Antonella Litta è referente per Viterbo dell’Associazione italiana medici per l’ambiente e coautrice dello studio del 6 novembre «L’arsenico nelle acque destinate al consumo umano dell’Alto Lazio».
Dottoressa quali sono i rischi per la salute?
Molto gravi. È un cancerogeno di classe 1 che supera la barriera placentare. Sono dimostrate problematiche
fetali e nelle persone adulte. L’obiettivo dell’Ue è infatti di raggiungere zero arsenico.
Come?
Siamo un Paese esportatore di tecnologie per dearsenificare l’acqua. Basterebbe intervenire.
È un problema diffuso?
Dalla Campania al Lazio, dall’Umbria al Trentino.
La provenienza?
É dato dalla conformazione geologica vulcanica ma anche dai combustibili fossili bruciati, dai fitofarmaci,
dagli smaltimenti illeciti di rifiuti.
(da Terra, 18 novembre 2010. Intervista di Rossella Anitori)
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giovedì 18 novembre 2010
giovedì 18 marzo 2010
Mappa disastro idrico di Velletri
A Velletri l'emergenza idrica non vuol dire solo rimanere senz'acqua. Significa un livello di arsenico vanadio e fluoro oltre i limiti di legge e quindi dannoso per la salute; significa avere più della metà del territorio senza depurazione, con scarichi che sversano le fognature nei fossi. Oltre a questo il depuratore - secondo i dati della Sto e di Acea - è già non sufficiente per la popolazione: copre 38.000 abitanti su una popolazione di quasi 60.000 abitanti.
Per questo presentiamo la mappa del disastro idrico della città di Velletri. Una mappa che aggiorneremo costantemente con i dati ufficiali e con le segnalazioni dei cittadini.
Mappa dell'emergenza idrica a Velletri
Fonte delle informazioni:
Ato 2, dati Acea Ato 2 Spa e segnalazioni dei cittadini.
Mappa Nazionale dell' "Acqua inquinata in Italia"
Per questo presentiamo la mappa del disastro idrico della città di Velletri. Una mappa che aggiorneremo costantemente con i dati ufficiali e con le segnalazioni dei cittadini.
Mappa dell'emergenza idrica a Velletri
Fonte delle informazioni:
Ato 2, dati Acea Ato 2 Spa e segnalazioni dei cittadini.
Mappa Nazionale dell' "Acqua inquinata in Italia"
venerdì 3 ottobre 2008
Riceviamo e diffondiamo: allarme nuovi pozzi nel Parco Castelli romani
Cari amici,
la situazione idrica ai Castelli Romani ha raggiunto e superato l'emergenza giungendo al collasso. Tutti conoscono le complesse problematiche e lo stato delle acque che vengono distribuite dai rubinetti. Con il passaggio alla gestione Acea ( alla quale ci dichiarammo contrari tecnici e politici avevano promesso la soluzione di tutti i problemi ipotizzando di portare l'acqua dalle foci dell'aniene o da altre sorgenti fuori dal compromesso sistema idrico locale. La soluzione invece, la più semplice e stupida, è stata quella di scavare ben tre nuovi pozzi:
1 Velletri - Colle dell'Acero,
2 Grottaferrata,
3 Castelgandolfo.
Operazione quanto mai pericolosa per l'equilibrio del martoriato complesso idrico dei castelli e disastroso per i laghi poichè i pozzi sottraggono la ricarica delle falde che li alimentano. In barba a tutti i divieti, tutele costati anni di fatiche agli ambientalisti per cercare di proteggere le poche risorse idriche rimaste. Come hanno fatto? In base ai poteri speciali derivanti da situazioni di emergenza ( G.U. N°183 dell'8.ago.2005) ed in base all'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 30 luglio 2007 N° 3603, disposizioni urgenti in materia di Protezione Civile è stato nominato un commissario delegato all'emergenza idrica il 22.04.2008 nella persona dell'ing. Sessa Massimo il quale ha convocato conferenze di servizio con i comuni interessati, la Provincia di Roma, La Regione Lazio ( IL parco dei Castelli non è stato nemmeno invitato così come il comune di Nemi che subirà un grosso danno) per disposizioni urgenti a causa della crisi idrica. Tutti hanno votato a favore ed i pozzi sono stati realizzati. A occhio e croce saranno profondi 400/ 500 metri. Data la situazione ci si aspettavano altri provvedimenti ( blocco dell'espansione edilizia, interventi sull'esistente rete piena di perdite, trattamento e recupero di acque etc.) Invece niente , ancora consumo delle risorse esistenti e faraonici Piani Territoriali Provinciali dove la parola "tutela" è solo un bell'ornamento sulla bocca degli oratori e dei politici. Stanno distruggendo le sorgenti, e prosciugando i laghi di Albano e Nemi e l'acqua che ottengono di che qualità è?
Un caro saluto,
Carlo Testana
la situazione idrica ai Castelli Romani ha raggiunto e superato l'emergenza giungendo al collasso. Tutti conoscono le complesse problematiche e lo stato delle acque che vengono distribuite dai rubinetti. Con il passaggio alla gestione Acea ( alla quale ci dichiarammo contrari tecnici e politici avevano promesso la soluzione di tutti i problemi ipotizzando di portare l'acqua dalle foci dell'aniene o da altre sorgenti fuori dal compromesso sistema idrico locale. La soluzione invece, la più semplice e stupida, è stata quella di scavare ben tre nuovi pozzi:
1 Velletri - Colle dell'Acero,
2 Grottaferrata,
3 Castelgandolfo.
Operazione quanto mai pericolosa per l'equilibrio del martoriato complesso idrico dei castelli e disastroso per i laghi poichè i pozzi sottraggono la ricarica delle falde che li alimentano. In barba a tutti i divieti, tutele costati anni di fatiche agli ambientalisti per cercare di proteggere le poche risorse idriche rimaste. Come hanno fatto? In base ai poteri speciali derivanti da situazioni di emergenza ( G.U. N°183 dell'8.ago.2005) ed in base all'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 30 luglio 2007 N° 3603, disposizioni urgenti in materia di Protezione Civile è stato nominato un commissario delegato all'emergenza idrica il 22.04.2008 nella persona dell'ing. Sessa Massimo il quale ha convocato conferenze di servizio con i comuni interessati, la Provincia di Roma, La Regione Lazio ( IL parco dei Castelli non è stato nemmeno invitato così come il comune di Nemi che subirà un grosso danno) per disposizioni urgenti a causa della crisi idrica. Tutti hanno votato a favore ed i pozzi sono stati realizzati. A occhio e croce saranno profondi 400/ 500 metri. Data la situazione ci si aspettavano altri provvedimenti ( blocco dell'espansione edilizia, interventi sull'esistente rete piena di perdite, trattamento e recupero di acque etc.) Invece niente , ancora consumo delle risorse esistenti e faraonici Piani Territoriali Provinciali dove la parola "tutela" è solo un bell'ornamento sulla bocca degli oratori e dei politici. Stanno distruggendo le sorgenti, e prosciugando i laghi di Albano e Nemi e l'acqua che ottengono di che qualità è?
Un caro saluto,
Carlo Testana
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