mandiamo gli esattori a casa.
Ricordiamo che il Sindaco di Velletri ha già scritto ad Acea chiedendo di non procedere con i distacchi fino alla risoluzione della vertenza. Lo ricordiamo soprattutto alle società private contrattate da Acea per effettuare questo servizio. E non è certo una risposta vaga del gestore a risolvere la questione. Quello che chiediamo ora è un intervento della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, che avrebbe dovuto già da tempo imporre l’applicazione della tariffa di Roma anche per la città di Velletri ad Acea. E serve un intervento immediato anche del Sindaco di Velletri Fausto Servadio, in qualità di componente dell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2, per costringere il gestore a rispettare le delibere, atti vincolanti dal punto di vista legale.
Riteniamo quindi assolutamente illegittime le richieste che stanno provenendo dai call center delle società di recupero crediti contrattate da Acea. Suggeriamo a tutti i cittadini che hanno contestato la bolletta e pagato la cifra corretta dell’acqua, calcolata secondo la tariffa di Roma, di ignorare queste chiamate.

Il comitato acqua pubblica vigilerà attentamente sul comportamento delle aziende incaricate da Acea per il recupero dei crediti e per i distacchi: ogni eventuale abuso o comportamento che viola le norme contrattuali verrà subito denunciato.

Il comitato si riunisce il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

--
Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

giovedì 4 marzo 2010

Acea veloce per chiedere i soldi, lenta per rispondere ai cittadini

Non applicando la tariffa di Roma per il 2008 e il 2009 solo a Velletri Acea potrebbe incassare circa 2,5 milioni di euro in più. E così la società preferisce pagare società di recupero credito, spaventando i cittadini, invece di applicare la tariffa corretta. Il Sindaco Servadio ha assicurato al comitato e ai cittadini che nessuna utenza dell’acqua sarà tagliata prima della risoluzione della vertenza.

La prima fase della “guerra” di Acea contro i cittadini di Velletri che hanno contestato la tariffa è iniziata. Molte famiglie - che hanno correttamente già pagato quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Sindaco di Velletri - hanno ricevuto le prime telefonate dai call-center.
Ricordiamo che più di quattrocento famiglie di Velletri hanno in questi mesi contestato formalmente la bolletta di Acea per il 2008 e il 2009, basata su tariffe difformi rispetto a quanto è scritto nei patti contrattuali. L’Assemblea dei Sindaci del dicembre del 2002 aveva infatti deliberato l’applicazione dell’articolazione tariffaria in vigore a Roma nei comuni della provincia, a partire dall’anno successivo a quello di inizio della gestione di Acea. Questa norma - che è vincolante per il gestore - è stata recepita e sottoscritta anche nel verbale di consegna del sistema idrico, firmato dal Comune di Velletri nel novembre del 2006.
Nonostante questo Acea Ato 2 ha imposto la vecchia tariffa comunale - ben più alta e strutturata per colpire i bassi consumi - ignorando di fatto la delibera del 2002 per gli anni 2008 e 2009. I cittadini di Velletri hanno così deciso di contestare le fatture - ritenute illegittime - e di pagare solo quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma.
Per avere un esempio dell’impatto dell’errata tariffa, una famiglia con un consumo medio d’acqua (150 mc/anno), pagherebbe con la tariffa di Roma circa 60 euro, contro i 150 euro fatturati da Acea; un negozio con un basso consumo d’acqua, pagherebbe circa 120 euro, contro i 350 fatturati da Acea.
Acea Ato 2 ha iniziato a rispondere ai reclami con sei mesi di ritardo, rispetto ai tempi previsti dalla Carta dei Servizi. Non solo. La risposta riconferma quanto già sapevamo: il gestore applica la tariffa decisa dall’assemblea dei sindaci. Ed ha ragione. Come già detto l’applicazione dell’articolazione tariffaria di Roma a Velletri era stata già deliberata dai Sindaci dell’Ato 2 otto anni fa. Chi, dunque, non sta rispettando i patti? Di certo non i cittadini.
Acea sta ora cercando di forzare la mano nei confronti degli utenti. Prima ha spedito le lettere minacciando il distacco dell’utenza, ancor prima di inviare la risposta ai reclami. Ha poi affidato il “recupero del credito” ad alcune aziende private: la Cribis Teleservice di Bologna (capofila di un’Ati con la Ari.Tel. srl), la Euro Service srl (capofila di un’Ati con Caldani Irrigazioni srl), di Piedimonte Matese e la So.Ge.C. (in Ati con la So.Ge.C. Service srl), di Morlupo. Secondo quanto stabilito dall’appalto - aggiudicato nel 2009 - queste società si occuperanno di chiamare al telefono gli utenti considerati morosi e di procedere ai distacchi delle utente idriche.

Vediamo, dunque, nel dettaglio chi sono queste società, pagate con i soldi dei cittadini:
  • Cribis Teleservice di Bologna - Società controllata dalla Cribis Holding, colosso del recupero crediti.
  • Ari.Tel. srl - Società di costruzioni originaria di Latina, oggi con sede in Ariccia. L’amministratore delegato e unico socio è il palermitano Salvatore Russo.
  • Euro Service srl - Amministratore delegato è Antonio Persici. Ha sede a Roma e a Reggio Calabria. Ben nota ad Aprilia, dove ha esercitato la “riscossione dei crediti” per conto di Acqualatina. Senza molto successo, a onor del vero. Anche ad Aprilia i call center chiamavano i cittadini a casa, in orari serali, intimando pagamenti non dovuti e inviando lettere senza valore legale. Tre mesi fa il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini che avevano contestato la bolletta di Acqualatina.
  • Caldani Irrigazioni srl - Società amministrata da Paolo Caldani (amministratore unico, socio e direttore tecnico). Secondo diverse fonti giornalistiche (Ansa e alcuni giornali locali del Nord), Paolo Caldani sarebbe stato indagato dalla Procura di Aosta per truffa ai danni della Regione Val D’Aosta nel 2007. L’accusa - secondo quanto riportato dall’Ansa - sarebbe “di aver intascato quasi 200 mila euro per lavori che non sono mai stati effettuati”.
    NOTA: in data 21 giugno 2010 il difensore di Paolo Caldani e Nicola Marsico ci ha comunicato che i suoi assistiti sono stati assolti con formula piena dal Tribunale di Aosta.
  • So.Ge.C. srl - Società originaria di Morlupo (Roma).
  • Società d'Alessandro Lavori S.R.L. - società di costruzioni di Aversa, in provincia di Caserta. Gestisce molti lavori in campo idrico, soprattutto nel centro sud. Amministratore e Direttore tecnico (e socio) è Giuseppe D’Alessandro, originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta).
La risposta opportuna e gentile che alcuni cittadini hanno dato ai telefonisti è stata di inviare la richiesta di pagamento per posta. Meno gentile la replica delle società incaricate di riscuotere: vi mandiamo gli esattori a casa.
Ricordiamo che il Sindaco di Velletri ha già scritto ad Acea chiedendo di non procedere con i distacchi fino alla risoluzione della vertenza. Lo ricordiamo soprattutto alle società private contrattate da Acea per effettuare questo servizio. E non è certo una risposta vaga del gestore a risolvere la questione. Quello che chiediamo ora è un intervento della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, che avrebbe dovuto già da tempo imporre l’applicazione della tariffa di Roma anche per la città di Velletri ad Acea. E serve un intervento immediato anche del Sindaco di Velletri Fausto Servadio, in qualità di componente dell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2, per costringere il gestore a rispettare le delibere, atti vincolanti dal punto di vista legale.
Riteniamo quindi assolutamente illegittime le richieste che stanno provenendo dai call center delle società di recupero crediti contrattate da Acea. Suggeriamo a tutti i cittadini che hanno contestato la bolletta e pagato la cifra corretta dell’acqua, calcolata secondo la tariffa di Roma, di ignorare queste chiamate.

Il comitato acqua pubblica vigilerà attentamente sul comportamento delle aziende incaricate da Acea per il recupero dei crediti e per i distacchi: ogni eventuale abuso o comportamento che viola le norme contrattuali verrà subito denunciato.

Il comitato si riunisce il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

--
Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

martedì 23 febbraio 2010

Lettera del Sindaco di Velletri Fausto Servadio ad Acea Ato2

Al responsabile Bacino Sud di ACEA ATO 2
Ing. Lucio Bignami

Ad ACEA ATO 2 S.p.A.
Direzione Commerciale - Unità Grandi Clienti
All'attenzione Sig. Paolo Fioroni

In relazione alle note dei cittadini di annullo delle fatture idriche pervenute a Codesta Società ed a Questo Ente inviatevi a più riprese, con invito a riferire in merito alle motivazioni addotte dai cittadini per l'annullamento, preso atto che ad oggi non risultano pervenute a Questo Ente le sue richiamate notizie e stante la recente mozione consiliare a firma dei consiglieri Andreozzi Sergio ed Andolfi Massimo, si invita Codesta Società a riferire con urgenza su quanto richiesto ed a dare sollecito riscontro ai cittadini proponenti l'istanze di annullamento.
Si chiede altresì, voler far conoscere se risulta vero che per i richiamati utenti, è paventato nonostante il reclamo, un prossimo distacco di fornitura.
In caso risultasse corrispondente a vero tale fattispecie, si invita Codesta Società a sospendere qualsiasi azione di stacco fino alla definizione della controversia in essere.
La presente, riveste carattere d'urgenza.
Cordiali Saluti
Velletri lì, 05.11.2009
Il Sindaco
Fausto Servadio

venerdì 5 febbraio 2010

BOLLETTE ACEA: CONTESTARLE E' UN DIRITTO!


Acea sta inviando in questi giorni le nuove bollette.
Ricordiamo che nel 2006 la società aveva firmato un patto con il Comune e l'Ato2 prevedendo per il 2008 l'applicazione della tariffa di Roma anche nel nostro territorio.

La tariffa di Roma è sicuramente più conveniente ed equa rispetto a quella che sta applicando Acea:

- i primi 92 cubi a Roma costano 0,14 euro/Mc , a Velletri costano 0,85 euro/Mc per le utenze residenziali;

- i commercianti romani pagano la prima fascia di consumo 0,50 euro/Mc, i commercianti di Velletri 2,0 euro/Mc

Chiediamo tutti uniti ad Acea di applicare la tariffa corretta, contestando immediatamente le bollette per il 2009!

Ogni mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30 presso il dopolavoro ferroviario (di fianco alla stazione dei treni) il Comitato fornisce assistenza in maniera gratuita a tutti i cittadini per presentare un reclamo formale ad Acea, all'Ato 2 e al Comune.

martedì 13 ottobre 2009

Chi vuole regalare 2,4 milioni di euro ad Acea? La lotta per l'acqua prosegue con più forza

La conferenza dei sindaci ha finalmente accettato il principio – sostenuto dal comitato acqua pubblica di Velletri – di adeguare la tariffa della nostra città a quella di Roma.
Una decisione, però, incompleta e non sufficiente. Non sono stati considerati gli anni 2008 e 2009, come richiesto dai tanti cittadini di Velletri con contestazioni formali. Un guadagno extra per Acea di 2,4 milioni di euro, pagati dagli utenti e non dovuti.
Acea Ato 2 finora non ha risposto alle contestazioni, non rispettando così la Carta del servizio idrico integrato, che impone una risposta entro trenta giorni lavorativi. In cambio il gestore sta inviando massivamente solleciti di pagamento anche a chi ha contestato la bolletta, minacciando distacchi dell'utenza. Giova ricordare che l'antitrust ha già in passato condannato Acea ad una multa di 150 mila euro per aver tagliato forniture dell'acqua senza rispettare le procedure corrette, ovvero senza avvisare gli utenti con una lettera raccomandata.
La decisione di applicare la giusta tariffa solo dal 2010 è parziale e ingiusta. La conferenza dei sindaci del 2002, il disciplinare tecnico e il verbale di consegna firmato tra comune di Velletri e Acea prevedono chiaramente che la tariffa di Roma deve essere applicata a partire dal gennaio 2008. L'Ato 2 sostiene che non è stato possibile mantenere questo impegno perché non erano disponibili tutti i dati sulle fasce di consumo. Poco importa, viene da rispondere, visto che era un obbligo del gestore effettuare le letture subito – nel 2007 – per avere i dati necessari alla corretta applicazione della tariffa. Gli utenti non possono pagare più del dovuto per una mancanza del gestore.
Prendendo in considerazione l'articolazione tariffaria del comune di Roma per il 2008 e comparandola con quanto richiesto nei mesi scorsi da Acea ai cittadini di Velletri, la differenza è sostanziale, pari a circa 2,4 milioni di euro in più, per i due anni esclusi dalla conferenza dei sindaci, il 2008 e il 2009. Questi soldi non sono pochi: sono più di quanto serve per risolvere il problema dell'arsenico, ad esempio... Chiediamo, quindi, che venga inviata subito una risposta formale da parte di Acea ai cittadini che hanno presentato il reclamo.
Ma non ci fermiamo qui. La battaglia per un'acqua con un prezzo equo, con una qualità accettabile e a norma di legge, con un flusso continuo e senza ingiustificate interruzioni e con una gestione democratica deve continuare, con più forza di prima. Ora sappiamo che la mobilitazione dei cittadini può costringere Acea, l'Ato e i comuni a compiere scelte giuste. Sappiamo che senza la contestazione di centinaia di cittadini di Velletri mai la conferenza dei sindaci avrebbe preso in considerazione i problemi di Velletri. Questa è la vittoria della società civile di Velletri. I partiti, come sappiamo, a luglio avevano fatto scelte differenti, respingendo la delibera popolare che avrebbe sancito il principio sacro che l'acqua non è una merce. Tutti ricordano, ad esempio, la mozione votata dalla maggioranza - dopo aver respinto la delibera popolare - dove venivano promesse azioni dure nei confronti di Acea: tutto è rimasto lettera morta.

Ripartiamo quindi con una assemblea cittadina, per discutere insieme i prossimi passi. L'appuntamento è per sabato 31 ottobre 2009, alle ore 16, presso l'associazione “Velletri cinque stella”, Via Lata 50 (dietro l'autolavaggio). E' importante la partecipazione di tutti.

giovedì 24 settembre 2009

GRAZIE AL COMITATO ACQUA PUBBLICA IL CASO VELLETRI SARA' AFFRONTATO NELLA PROSSIMA CONFERENZA DEI SINDACI DELL'ATO 2

Una prima vittoria del comitato acqua pubblica è arrivata in questi giorni. La Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato 2 - dopo aver ricevuto più di 260 reclami da parte di cittadini di Velletri - ha riconosciuto che la tariffa dell'acqua nella nostra città non è a norma. Di conseguenza la prossima assemblea dei sindaci - che si terrà presso la Provincia di Roma il prossimo 7 ottobre - avrà all'ordine del giorno una proposta di delibera per applicare a Velletri la tariffazione in vigore nella città di Roma, come chiede da più di un anno il comitato acqua pubblica.
E' bene sottolineare che questa decisione è un atto dovuto che arriva con due anni di ritardo. I cittadini di Velletri hanno infatti chiesto che la tariffa corretta sia applicata anche per il 2008 e il 2009, come era chiaramente previsto dal verbale di consegna del sistema idrico integrato firmato nel 2006. Non ci accontentiamo, quindi, di questa proposta e proseguiremo in ogni caso la nostra battaglia per difendere il diritto a un'acqua con prezzo giusto e una qualità a norma di legge. La proposta della Segreteria tecnica operativa (che è l'organo costituito presso la provincia per sovra intendere la gestione dell'acqua) riconosce in ogni caso la correttezza formale e sostanziale della rivendicazione del comitato acqua pubblica.
Chiediamo però che Acea e il Comune di Velletri rispondano quanto prima alle 260 contestazioni formali fino ad oggi presentate. Il termine previsto di 30 giorni lavorativi per la risposta è ampiamente scaduto per gran parte dei reclami. Chiediamo poi che il Comune di Velletri proponga nell'assemblea dei Sindaci che l'applicazione della tariffa di Roma decorra già a partire dal 2008, come richiesto dai cittadini della città.
Vogliamo infine ricordare al Sindaco di Velletri che sono molte le vertenze aperte sulla questione acqua:

- qualità scadente, con alto tasso di metalli
- nessuna informazione sullo stato di avanzamento dei lavori per la potabilizzazione
- nessuna informazione sulla qualità dell'acqua, prevista dalla legge e dalla carta dei servizi
- mancata applicazione della tariffa sociale
- continua emergenza idrica e mancanza dell'acqua fino a 20 ore al giorno nel centro storico e in molte contrade
- metà del territorio della città non coperto da depurazione
- nessun potere reale di controllo per il consiglio comunale
- mancati investimenti per il rifacimento della rete idrica cittadina


Ci auguriamo che il Comune di Velletri porti questi punti in Conferenza dei sindaci, rifiutando nel contempo ogni ulteriore richiesta di aumento delle tariffe, già preannunciato dal presidente di Acea Cremonesi, che ha chiesto un incremento del 10% delle bollette dell'acqua.
Noi seguiremo i lavori della Conferenza dei sindaci minuto per minuto.

venerdì 7 agosto 2009

"chiediamo un aumento da 1,30 euro a 1,43 euro a metro cubo, 13 centesimi di cui una famiglia neanche si accorgerebbe» Cremonesi presidente di Acea


Repubblica: Acea, arriva la stangata sull´acqua Chiesto un aumento del 10 per cento

L´Acea chiede gli aumenti: "Tredici centesimi in più al metro cubo". Il presidente Cremonesi: "Serviranno per ristrutturare la rete idrica". Con la semestrale crollo dell´utile netto della società. Il rincaro dovrebbe servire per ristrutturare la disastrata rete idrica
di Giovanna Vitale
Batte cassa il presidente di Acea. Insoddisfatto per una semestrale che ha registrato il crollo dell´utile netto (-24% a 55 milioni) e del Mol (-7%), anche a causa della flessione dei consumi elettrici, Giancarlo Cremonesi tira fuori dal cilindro una proposta destinata a pesare esclusivamente sulle tasche dei cittadini: aumentare il prezzo dell´acqua. Un piccolo ritocco, 13 centesimi al metro cubo, necessario per ristrutturare la disastrata rete idrica.

Il sasso è stato lanciato lunedì scorso dal palco di CortinaIncontra, la manifestazione che mixa economia e mondanità organizzata dai coniugi Cisnetto nel cuore della valle ampezzana. «L´acqua in Italia è più a buon mercato che in tutto l´Occidente», ha premesso l´ex leader dei costruttori romani, aggiungendo poi che tutto il mondo delle «multiutility sta impostando un lavoro sulla rete idrica senza costi per lo Stato». E siccome è ora che «vengano riconosciute nelle tariffe gli investimenti che siamo pronti a fare, chiediamo un aumento da 1,30 euro a 1,43 euro a metro cubo, 13 centesimi di cui una famiglia neanche si accorgerebbe». Qualcosa più di un´idea, dal momento che già «a settembre, con questo piccolo aumento, si potrebbero aprire cantieri per ammodernare la rete idrica per alcuni miliardi di euro», ha concluso Cremonesi.

Una proposta che non trova ostacoli da parte del governo. «Cremonesi ha ragione», ha infatti subito replicato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. «Il tema ha degli aspetti sociali molto forti per cui l´acqua da noi ha sempre avuto un prezzo "politico". Tutto ciò però ci è costato molto perché abbiamo un sistema degli acquedotti obsoleto che ci fa perdere il 42% dell´acqua».

Contrarissimo il Pd. «Invece di mettere le mani nelle tasche dei cittadini Cremonesi farebbe bene a fare mea culpa per capire come sia stato possibile, in soli sei mesi di gestione, far scendere l´utile netto della semestrale del 24,2% sebbene abbia ereditato dalla gestione Mangoni un utile di 186mln di euro», attacca il vicepresidente della commissione Bilancio, Alfredo Ferrari. «Prima di cercare all´esterno soluzioni, sarebbe meglio fare autocritica e chiarire quali siano le politiche aziendali».
(07 agosto 2009)

Fonte: http://roma.repubblica.it/dettaglio/acea-arriva-la-stangata-sull%C2%B4acqua-chiesto-un-aumento-del-10-per-cento/1690776

lunedì 26 gennaio 2009

I cittadini di Velletri si riappropriano dell'acqua

Parte il primo febbraio la raccolta firme per presentare in consiglio comunale la deliberazione d'iniziativa popolare per dichiarare l'acqua un bene senza rilevanza economica, iniziando un percorso per ripubblicizzare la gestione che oggi sta nelle mani della multinazionale Acea.

I cittadini di Velletri non hanno più voglia di aspettare i tempi e le mediazioni della politica. L'acqua in questa città da decenni è un'emergenza che fa comodo a tanti. Con l'arrivo del gestore privato – Acea Ato 2 Spa – la situazione è peggiorata a vista d'occhio. Non solo l'emergenza idrica si è aggravata, con interi quartieri della città che ricevono l'acqua poche ore al giorno; non solo la popolazione continua a bere un'acqua con un contenuto di metalli quali l'arsenico che superano i limiti di legge, con un rischio per la salute enorme; non solo gli investimenti promessi non sono mai arrivati...

Di fronte a questa situazione si è creato anche un immobilismo della politica in gran parte dei comuni serviti da Acea Ato 2. Il comune di Velletri, pur avendo inviato delle contestazioni formali accogliendo quanto richiesto dal Comitato Acqua Pubblica, non è poi stato in grado di portare fino in fondo le proprie ragioni, accettando acriticamente quanto veniva imposto a livello provinciale.

Non è colpa del sindaco o degli assessori, che sono espressione ancora di un modo di intendere la politica vecchio, lontano dai cittadini e destinato ad estinguersi. C'è una inconsapevolezza di fondo nelle scelte della precedente e attuale amministrazione comunale...

Per questo la parola ritorna ora ai cittadini, che nessuno consultò nel 2005, quando maggioranza e opposizione all'unanimità votarono per cedere gli impianti ad Acea.

L'iniziativa popolare restituisce la sovranità ai cittadini e al Consiglio Comunale, che è l'organo sovrano della politica della città. Ai consiglieri spetterà poi la responsabilità politica di tornare alla gestione pubblica della distribuzione dell'acqua. Non da soli, come nel passato, ma costituendo un consorzio di più Comuni dello stesso bacino idrico
In sintesi le proposte della deliberazione d'iniziativa popolare sono:


  1. Inserimento nello statuto comunale del principio che l'acqua non è un bene economico e che la sua gestione deve essere pubblica. Si indica la forma del Consorzio tra i comuni dello stesso bacino come forma ottimale di gestione, come prevede, tra l'altro, la legge Galli;

  2. Attuazione immediata di norme per il risparmio idrico, incentivando l'adozione di sistemi per il recupero dell'acqua piovana e il riciclo delle acque grigie;

  3. Delega alla giunta per preparare in 90 giorni un piano per la creazione nell'immediato futuro di un consorzio dei comuni dei Castelli romani per la gestione pubblica dell'acqua; il consorzio dovrà essere gestito attraverso la buona pratica del bilancio partecipato, garantendo ampio potere di controllo alla comunità.

  4. Creazione di una tariffa che garantisca 50 litri di acqua a persona al giorno gratuiti, come indicato dalle Nazioni Unite, disincentivando gli alti consumi e vietando gli sprechi.

  5. Adesione del Comune di Velletri al coordinamento nazionale degli enti locali per l'acqua pubblica.


In sostanza si chiede al Comune di riappropriarsi della funzione di regolazione e di controllo reale del sistema idrico integrato, come previsto dalla Costituzione e dalla stessa legge Galli.

Il problema, infatti, è che il servizio è stato affidato ad un gestore dove il privato ha 35.000.000 di azioni e il comune di Velletri solo una!


Diamo appuntamento a tutti i cittadini per domenica 1 febbraio al centro La passeggiata (zona 167) per firmare la deliberazione per togliere la gestione dell'acqua a chi ha dimostrato di volere solo profitto, dando a Velletri un'acqua di pessima qualità, scarsa e cara!

venerdì 2 gennaio 2009

Tariffa, qualità dell'acqua e depurazione: tutto quello che il comune non dice...

La giunta comunale di Velletri è tornata con aria vittoriosa dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ato 2. E' avvenuto un vero miracolo: hanno approvato una delibera che concede aumenti della tariffa idrica ad Acea e a Velletri, dicono, il prezzo dell'acqua diminuirà. Straordinario.
Cerchiamo dunque di capire, con parole semplici, cosa stia avvenendo.

1. La tariffa media.
Esiste un valore di riferimento per il prezzo dell'acqua nella provincia di Roma chiamata "tariffa media d'ambito". E' un indicatore che serve soprattutto a stabile qual è il guadagno che viene garantito ad Acea. Viene però utilizzato come base di partenza per decidere le tariffe.
La tariffa media è stabilita all'interno del "Piano d'ambito", che in sostanza è il contratto che regola i rapporti tra Acea, i comuni e i cittadini.
Nel 2005 il consiglio comunale di Velletri – all'unanimità, con il voto favorevole, tra gli altri, degli allora consiglieri Moretti e Servadio – ha approvato la tariffa media valida fino alla fine dei trent'anni di concessione.
La tariffa media per il 2008 era di 0,87 euro al metro cubo.
Il 5 dicembre il comune di Velletri ha votato a favore della decisione di aumentare la tariffa media a 0,95 euro al metro cubo.

La prima conseguenza di questa decisione è che non verrà più concessa la diminuzione della tariffa di quasi il 7% che era stata prevista per il 2008. Questa diminuzione era dovuta perché Velletri aveva una delle bollette dell'acqua più care della provincia.
Votando la delibera in questione, il comune di Velletri ha di fatto rinunciato a contestare nel futuro la mancata diminuzione della tariffa, come era previsto dai patti sottoscritti.

2. Gli aumenti del 2009
Nella stessa delibera viene deciso un aumento complessivo del 4,59% della tariffa media per il 2009. Il sindaco ha spiegato che la tariffa base residenziale diminuirà in realtà di poco più del 4%. Non sappiamo se sia vero, perché non esiste nessun documento ufficiale che attesti questo. Ci è stato mostrato un appunto scritto a mano dall'ingegner Piotti con una tabella che prevede questa diminuzione. E' strano, perché le tariffe, per legge, devono essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale della Regione Lazio e non su un foglio manoscritto. Ad oggi – 31 dicembre – non è stata ancora resa nota la tariffa per il 2008… Basta visitare il sito dell'Ato 2, nella pagina "Tariffa" ( http://www.ato2roma.it/tariffa%20applicata.htm ) per vedere che l'ultima tariffa pubblica (B.U.R. Lazio n.19 del 21/ 05 /08) è quella relativa al 2007.
Dando per buone le tariffe in possesso del Sindaco (perché non le rende pubbliche?), è bene dire che invece aumenteranno: tariffa fognatura, tariffa depurazione, eccedenze idriche, minimo contrattuale impegnato commercianti e seconde case. L'aumento – secondo il famoso foglietto manoscritto – sarà di circa il 3%.
Quindi, a conti fatti: considerando la mancata diminuzione (che era prevista e approvata dal consiglio comunale) per il 2008, considerando gli aumenti parziali per il 2009, è giusto dire che "le bollette dell'acqua diminuiranno"? Giudicate voi.
In ogni caso appena verrà pubblicata la delibera approvata e il verbale della Conferenza dei sindaci del 5 dicembre scorso, li renderemo pubblici, così tutti potranno leggere e giudicare.

3. La tariffa sociale: il sindaco l'ha dimenticata, noi no
Il consiglio comunale di Velletri, dopo diverse sollecitazioni del comitato Acqua pubblica, aveva approvato all'unanimità di chiedere l'applicazione della tariffa sociale, prevista dalla legge ma mai attuata da Acea. E' un'agevolazione per le persone in difficoltà economica, che non hanno i soldi per pagare l'acqua. Oggi queste persone rischiano di vedersi tagliare la fornitura da Acea, grazie ad un regolamento (approvato anche dal nostro consiglio comunale nel 2005, sempre all'unanimità) che non distingue tra veri morosi e famiglie in difficoltà.
Chiediamo quindi: perché il sindaco Servadio non ha neanche citato la tariffa sociale nel suo intervento alla Conferenza dei Sindaci, che era il luogo deputato per decidere anche su questo tema? Una semplice dimenticanza, immaginiamo.

4. Vogliamo la stessa tariffa di Roma, subito
Un altro patto non rispettato da Acea riguarda l'applicazione del tipo di tariffa in vigore a Roma. Era prevista per il 2008, ma tutti sembrano che se ne siano dimenticati. Lo stesso sindaco non ne ha parlato durante l'incontro del 5 dicembre… Un'altra dimenticanza.
Perché è importante? Se a Velletri venisse applicata la tariffa in vigore a Roma, la diminuzione per il consumo base dell'utenza domestica sarebbe stata, già nel 2008, dell'82%, passando da 0,86 euro al mc a 0,15 euro al mc.

5. La tariffa non dovuta per la depurazione

In bolletta da anni paghiamo una cifra considerevole per un servizio – quello della depurazione – che copre meno della metà della città. Ci sono interi quartieri di Velletri senza depurazione, ma che hanno sempre pagato questo servizio.
Ora la corte costituzionale ha deciso che questa tariffa è illegittima e che quindi non dovrà essere pagata dai cittadini non allacciati alla depurazione. Non solo. La corte costituzionale ha stabilito che i cittadini potranno chiedere i soldi indietro per gli ultimi otto anni: due anni di gestione Acea e sei anni di gestione comunale. Per il 2007 e il 2008 (gestione Acea) non è stata ancora inviata la fattura con la depurazione. Quando la fattura arriverà invitiamo tutti a verificare la voce depurazione e a contattare il comitato acqua pubblica per controllare la corretta applicazione della sentenza della corte costituzionale.
Per gli anni passati, chi ha regolarmente pagato le bollette dell'acqua potrà chiedere il rimborso della quota "depurazione" all'azienda speciale di Velletri, se si trova in una zona non servita. A tale scopo alleghiamo quanto ci è stato comunicato ufficialmente dalla Segreteria tecnica operativa dell'Ato 2, dove vengono indicate le zone non coperte dal servizio. In molti comuni d'Italia si sta predisponendo un apposito servizio per assistere i cittadini che hanno diritto a questi rimborsi. Sarebbe opportuno che anche il Comune di Velletri si preparasse in tal senso.

Rimane in ogni caso il fatto di un comune con una situazione della depurazione catastrofica, con ben 13 scarichi fuori norma, che stanno inquinando una terra a forte vocazione agricola. Dove sono i famosi investimenti promessi? Quando sarà possibile avere un comune ecologicamente compatibile?

6. La qualità dell'acqua
Da mesi chiediamo a tutti (comune, asl, acea, provincia) di conoscere i dati sulla qualità dell'acqua, senza ricevere nessuna risposta. E' grave, molto grave. Vogliamo sapere che acqua beviamo, subito. Il sindaco è il primo responsabile della salute della città e quindi ci aspettiamo che rapidamente informi i cittadini, fornendo le analisi dell'acqua quotidianamente. Abbiamo consegnato una petizione in questo senso al Sindaco circa un mese fa, senza ottenere nessuna risposta. Abbiamo chiesto agli uffici comunali più di tre mesi fa i dati sulla qualità dell'acqua, che fino ad oggi non ci sono stati ancora consegnati.

7. Siamo stanchi di aspettare…
Per il 2009 i cittadini riuniti nel Comitato Acqua Pubblica prenderanno direttamente l'iniziativa, al di fuori dei partiti e delle giunte che sull'acqua hanno una visione miope.
Stiamo preparando una deliberazione d'iniziativa popolare per dire una volta per tutte che l'acqua è un bene non economico, non è una merce qualsiasi. Proporremo ai cittadini di pagare ad Acea solo quanto è realmente dovuto, calcolando il costo dell'acqua secondo la tariffa di Roma, come era stato pattuito. Chiederemo di rimborsare la tariffa di depurazione per i cittadini che non hanno ricevuto questo servizio. Chiederemo con forza un'acqua veramente potabile, senza arsenico, per salvaguardare la salute di tutti. Noi cittadini faremo questo. Lei, signor Sindaco, da che parte sta?

Per un 2009 migliore, difendendo la nostra città, i beni comuni e il futuro dei nostri figli

giovedì 18 dicembre 2008

Velletri vota a favore degli aumenti delle tariffe idriche

Il sindaco di Velletri vota a favore degli aumenti delle tariffe idriche. Previsti per il 2009 aumenti del 5,95% del costo dell'acqua per piccoli commercianti e artigiani nella provincia di Roma.
Il comitato per l'acqua pubblica di Velletri lancerà una campagna per una delibera d'iniziativa popolare per dichiarare l'acqua bene essenziale non economico.

La conferenza dei sindaci (e questa volta la s minuscola è d'obbligo) ha votato a grande maggioranza gli aumenti dell'acqua voluti da Acea. Prima di tutto vogliamo ringraziare i sei comuni che – preliminarmente – avevano chiesto invano di rinviare la votazione, per poter approfondire la questione con i cittadini e con i consiglieri comunali. Il presidente della provincia di Roma Zingaretti ha però imposto un ultimatum, tutto politico: se non si votano gli aumenti si paralizzano gli investimenti. Ovviamente nella legge Galli questo assioma non è scritto da nessuna parte; ovviamente, come avevamo già spiegato ampiamente, questi aumenti sono discrezionali, visto che non sono stati applicati tutti i parametri previsti. Per la cronaca, il parametro "qualità" è stato allegramente scartato, perché Acea ha registri dei reclami incompleti.
Nel fronte dei sindaci – la s è sempre minuscola, perché questi rappresentanti sono minuscoli politicamente – si è distinta la figura di Fausto Servadio e dell'assessore Sandro Moretti, ambedue di Velletri. Fino a poche ore prima della conferenza avevano garantito al comitato dell'acqua pubblica, e quindi ai cittadini, che mai e poi mai avrebbero votato a favore della delibera che prevede gli aumenti della tariffa idrica. Ma il gallo ha cantato tre volte. Non sappiamo quali "assicurazioni" abbiano ricevuto dai tanti tecnici Acea seduti a fianco al duo veliterno. Non sappiamo se sia stato il richiamo all'ordine di Zingaretti a sortire l'effetto di un ripensamento dell'ultima ora. Poco ce ne importa, in realtà. Quello che constatiamo è che il coraggio e l'orgoglio di vero Primo cittadino non sono venuti dalla nostra città.
La rappresentanza di Velletri aveva poi un mandato preciso del Consiglio comunale che prevedeva, tra l'altro, di chiedere l'istituzione della tariffa sociale. Nulla è stato detto in questo senso. Troviamo poi specioso sostenere che questi aumenti non colpiranno le famiglie. Se è vero che la tariffa base residenziale non è stata toccata, la tariffa per piccoli commercianti, artigiani e piccole imprese familiari – che compongono il tessuto economico di Velletri – avranno un aumento del 5,95% per il 2009. Così è stato deliberato, con il voto favorevole del comune di Velletri.
Il "tavolo di concertazione" che il comitato aveva chiesto al Comune viene così meno. Siamo sicuri che il sindaco Servadio e l'assessore Moretti abbiamo avuto poco tempo per leggere le centinaia di pagine che compongono le delibere che hanno votato. Sarà probabilmente sfuggito loro che l'intero impianto economico dell'Ato 2 – che hanno voluto approvare, ripetendo, così, le scelte della giunta Cesaroni – si basa su calcoli che non tengono nel dovuto conto tutte le accertate violazioni degli impegni contrattuali da parte di Acea Ato 2. Non si saranno accorti, immaginiamo, che la tariffa sociale viene rinviata sine die, ignorando le difficoltà economiche che portano tantissimi cittadini ad avere problemi anche per pagare l'acqua. Chissà, forse i conti presentati dalla Segreteria Tecnica Operativa erano in apparenza belli, con un tocco così professionale, così romano, da sembrare quasi socialmente corretti…
Noi speriamo che questa giunta comunale riveda la strada intrapresa, per schierarsi con i sindaci che hanno avuto il coraggio, l'onestà e la forza di opporsi allo strapotere politico ed economico di Acea/Comune di Roma/Provincia di Roma.
Abbiamo però deciso di riprendere l'iniziativa diretta, elaborando una delibera d'iniziativa popolare che chieda l'immediata revisione dei rapporti di forza nell'Ato 2, ridando la sovranità scippata ai consigli comunali, chiedendo che l'acqua sia dichiarata bene essenziale di natura non economica, per evitare che anche un solo cittadino a fine mese debba togliere i soldi dalla spesa per pagare l'acqua. Chiederemo che sia recepito il principio sancito dall'Onu di almeno 50 litri al giorno a testa di acqua gratuita, tassando per contro gli sprechi e gli usi impropri.
Chiediamo fin da ora al sindaco Servadio, che è il primo responsabile della salute della sua città, di fornire immediatamente tutti i dati sulla qualità dell'acqua alla popolazione, pubblicandoli sul sito internet del comune e nell'albo pretorio. Almeno questo, caro sindaco, alla città lo deve. Almeno una corretta informazione sulla qualità dell'acqua che Acea ci vende con gli aumenti che voi avete approvato, caro sindaco, è un suo dovere.

Comitato Acqua Pubblica Velletri
acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

giovedì 4 dicembre 2008

No al golpe idrico di Acea!

Non è possibile decidere sulle nuove tariffe dell'acqua senza discutere prima con i cittadini e senza indirizzo dei Consigli comunali.
Rinviare la Conferenza dei Sindaci dell'Ato 2 è un atto di democrazia

Preliminarmente dobbiamo rilevare che, vista l'importanza delle decisioni che dovranno essere assunte nella prossima conferenza dei Sindaci, è assolutamente indispensabile un'ampia discussione sulla documentazione proposta dalla Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato 2.
Ci sembra quindi indispensabile chiedere il rinvio della conferenza per dar modo alla cittadinanza di conoscere il contenuto delle proposte, anche attraverso un'ampia discussione nei consigli comunali. Le delibere proposte, infatti, prevedono profonde revisioni del Piano d'ambito e della tariffa rispetto a quanto votato al momento dell'approvazione della convenzione di gestione.
In questo documento evidenziamo solo una piccola parte deli tanti nodi problematici che si desumono dalla copiosa documentazione messa a disposizione – solo il 20 novembre scorso – dalla STO.

Premessa
I documenti sulla gestione idrica che dovranno essere votati dai sindaci il prossimo 5 dicembre – ad una prima analisi – mostrano sintomaticamente le tante violazioni degli accordi approvati dai Consigli comunali al momento dell'adesione all'Ato 2 da parte di Acea.
Quello che è gioco è il delicato sistema di garanzie per i cittadini e per i comuni che dovrebbe stare alla base della corretta gestione dell'acqua. Chi continua a pensare che la gestione privata sia migliore di quella pubblica dovrà ben presto ricredersi.

Chi controlla la qualità del servizio? Nessuno
Il principale punto dolente è la tariffa. La segreteria tecnico operativa dell'Ato 2 (costituita presso la provincia di Roma) ha chiesto un aumento del 6% complessivo della tariffa media. Il calcolo del costo dell'acqua avviene secondo meccanismi di legge, che prendono in considerazione diversi parametri. Uno di questi si chiama MALL e misura la qualità del servizio: se il servizio è scarso, si deve pagare di meno al gestore. La misurazione dello standard di qualità avviene attraverso appositi registri dei reclami, dove devono essere annotate anche le soluzioni dei problemi segnalati dai cittadini. Devono essere poi segnalate da Acea le interruzioni del servizio e le riduzioni del flusso (vedi ad esempio la crisi idrica che ha colpito 14 comuni, tra i quali Velletri).
Questi registri – obbligatori per legge – sono incompleti o inesistenti. Lo afferma nero su bianco la segreteria tecnica operativa dell'Ato 2, l'organismo che deve vigilare su Acea. Questo "disguido" ha fatto sì che il parametro MALL (cioè la qualità del servizio) non fosse preso in considerazione per il calcolo della nuova tariffa.
Sono quindi veramente dovuti gli aumenti richiesti da Acea considerando i tanti reclami e disservizi documentati? E' giusto pagare una bolletta più cara se l'acqua continua a mancare molte ore al giorno? E' corretto il prezzo che viene imposto per un'acqua di fatto non conforme alle norme di legge e quindi non potabile?
A questo grave fatto si aggiunge la mancata risposta da parte di Acea alle decine di reclami, contestazioni e messe in mora da parte dei cittadini di Velletri, che hanno lamentato violazioni della carta del sistema idrico integrato, false comunicazioni sulla qualità dell'acqua e non rispetto della normativa nazionale e comunitaria sull'acqua potabile.

Se tredici scarichi illegali vi sembran pochi
Velletri ha una situazione fognaria al limite del tollerabile. Sono 13 gli scarichi da eliminare, perché inquinanti. Fino ad oggi Acea ha fatto ben poco, continuando, però, a riscuotere la tariffa per la depurazione. Ora la corte costituzionale (sentenza 335/2008) ha stabilito che non si dovrà pagare questa tariffa se il servizio di depurazione non è attivo e che gli eventuali pagamenti del passato dovranno essere restituiti. Chi pagherà? Secondo la segreteria tecnica operativa dovranno essere i Comuni o i cittadini, attraverso un aumento delle bollette. Nulla però viene rilevato rispetto ai mancati lavori per la rete fognaria…

Il trucco del minimo contrattuale impegnato
Pochi lo sanno, ma Acea fattura più acqua di quanto ne venda realmente. E' come se un salumiere vi facesse pagare 2 etti di formaggio dandovene solo 1 etto e mezzo… Il trucco si chiama "minimo contrattuale impegnato", che nel caso di Velletri, corrisponde a 150 mc minimo all'anno.
Questo principio – dichiarato illegittimo da diverse normative – applicato su vasta scala, quale è l'Ato 2 che include l'intera provincia di Roma, comporta per Acea un incasso annuo pari a 48 milioni di metri cubi fatti pagare ai cittadini senza averli mai forniti! Al costo medio di 0,8516 euro/mc, nel 2006 il valore di quest'acqua virtuale è di 41.000.000 di euro, quasi pari all'utile distribuito ai soci di Acea Ato 2 Spa nel 2007 (dati 2006).

Di chi sono le reti? Pubbliche, ma Acea fa finta di non saperlo
La legge prevede che tutte le opere esistenti e che saranno realizzate sono e rimangono di proprietà dei comuni. Alla fine della concessione (30 anni, che speriamo possano presto essere interrotti) Acea dovrà restituire l'intera rete. Il gestore privato ha solo il diritto di utilizzo degli acquedotti e non la proprietà.
Accade però che Acea Ato 2 Spa stia inserendo nei propri bilanci le opere che realizza - informa la STO. Inserendole in bilancio le opere potrebbero essere quindi soggette ad azioni di pignoramento da parte delle banche, ad esempio, e concorrono a formare il valore della società stessa.
Visto che Acea Holding (che controlla Acea Ato 2 Spa) è una società quotata in borsa, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la Consob (organo di controllo della borsa italiana) dei patrimoni inseriti in bilancio in questa maniera.

Il comitato acqua pubblica di Velletri chiede quindi che l'Ato 2 rinvii di almeno 30 giorni la riunione della Conferenza dei Sindaci per poter dar modo ai Comuni di informare i consigli comunali sulla portata delle decisioni che dovranno essere prese, discutendo – anche con la partecipazione diretta dei cittadini – le possibili soluzioni da proporre.
Non è infatti possibile, a nostro giudizio, votare una redifinizione straordinaria della tariffa che vincolerà i comuni della provincia di Roma fino al 2025 senza prima i dovuti atti d'indirizzo dei consigli comunali.

mercoledì 26 novembre 2008

Bolletta Acea, chiesto un aumento del 6%. Appello ai sindaci e ai consigli comunali per bloccare il caro acqua

Crisi idrica, acqua all'arsenico, fognature fatiscenti. Al vero sfacelo nella gestione del sistema idrico integrato nella provincia di Roma, l'Ato 2 e Acea rispondono chiedendo ai sindaci di aumentare la bolletta. Non importa se siamo alle soglie della peggiore crisi finanziaria dal dopoguerra ad oggi; non importa se la salute dei cittadini viene messa a rischio con acqua contaminata da arsenico ed altri metalli. Al gestore privato interessa solo fatturato, tariffa e profitti da mettere a bilancio. Questo è il risultato della privatizzazione della nostra acqua.

Il cinque dicembre prossimo si terrà la Conferenza dei sindaci dell'Ato 2, l'ambito idrico della provincia di Roma gestito dalla multinazionale Acea. Non si parlerà dei problemi veri della gestione idrica, non saranno discussi gli interventi urgenti per rifare gli acquedotti e per abbandonare i pozzi – spesso privati – che mettono a rischio le falde ed emungono acqua all'arsenico. Le richieste che i cittadini in questi mesi hanno inviato all'Ato, alla segreteria tecnica operativa (l'organo che dovrebbe, almeno in teoria, controllare il gestore), ad Acea e alla Regione non saranno neanche prese in considerazione. Nulla verrà detto delle tante violazioni della Carta dei servizi da parte di Acea.

Si parlerà invece di tariffa, proponendo un aumento del 6,09 % (4,59% di aumento, più l'1,5% per compensare i mancati introiti decisi da una sentenza della corte costituzionale, che ha stabilito che non sarà possibile far pagare la depurazione se questa non viene fornita). I sindaci dovranno quindi discutere ed approvare un aumento che riteniamo profondamente ingiusto.

Ma c'è di più.

La documentazione relativa a quanto verrà discusso il cinque dicembre è stata inviata ai sindaci pochi giorni prima della Conferenza, impendendo così di discutere in consiglio comunale le decisioni che dovranno essere prese. La democrazia degli enti locali, il potere dei nostri rappresentanti è di fatto subordinato al potere di decisione delle società per azioni. La democrazia si è liquefatta. Noi cittadini abbiamo votato i consiglieri comunali e non i consiglieri di amministrazione di Acea: vogliamo quindi che siano i consigli comunali a decidere sulle tariffe dei servizi pubblici locali.

La conferenza dei sindaci sarà poi chiamata a decidere su l'aumento dell'1,5% della tariffa per compensare – come già detto – i mancati introiti del servizio di depurazione. La corte costituzionale ha infatti recentemente deciso che è illegittimo chiedere una tariffa per un servizio di depurazione se tale servizio non è fornito. Sembra una norma di buon senso, ma la legge Galli – che concepì l'attuale sistema di gestione dell'acqua – prevedeva che il servizio di depurazione dovesse essere pagato comunque. Ora di fronte ad una sentenza importantissima, che stabilisce un principio di giustizia, la segreteria tecnica operativa dell'Ato 2 propone di compensare il mancato – perché illegittimo – guadagno del gestore privato con un aumento tariffario. Non solo. I soldi fino ad oggi pagati dai cittadini per la depurazione dovevano essere versati in un fondo separato: ora l'Ato 2 è costretto ad ammettere che questo fondo non è stato mai istituito. Cosa accadrà quando i cittadini chiederanno indietro i soldi per un servizio mai fornito? Perché il fondo non è stato mai istituito?

La gestione privata che sottrae ai comuni l'acqua non ha comportato il miglioramento del servizio idrico. I problemi che avevamo prima continuano anche adesso, con in più una tariffa che viene aumentata senza nessuna discussione nei consigli comunali, con i sindaci che possono esprimere solo un parere.

Chiediamo a tutti i cittadini dei Castelli romani di avviare la più ampia mobilitazione.
Chiediamo ai sindaci di non approvare gli aumenti delle tariffe.
Chiediamo ai consigli comunali di votare delibere d'indirizzo per bloccare gli aumenti.
Noi non finanzieremo mai la speculazione sull'acqua e sui beni comuni.


COMITATO ACQUA PUBBLICA VELLETRI

Il comitato si riunisce ogni mercoledì alle ore 17.30 presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

lunedì 22 settembre 2008

Tariffe e accordi capestro

La gestione del sistema idrico di Velletri da parte di Acea nasce da decisioni politiche prese alcuni anni fa. Gli accordi che hanno tolto ai Comuni della provincia di Roma ogni sovranità sull'acqua, affidando i nostri acquedotti ad Acea, dando potere assoluto ai manager nominati dal comune di Roma, dalla multinazionale Suez, da Caltagirone e da pochi altri soci privati sono stati firmati il 24 maggio del 2002. Si tratta della Convenzione di Gestione – non conforme a quella regionale -, dei patti parasociali e del sindacato di voto. Parole che dicono poco ai non adetti ai lavori, ma che in realtà sono accordi fondamentali che regoleranno il servizio idrico di Velletri per i prossimi trentanni.
Anche il Comune di Velletri - amministrato allora dalla giunta Cesaroni - approvò quegli accordi capestro, che prevedono, tra l'altro, la perdita di ogni potere reale dei Comuni nella gestione dell'acqua. Grazie a quegli accordi oggi Velletri conta lo 0,00003%, contro il 94% di Acea, i cui soci privati sono la multinazionale francese Suez, Caltagirone e alcuni fondi d'investimento. Soci che si occupano di acqua solo per profitto o per speculazione finanziaria e non certo per il bene dei cittadini. Soci che si preparano ad ampliare il loro potere, secondo quanto riferiscono diversi articoli di stampa dei giorni scorsi (cfr.: "Legami più stretti con Suez Acea vola a Piazza Affari", Il Corriere della Sera, 27 maggio 2008; "Acea: discussioni in corso con il gruppo Suez", Teleborsa, 19 giugno 2008).
Il Comune di Velletri, poi, brillò particolarmente per la sua assenza nelle riunioni della Conferenza dei Sindaci. Su 13 incontri risulta presente solo 7 volte. Ma il fatto più grave è che nessuno coinvolse la popolazione in decisioni così importanti.
Oggi la giunta comunale è cambiata e Acea ha iniziato da due anni la gestione effettiva dell'acqua a Velletri. Tra poco verrà indetta una nuova Conferenza dei Sindaci che dovrà approvare nuove tariffe, futuri investimenti e la programmazione della gestione. All'attuale Sindaco chiediamo di ascoltare i cittadini e di non seguire la pessima via percorsa dalle giunte precedenti, che hanno approvato, ad esempio, clausole che prevedono la sospensione dell'acqua per chi non può pagare.
Di fronte ad un servizio pessimo – l'acqua continua ad arrivare a singhiozzo in molte parti della città – nel 2007 la tariffa è aumentata più di quanto era scritto nei patti e continua ad essere tra le più alte della provincia di Roma. Perché?
Per il 2008 gli accordi prevedono che a Velletri venga applicata la tariffa di riferimento, cioè quella di Roma. Per capire la differenza: a Roma i primi 92 metri cubi di consumo costano 0,14 Euro/Mc, a Velletri 0,87Euro/Mc. Le leggi e gli accordi che regolano la fornitura dell'acqua prevedono poi che non sia applicato il cosidetto "minimo contrattuale", che obbliga tutti i cittadini a pagare 150 Mc d'acqua all'anno anche se non vengono consumati. Non è poi stata applicata la tariffa sociale per le persone con basso reddito, come è previsto nella legge Galli, nella legge regionale sul sistema idrico e negli accordi presi tra i Sindaci che hanno aderito all'Ato 2.
Ma il fatto più grave è che nessuno ha ancora comunicato ai cittadini l'effettivo costo dell'acqua per l'anno in corso: stiamo usando l'acqua senza sapere ancora quanto andremo a pagare.
Queste e tante altre osservazioni il nostro comitato le ha consegnate all'assessore per i rapporti con Acea Ato 2 Sandro Moretti. E' una battaglia quella per una equa gestione dell'acqua che merita uno sforzo e un impegno diretto dei nostri amministratori.
Noi crediamo poi che si debba aprire fin da subito una discussione per far si che la nostra città si faccia promotrice di un ritorno alla gestione pubblica dell'acqua nei Castelli Romani. Acea Ato 2 lo scorso anno ha avuto un guadagno di circa 45 milioni di Euro, mentre Velletri sta ancora aspettando gli investimenti necessari per eliminare le alte concentrazioni di arsenico nell'acqua. Se i servizi pubblici vengono gestiti dai privati, siamo sicuri che le priorità coincidano con gli interessi reali dei cittadini?
Ripubblicizzare l'acqua è possibile, far uscire Acea dalla gestione degli acquedotti comunali è l'unica via per migliorare il servizio idrico. Non va dimenticato che la proprietà degli impianti è e rimane pubblica, mentre ad Acea è stata "concessa" la mera gestione.

Invitiamo fin da ora tutti i cittadini di Velletri a tenersi in stretto contatto con questo comitato, che continuerà a seguire attentamente tutta la situazione.
Da parte nostra c'è la piena disponibilità a collaborare con l'ente locale nell'interesse della cittadinanza.

Il comitato si riunisce ogni mercoledì alle ore 17.30 presso il dopolavoro ferroviario, di fianco alla stazione FS di Velletri.