Visualizzazione post con etichetta Suez. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Suez. Mostra tutti i post

sabato 12 dicembre 2009

Acqua e politica. Guida per i cittadini



L'antitrust – quando qualche mese fa sanzionò Suez e Acea – riportò una valutazione della multinazionale francese: il mercato dell'acqua in Italia è una questione politica. Oggi a Velletri questa affermazione è ancora più vera. E' stata una scelta politica l'affidamento del 2005 – votato all'unanimità, dalla destra e dalla sinistra – della gestione dell'acqua alla società per azioni Acea; è stata una scelta politica – votata dal Pd, con l'astensione del Pdl e il voto contrario di sinistra arcobaleno, Udc e Moderati per Velletri – la decisione di respingere la delibera d'iniziativa popolare per dichiarare l'acqua un bene comune, fuori dalle regole del mercato.

Oggi leggiamo che nel dibattito tra Pd e Pdl si parla anche di noi. E' sicuramente un successo dei cittadini, perché prima il tema dei beni comuni e dell'acqua era semplicemente ignorato. Ma serve qualche precisazione.

Acqua pubblica non significa gestione politica del sistema idrico. Ripubblicizzare l'acqua vuol dire creare un meccanismo per la gestione diretta da parte dei cittadini, sul modello della public company. In Europa - ma anche negli Stati Uniti - esistono modelli con una storia estremamente solida, che distinguono chiaramente la politica dalla gestione di una azienda pubblica. Quindi la nostra battaglia è per ricostruire il senso dei beni comuni come minimo comune denominatore della società civile.


Questa politica non ci convince. Riteniamo che la gestione dell'amministrazione comunale degli ultimi dieci anni - o forse più - non abbia puntato al bene della città. A Velletri esistono gruppi di potere che allegramente continuano ad influenzare le scelte di tutte le giunte, sia della cosiddetta destra che della presunta sinistra. Lo scempio del territorio, l'espansione edilizia abusiva e "secondo legge", l'inquinamento costante delle risorse naturali (gli scarichi inquinanti, il peggioramento della qualità dell'acqua, l'inquinamento atmosferico) sono temi trattati - quando va bene - solo nei programmi elettorali e in qualche convegno. Spariscono poi, quasi per miracolo, dall'azione concreta degli amministratori.


Serve l'azione diretta della cittadinanza. Per poter ricostruire una vita sociale, culturale e politica pulita e trasparente riteniamo che l'iniziativa debba ritornare direttamente nella mani dei cittadini. Per questo il cambiamento della gestione del sistema idrico integrato a Velletri doveva passare per una iniziativa popolare. Sappiamo che molti consiglieri erano disponibili a presentare questa iniziativa, ma abbiamo preferito la via dell'azione diretta della cittadinanza e continueremo su questa strada.


Le alleanze false e quelle vere. Dobbiamo chiarire che il Comitato per l'acqua pubblica non ha mai "appoggiato" o sponsorizzato nessuna coalizione. Non siamo contro la politica, anzi. La vera politica è l'impegno civile e la militanza dei cittadini, che non necessariamente deve passare attraverso i banchi del consiglio comunale. Quando gli organi amministrativi perdono di senso, avvitandosi in discussioni opache e incomprensibili, in un gioco di veti incrociati e di più o meno evidenti ricatti, è evidente che i cittadini devono allearsi tra di loro isolando la mala politica, difendendo in prima persona i beni comuni, quali l'acqua, la vivibilità della città, la qualità della vita. Temi che sono stati espulsi dal dibattito politico al quale assistiamo. Quindi nessuna alleanza sarà possibile, per quanto ci riguarda, con i diversi partiti, liste più o meno civiche, coalizioni, gruppi politici esistenti e futuri. La nostra vera alleanza è con tutti quei cittadini che hanno deciso di non stare più a guardare, di non tacere di fronte alla violazione dei diritti fondamentali.


Cosa chiediamo a chi vuole condividere la nostra battaglia. Vogliamo gesti concreti e non propaganda. Chi vuole partecipare al comitato - che è aperto e spontaneo - lo può fare facendo l'unico passo necessario: inviare un reclamo formale ad Acea, contestando la tariffa ingiusta e la pessima qualità dell'acqua. Non serve presentare mozioni in Consiglio comunale promettendo e non mantenendo - come è avvenuto, ad esempio, a luglio, dopo la bocciatura della delibera popolare - prendendo così in giro la popolazione. Non serve dire che il comitato fa un ottimo lavoro per poi non condividere in concreto le battaglie e i rischi.


L'autonomia, dunque, è la nostra principale forza, insieme alla battaglia per la legalità e la difesa dei diritti.

lunedì 6 ottobre 2008

Milano Finanza: l'interesse di Suez su Acea

Acea è una delle poche azioni a rimanere a galla nel bel mezzo della bufera che sta coinvolgendo i mercati. Gli esponenti della giunta comunale di Roma avrebbero espresso negli ultimi giorni la disponibilità di Suez Gaz de France, oggi azionisti con una quota dell'8,6%, a salire nel capitale di Acea. E il titolo si difende bene con un +0,03% a 10,90 euro.

I manager del gruppo francese avrebbero, infatti, voluto sondare le intenzioni del Comune in merito all'ipotesi di poter scendere dal 51%, oggi detenuto, al 40%. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per il momento avrebbe ribadito che il Comune intende mantenere la maggioranza assoluta nel capitale, ma i pareri discordanti all'interno della maggioranza sono diversi.

Il dibattito all'interno della giunta comunale è dunque aperto anche considerando il debito di 8 miliardi di euro che grava sulle casse del Comune. "Crediamo improbabile un cambio dell'azionariato di Acea nel breve", afferma un analista di una sim milanese, "tra l'altro oggi lo statuto prevede un limite dell'8% al diritto di voto, ma considereremmo l'eventualità che il Comune scenda sotto il 50% positivamente".

La scorsa estate il Comune di Roma aveva negato la sua discesa sotto il 51% del capitale di Acea, "ma a causa dei problemi finanziari del Comune i rumor sulla possibile cessione di azioni Acea stanno aumentando", fa notare Fabio M.Picardi, analista di Banca Imi (hold e target price a 12,5 euro).

Intanto non si sono ancora definiti gli accordi tra Suez e il management di Acea per la ridefinizione della collaborazione che ha dato il via alla joint venture nella distribuzione di elettricità con AceaElectrabel. Trattative sono state avviate da alcuni mesi dopo che la fusione tra Suez e Gaz de France apporterà alla collaborazione in atto anche la rete gas di Roma che Suez otterrà da Eni come parziale contropartita per la cessione della belga Distrigas.

Per quanto riguarda proprio la cessione della rete gas di Roma sembrerebbe che il valore iniziale di 1,1 miliardi di euro individuato al momento della firma tra Eni e Suez per Distrigas potrebbe scendere a seguito dello scorporo di alcuni immobili che non interessano né Suez né ad Acea (il closing tra Eni e Suez è atteso entro fine ottobre). Anche questa rappresenterebbe una notizia positiva.

martedì 11 marzo 2008

Acea e Suez. L'alleanza "segreta"

L'antistrust ha recentemente condannato ACEA e SUEZ per aver violato le regole del mercato:
a) che le società che le società Acea S.p.A. e Suez Environnement S.A. hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell’articolo 81 del Trattato CE, che ha avuto per oggetto e per effetto un coordinamento delle rispettive strategie commerciali nell’ambito del mercato nazionale della gestione dei servizi idrici;
b) che Acea S.p.A. e Suez Environnement S.A. si astengano in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi a quelli oggetto dell’infrazione accertata, dando comunicazione all’Autorità delle misure a tal fine adottate entro novanta giorni dalla notifica del presente provvedimento;
c) che Acea S.p.A. e Suez Environnement S.A., con specifico riferimento a quanto stabilito dall’articolo 13 del patto parasociale intercorrente tra i soci di Publiacqua S.p.A., procedano ad adottare misure idonee al fine della sua eliminazione e in ogni caso si astengano dal darvi attuazione, dando comunicazione all’Autorità delle misure a tal fine adottate entro il termine di cui al punto precedente;
d) che, in ragione della gravità dell’infrazione di cui al punto a), alle società Acea S.p.A. e Suez Environnement S.A. vengano applicate sanzioni amministrative pecuniarie pari rispettivamente a 8.300.000 euro e a 3.000.000 euro.
Il documento dell'antitrust descrive ampiamente la storia dell'accordo tra ACEA e Suez. Una lettura fondamentale per capire come funziona oggi il mercato dell'acqua.