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mercoledì 2 gennaio 2013

Emergenza arsenico. Misteri e responsabilità politiche

Il comitato acqua pubblica di Velletri ha di certo tanti difetti. Ma ha anche una virtù, la memoria. Oggi leggendo l’ordinanza numero 538 del 28 dicembre scorso firmata dal sindaco Fausto Servadio, abbiamo deciso di ripercorrere la storia recente che ha portato a questa nuova “emergenza”. Annunciata, prevedibile, colpevole e carica di responsabilità, politiche e gestionali.
Sul banco degli imputati è finito il pozzo Le corti, che fornisce una notevole quantità di acqua – non più potabile – nella rete idrica – sempre fatiscente – di Velletri. C’è un primo dato che balza agli occhi: quella fonte non era presente tra gli interventi programmati da Acea nel 2008, un anno e mezzo dopo la concessione alla multinazionale romana. Ed è un fatto decisamente curioso. Occorre, a questo punto, ripercorrere la storia, con le carte alla mano.

Nel novembre del 2006 il comune di Velletri firma il verbale di consegna del sistema idrico integrato ad Acea Ato 2 spa. A pagina sei si legge: “Il Gestore (ovvero Acea) ha redatto il programma per i prelievi e le analisi di laboratorio delle acque prelevate dalle suddette fonti riservandosi di effettuare le analisi sulla rete di distribuzione successivamente alla presa in carico del servizio”.

Arriviamo al 2007, quando il sistema idrico di Velletri è già gestito da Acea Ato 2 spa. Nel piano di rientro presentato nel 2008 – vediamo come più avanti – è allegata una tabella con i risultati dei prelievi effettuati sui vari pozzi gestiti. Il pozzo Le Corti presenta, secondo Acea, questi valori il 22 giugno del 2007: Fluoruri 1,24, Arsenico 6,1 e Vanadio 17,7. Tutto nella norma, nessuno sforamento, nessuna emergenza. Questo accadeva cinque anni fa. I conti, però, non tornano. Nello stesso documento, a pagina 11, sono riportati i risultati dei campionamenti effettuati nei punti di prelievo. In via Le Corti – stessa zona dunque del pozzo in questione – abbiamo avuto tra il 2007 e il 2008 ben cinque sforamenti su sei prelievi riportati, per quanto riguarda il parametro Arsenico. Ma per Acea quel pozzo era perfetto.

Nel maggio del 2008 Acea presenta il primo studio per il rientro dei parametri Fluoruro, Arsenico e Vanadio nella normalità. Come abbiamo già visto il pozzo Le Corti non entra nella lista dei lavori da effettuare. C’è di più. Acea evidenzia come la rete di Velletri sia insufficiente, tanto da far prevedere per il 2015 una mancanza cronica di acqua (fabbisogno di 470,2 litri secondo contro i 350 litri secondo disponibili nel 2008; non disponiamo al momento di dati aggiornati). Di fronte a questo problema – il vero problema – la multinazionale si appella al tempo: “I tempi esigui per il rientro delle emergenze non sono compatibili con la completa risistemazione della rete”. Bisogna fare in fretta, dunque.

La strategia di Acea puntava allora decisamente al risparmio. Per quanto riguarda i pozzi privati con acqua fuori norma, saranno i proprietari “a realizzare e gestire gli impianti di potabilizzazione”. Dovranno essere loro, in altre parole, a spendere per investire e il piano di rientro presentato all’epoca teneva conto di questo impegno. E infatti quel piano su un buco nell’acqua: secondo Acea tutto doveva essere risolto entro il 31 dicembre 2010. Così non è stato.

Arriviamo al dicembre di due anni fa, quando i comitati dell’acqua scoprono il documento della Commissione europea che negava l’ultima deroga sull’arsenico, rendendolo pubblico. Scoppia il panico. Il 28 gennaio 2011 al comune di Velletri si tiene una riunione con tutti i soggetti coinvolti. Questa volta è chiaro a tutti che il pozzo Le Corti aveva notevoli problemi (nati quando? Visto che nel 2007 tutto era nella norma, secondo Acea), con una concentrazione di arsenico di 20,4 microgammi litro (dato del 24 gennaio 2011). Di nuovo arriva la promessa del gestore: : “Acea Ato 2 attuerà ogni possibile azione per realizzare tali impianti (superamento emergenza per pozzi Marmi e Le Corti, nda) prima dell’inizio del periodo estivo”. Ovvero prima dell’estate del 2011. Ovvero tutto doveva essere risolto un anno e mezzo fa.

Arriviamo all’epilogo, o almeno all’ultima puntata della saga. Il 13 novembre del 2012 Acea pubblica un report sui piani di rientro. Sono passati quattro lunghissimi anni dal primo studio del maggio 2008… Scrive Acea: “A causa dell’impossibilità di portare a compimento 2 interventi, tra quelli pianificati, entro la scadenza delle deroghe, una limitata porzione della popolazione dei comuni di Velletri e Lanuvio, dal 1° gennaio 2013 avrà acqua non conforme ai limiti previsti dal Dlgs 31/2001”. Ovvero non potabile. Leggendo l’ordinanza del sindaco appare chiaro quale parte della città è in emergenza: le vie fornite dal pozzo Le Corti.

Non sappiamo se in questa storia vi siano responsabilità amministrative o di altro genere. Non è nostro compito giudicare questi aspetti. Di certo ricordiamo bene le tante promesse di investimenti arrivate da Acea, non ultimo durante l’ultima conferenza dei Sindaci, quando si doveva discutere del profitto abrogato dai referendum (la remunerazione del capitale investito). Quella percentuale prevista dalla legge del 7% sugli investimenti realizzati alla fine è rimasta di fatto inalterata, beffando il voto di milioni di italiani. Di certo c’è una responsabilità dell’intera classe politica, che poco o nulla ha fatto per bloccare lo strapotere della multinazionale, che, mentre eroga acqua non potabile per una parte della popolazione di Velletri, chiude i rubinetti alle famiglie in difficoltà, che non riescono a pagare tutte le bollette. Il comitato acqua pubblica chiede ancora una volta che la gestione del sistema idrico torni nelle mani della collettività, mandando a casa un’azienda che non è riuscita a garantire la qualità minima del servizio.

venerdì 6 aprile 2012

Invito Assemblea tra Comuni, Cittadini e Comitati per l’Acqua dei Castelli Romani



Il 13 aprile alle ore 17.00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Genzano si terrà la Seconda Assemblea tra Comuni, Cittadini e Comitati per l’acqua dei Castelli Romani.

Molti gli argomenti in discussione: il nuovo Regolamento del sistema idrico integrato proposto dalla Provincia; la revisione della tariffa dopo il referendum dello scorso anno; la qualità del servizio di Acea Ato 2 e le penali da applicare per gli anni passati; i possibili aumenti delle bollette, che verranno proposti durante la prossima conferenza dei sindaci. Una serie di decisioni che colpirebbero pesantemente i cittadini.

In questa occasione tutto il territorio potrà presentare le proposte da essere poi portate dai Comuni alla Conferenza dei Sindaci prevista per il 17 aprile (presso la sede della Provincia di Roma).

Partecipate numerosi perché si scrive acqua ma si legge democrazia!
Più informazioni:

mercoledì 4 aprile 2012

La provincia di Roma e Acea preparano la guerra dell’acqua Il nuovo regolamento degli orrori pronto per essere votato dai sindaci


COMUNICATO STAMPA

La provincia di Roma e Acea preparano la guerra dell’acqua
Il nuovo regolamento degli orrori pronto per essere votato dai sindaci

Sta circolando in queste ore la bozza del nuovo regolamento di utenza di Acea Ato 2 spa, che verrà presentato alla prossima conferenza dei Sindaci. Una serie di norme che rafforza il potere di Acea di tagliare l’acqua unilateralmente, lasciando centinaia di famiglie a basso reddito senza un servizio essenziale, creando una situazione di possibile emergenza sanitaria senza precedenti.

Il nuovo regolamento è un vero scempio del principio di diritto all’acqua, dove la mercificazione - quella vera, quella che viene pesata a suon di euro - prevale rispetto al voto chiaro di milioni di cittadini della provincia di Roma. Un documento elaborato dalla Segreteria tecnica operativa diretta dall’ingegner Sandro Piotti, pagata con i soldi delle bollette dei cittadini, che - prima di ogni altra cosa - dovrebbe prendere atto del risultato referendario. Invece si va in direzione opposta.

All’articolo E.1.6 la bozza del regolamento continua a mantenere la pratica del distacco per morosità, su decisione unilaterale del gestore. Anzi, rispetto al regolamento attuale, il taglio dell’acqua per chi non è in grado di pagare le tariffe illegittime di Acea - tali sono, visto che continuano a mantenere il profitto eliminato dai referendum e si basano su un calcolo che non tiene conto del parametro di qualità - ne esce rafforzato.

Non solo Acea continuerà a mantenere il diritto unilaterale di tagliare l’acqua a chi vuole: nel nuovo regolamento si prevede poi “la piombatura” e “la rimozione del contatore” a discrezione del gestore. Un’azione che fisicamente tende ad eliminare il diritto di accesso all’acqua potabile.

Le conseguenze sono evidenti. Migliaia di famiglie oggi nella provincia di Roma non riescono a pagare le tariffe dell’acqua, che hanno subito aumenti vertiginosi negli ultimi tre anni. Secondo una recente ricerca di Sant’Egidio, nel territorio della provincia di Roma risiedono circa 100 mila cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà, che mai potranno pagare le bollette Acea. Molto spesso abitano in case senza avere titoli legittimi, ospitati, o con situazioni famigliari complesse, fattori che possono rendere burocraticamente difficile l‘accesso alle tariffe sociali. Ci sono poi i casi - di certo non rari - della famiglie che si trovano ad affrontare un periodo temporaneo di difficoltà economica, non riuscendo - visto l’attuale regolamento - a richiedere in tempo l’applicazione della tariffa sociale. Si tratta di casi non rarissimi, che oggi rischiano concretamente di non poter più bere, di non poter cucinare, di non potersi lavare. C’è poi il caso dei cittadini che - legittimamente - hanno contestato le bollette per tariffe applicate in maniera erronea dal gestore (circa 500 famiglie solo nel comune di Velletri) che sono ora in attesa del giudizio di merito dei magistrati.

Ricordiamo a tutti che il Tribunale di Latina, anche per i motivi esposti, ha dichiarato nei mesi scorsi vessatoria - e quindi illegale - la clausola del regolamento idrico dell’Ato 4 che prevede il distacco per morosità. Correttamente i magistrati hanno sottolineato che prima di esercitare un’azione di forza di questa portata, il gestore deve obbligatoriamente richiedere la valutazione di una parte terza, come, ad esempio, il giudice di pace. Se questo principio giuridico vale per la provincia di Latina, non capiamo perché non possa essere applicato in tutta la regione Lazio. Un punto, questo, sul quale chiediamo un pronunciamento urgente e pubblico del presidente Zingaretti.

Acea con il nuovo regolamento di utenza riceverebbe poi poteri di accesso alle abitazioni private dei cittadini che non sono concessi neanche alle forze dell’ordine. Il gestore potrà entrare nelle proprietà private senza preavviso per controllare contatori che - per legge - non sono di sua proprietà. La titolarità degli acquedotti fino al misuratore è infatti dei Comuni, mentre Acea ha esclusivamente una concessione che le permette di utilizzare la rete, contatori compresi. L’enorme potere che la bozza di regolamento dunque concede al gestore è sproporzionata e non rispetta il principio costituzionale della proprietà pubblica del sistema idrico.

La bozza dei nuovo regolamento d’utenza contiene poi principi inaccettabili, che comporteranno elevati costi per molte famiglie. Al punto B1.5 si prevede la facoltà per Acea di installare riduttori di pressione nelle zone dove arriva poca acqua (gran parte dei Castelli romani, ad esempio). La spesa per la vasca di accumulo - necessaria per poter usare l’acqua dopo l’installazione dei riduttori - sarà a carico dei “clienti”, che dovranno esborsare migliaia di euro per i lavori di adeguamento degli impianti idrici. In sostanza Acea dove non è riuscita a risolvere la mancanza dell’acqua - dove sono finiti i grandi investimenti promessi? - spenderà pochi centesimi per ridurre il flusso, caricando i costi delle vasche e delle pompe alle famiglie.

Il nuovo regolamento degli orrori è ricco di sorprese. Se la punizione per chi ritarda il pagamento è alta - rescissione del contratto - quasi nulla accade quando Acea non rispetta i parametri minimi di servizio. L’articolo B1.7, ad esempio, prevede qualche euro di rimborso - “senza altro indennizzo di sorta” - in caso di interruzione del servizio per un periodo superiore ai 15 giorni.

Chiediamo a questo punto una presa di posizione ferma e chiara da parte dei Sindaci, che nei prossimi giorni saranno chiamati a discutere questa bozza di Regolamento di utenza. Votare queste norme significherà firmare una cambiale in bianco ad Acea, aprendo le porte ad una vera e propria guerra dell’acqua, con pattuglie di tecnici inviati nelle case dei cittadini più bisognosi armati di sigilli e tagliatubi. Chiediamo poi una parola di chiarezza al presidente della provincia Nicola Zingaretti che subito dopo il risultato del referendum commentò: “I cittadini hanno avuto una grande capacità di giudizio e hanno compreso l’importanza che questo voto avrebbe avuto per il futuro imminente del nostro Paese”. Ora è arrivato il momento della verità: da che parte si schiererà la politica? Con le grandi multinazionali o a fianco dei cittadini?

Coordinamento Comitati Castelli Romani per l'acqua pubblica
(Albano Laziale, Ariccia, Cave, Ciampino, Frascati. Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Rocca Priora, Velletri)

Informazioni:

mercoledì 20 aprile 2011

Profitto Acea record per l'anno orribile dell'arsenico

Il profitto record di Acea Ato 2 - 58,96 milioni di euro - per l'anno terribile dell'arsenico è uno schiaffo doppio per la cittadinanza. Come è possibile che un gestore che non è stato in grado lo scorso anno di garantire acqua potabile per tutta la popolazione possa intascarsi un simile premio? Come si conciliano quasi sessanta milioni di dividendi con un'acqua che - lo scorso ottobre - a Velletri ha raggiunto punte di arsenico fino a sette volte i valori di legge?
Ancora una volta gli azionisti hanno detto no alla proposta della provincia di Roma di destinare parte di questi utili agli investimenti necessari nella zona dei Castelli romani. Da una parte Acea ottiene la terza deroga per l'arsenico e una gestione commissariale che garantirà
lo scavalcamento di molte norme; dall'altra la stessa società ottiene da una conferenza dei sindaci pigra e distratta aumenti delle tariffe che servono solo agli azionisti.

Solo la via del referendum potrà restituire queste risorse ai cittadini, migliorando la qualità dell'acqua, con tariffe più eque. Ricordiamo che il secondo quesito che si voterà il 12 e 13 giugno abolirà quel ricavo garantito che per Acea è stato uguale a 58,96 milioni di euro solo nel 2010.

martedì 21 dicembre 2010

Arsenico e le zone di Velletri


E' BENE SAPERE:
In queste zone della città di Velletri l'acqua è fuorilegge, perché supera i limiti previsti dalle norme italiane ed europee:
via del Camelieto, via Ariana, via di Cori, via Papazzano, via Troncavia, via Contrada S. Antonio, via Cerase Marine, Via Piazza di Mario, via della Caranella, via Colle Calcagno, Via Vecchia Napoli, Circonvallazione di Levante, via dei Volsci, via A. Mammuccari e vie limitrofe (via Ariana fino a via Ceppeta Inferiore, via Colle Calcagno, via Mariano Pieroni, viale Guglielmo Marconi.
Via Colle Noce, Via della Mortella (da via Colle Noce a via Colle Caldara), Via colle Ionci, Via Acqua Lucia, Via Appia Nord (da Via Madonna degli Angeli a via della Pilara), Via della Pilara, via della Faiola, via Aria Fina, via Colle dei Marmi, Via Ponte Minello, Via Appia Vecchia (da via Appia nord al civ. 59), Via Colle Ottone alto (da via Appia nord al civ. 101) e vie limitrofe. Via Poggi d’Oro, Via Panoramica, Via dei Pini, Via dei Genzanesi, Via dei Glicini, Via dei Castagni, Via delle Magnolie, Via degli Oleandri, Via delle Ginestre, Via delle Mimose, Via delle Fornaci, Via della Cava, Via degli Ulivi, Via delle Terme di Caligola, Via Appia Nord (Tratto da via Appia Antica e via della Picara) e vie limitrofe.

Secondo le indicazioni dei medici per l'ambiente, chi abita in queste zone deve evitare di bere l'acqua.

Una fonte alternativa è la fontanella di Via del Cigliolo 12, che riceve acqua del Simbrivio, con contenuto 0 di Arsenico.

Evitate in ogni caso un alto consumo di acque minerali, preferendo le acque sicure del Simbrivio.

mercoledì 8 dicembre 2010

Investimenti arsenico: Acea si è rifiutata di anticipare i soldi preferendo utili milionari

Ecco la prova che dimostra come per Acea Ato 2, gestore idrico privato di 75 comuni della provincia di Roma, siano più importanti gli interessi dei soci che quelli della popolazione.
Questa è la trascrizione della lettera inviata ai sindaci  dell'Ato2, con cui Nicola Zingaretti, in qualità di presidente dell'Autorità d'Ambito, spiega come Acea si sia rifiutata di anticipare i soldi per affrontare i problemi idrici del territorio.
Per Acea l'acqua potabile può aspettare, i soldi dei soci no.
E i sindaci lo sapevano.


Palazzo Valentini, 6 maggio 2010
Caro Sindaco,


ho ritenuto utile e corretto farLe pervenire copia della lettera che, in qualità di Presidente dell'Ato 2, ho inviato nel mese di marzo al Sindaco Alemanno e all'assessore al Bilancio Maurizio Leo, in  merito alla possibile dismissione di quote di capitale sociale di Acea Spa da parte del Comune di Roma come conseguenza del Decreto Ronchi.
Mi sembra infatti doveroso anche in considerazione della mancata risposta del Comune di Roma sulle questioni da noi sollevate, informare e coinvolgere tutti i rappresentanti delle comunità locali del nostro territorio, in una discussione che deve essere trasparente e inclusiva e che, come può leggere nel testo allegato, dovrà trovare una sua sede naturale di confronto nella Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti.
La delicatezza delle questioni riguardanti la futura gestione del sistema idrico integrato impone, oggi, di delineare un percorso chiaro e condiviso ad esclusivo servizio dei cittadini interessati a rafforzare un sistema efficiente.


Un percorso che, anche al di là di qualsiasi valutazione prettamente politica del decreto Ronchi, significa attenzione al bene comune, sostegno agli investimenti per l'efficientamento e la messa a norma delle reti, valutazione della qualità dei servizi, così importante per la tutela dell'ambiente e del nostro territorio.
Ritengo, inoltre, opportuno informarLa che, intervenendo all'Assemblea di Acea Ato dello scorso 22 aprime la Provincia di Roma, attraverso l'Assessore al Bilancio Antonio Rosati, ha proposto di destinare gli utili dell'azienda per il 50% dei dividendi ai soci, riservando l'altro 50% ad ulteriori investimenti per metà nella Provincia di Roma, specialmente nelle Aree dei Castelli Romani, nei Comuni del Litorale Pontino e nell'area dei Monti Simbruini, e per metà nel Comune di Roma. La proposta è stata accolta con favore da tutti i comuni presenti – compreso il Comune di Roma, che, anzi, su intervento dell'assessore Ghera l'ha emendata proponendo correttamente di destinare i 2/3 degli investimenti al proprio territorio. La proposta è stata tuttavia respinta dal rappresentate di Acea Spa che, come noto, detiene il 97% dell'azienda ed ha, conseguentemente, potere di veto.

Di conseguenza, mentre c'è stata unanimità nell'approvazione del bilancio, la destinazione totale degli utili ai Soci è stata approvata solamente col voto del Socio Acea pari a circa 97% del capitale sociale, mentre la proposta della Provincia di Roma ha raccolto il voto di altri soci presenti, ma è risultata minoranza.
Osserviamo con rammarico che l'azienda Acea abbia mantenuto inalterata la sua posizione malgrado il voto difforme del suo socio di maggioranza Comune di Roma. Auspichiamo, pertanto, che il Comune di Roma, conformemente a quanto votato in sede di assemblea di Acea ato2 riporti tali indirizzi anche nella prossima, delicata, assemblea di Acea, favorendo ulteriori investimenti per la città sia sul piano ambientale che economico e occupazionale.


Nicola Zingaretti

sabato 4 dicembre 2010

E' dal 2008 che chiediamo i dati sull'acqua

Nell'assemblea promossa dal Comitato del novembre 2008 - dedicata al tema arsenico - era stato deciso di chiedere tutti i dati sulla qualità dell'acqua ad Acea, al sindaco di Velletri, all'Asl RM H, alla STO ATO2, Al Garante regionale del SII e all'assessore regionale all'ambiente e cooperazione tra i popoli. Nessuno ha risposto.

Eppure era molto chiaro:

(I cittadini) chiedono alle istituzioni sopraindicate, ai sensi dell'articolo 162 del D. Leg 152/2006 (Norme in materia ambientale), che il Gestore Acea Ato 2 Spa divulghi con urgenza tutti i dati relativi alla qualità dell'acqua distribuita per uso umano nel Comune di Velletri attraverso i siti web dell'Ato 2 e del Comune di Velletri.
Velletri, 8 novembre 2008

venerdì 26 novembre 2010

Acqua all'arsenico nel Lazio. Conoscere subito i piani di rientro presentati in questi giorni


Oggi abbiamo letto - con una certa preoccupazione - gli interventi di Acea e di Mattei sulla questione arsenico. L’assessore regionale all’ambiente Marco Mattei sostiene che già da luglio la Regione si stava interessando alla questione, con un tavolo tecnico. Peccato che nella sede istituzionale di gestione delle acque - ovvero nell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2 - che si è tenuta il 5 luglio 2010, Mattei non abbia detto una sola parola sul tema dell’arsenico. Dava per scontata la deroga europea? Su che basi?
Per quanto riguarda il gestore privato delle acque della provincia di Roma (Velletri inclusa), il direttore dell'area idrica di Acea, Andrea Bossola parla di “nuove norme dell'organismo mondiale della sanità”. Bossola dimentica che le “nuove norme” sono del 1998, data della direttiva quadro della Commissione europea, recepita dal governo italiano nel 2001.
Oggi la Regione ha, poi, annunciato di aver presentato una nuova richiesta di deroga per l’arsenico, questa volta puntando più in basso, a 20 microgrammi litro. Come dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Mattei iniziasse a rendere immediatamente pubblici i piani di rientro che Acea ha preparato per la nuova richiesta di deroga. Ricordiamo poi che fino a nuovi pronunciamenti della Commissione Europea, il limite per l'arsenico nelle acque del Lazio è di 10 microgrammi e non 20 come qualcuno cerca di far intendere in queste ore.

mercoledì 24 novembre 2010

Piotti (STO): i valori di arsenico nella provincia di Roma non hanno mai superato i 50 µg/L

Il dirigente responsabile della segreteria tecnico-operativa Ato2 di Roma, Alessandro Piotti, non condivide però le preoccupazioni del Comitato:

«In nessun caso nel territorio della provincia di Roma - dice - la concentrazione di arsenico nell’acqua destinata ad uso umano ha mai superato la soglia di 50 milligrammi per litro imposta dalla Regione. A me non risulta che ci siano analisi della Asl né del Gestore idrico in cui si evidenzino tali valori».

Anzi, Piotti si sbilancia:
«Non è che a me non risultino, non ci sono. Non ci sono analisi che indichino la presenza della sostanza per valori superiori ai 50 milligrammi».
(Tratto dal quotidiano Terra, il 17/11/201 )
http://www.terranews.it/news/2010/11/arsenico-veleno-nel-bicchiere



La Segreteria Tecnico Operativa (STO)


La Segreteria Tecnico Operativa è braccio tecnico dell’Autorità d'Ambito ed ha, in sintesi e fermo restando i poteri decisionali della Conferenza dei Sindaci, i compiti operativi connessi a:
- l’assistenza ai comuni dell’ATO;
- la fase di avvio del S.I.I.;
- la pianificazione degli interventi;
- il controllo e la determinazione della tariffa idrica;
- il controllo del rispetto dei patti contrattuali da parte del Gestore.

http://www.ato2roma.it/progetto.htm#segreteria

martedì 23 novembre 2010

Arsenico e gestione privata I

Per capire quello che è accaduto - almeno nella provincia di Roma - è necessario considerare alcuni elementi:

- con la gestione privata di Acea, ogni anno i cittadini pagano più di 70 milioni di euro di "remunerazione del capitale", ovvero di profitti per la società; se vi fosse una gestione pubblica questi soldi sarebbero oggi disponibili per interventi immediati;

- la presenza dell'Arsenico è ben nota fin dal 2003/2004, quando entrò in vigore la legge sulla qualità dell'acqua. Da allora Acea ha solo presentato la lista delle "buone intenzioni", che tecnicamente si chiamano "piani di rientro", chiedendo deroghe su deroghe. Oggi i nodi vengono al pettine...

- in questi anni l'informazione per la popolazione  è stata confusa e poco trasparente. In una nota diffusa lo scorso anno si diceva genericamente che esisteva una deroga, senza specificare quali sono i rischi per la popolazione. Acea non ha mai diffuso sul suo sito o sulle bollette i dati sulla qualità dell'acqua;

- i comitati che denunciano da anni il problema venivano tacciati di allarmismo. Oggi è la Commissione europea a dire come stanno le cose, e tutti tacciono;

- è scandaloso che la Regione Lazio non dica ancora nulla, non presenti pubblicamente un piano di emergenza...

Possibile che al momento della richiesta di deroga non abbiano pensato a cosa fare se veniva respinta?

giovedì 18 febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA/ La Asl nega l’accesso ai dati sulla qualità dell’acqua



La Asl nega l’accesso ai dati sulla qualità dell’acqua
Il comune di Velletri mostra solo le analisi di Acea e non i dati dell’Arpa Lazio
La contaminazione da arsenico è ancora presente


I cittadini di Velletri non possono sapere cosa contiene l’acqua distribuita da Acea Ato 2. La Asl ha infatti negato l’accesso ai dati delle analisi sostenendo che “la rilevanza per la salute” non è una motivazione valida. Peccato che il diritto alla salute sia tutelato dalla costituzione e che nessuno può negare ai cittadini l’accesso ai dati sulla qualità dell’ambiente. Inoltre migliaia di pagine di letteratura scientifica dimostrano che la presenza di sostanze quali l’arsenico nell’acqua potabile è strettamente e direttamente correlata con l’insorgenza di tumori. Nonostante questo noi cittadini non possiamo sapere - secondo la nostra Asl - cosa beviamo. Ricordiamo, tra l’altro, che il consiglio comunale un anno fa aveva votato una mozione dando mandato alla giunta di pubblicare i dati delle analisi dell‘acqua: nulla da allora è successo.
Abbiamo quindi chiesto l’accesso ai dati anche all’amministrazione comunale e anche in questo caso non è andata molto bene. Il funzionario del comune Lungarini ci ha spiegato che i dati li potevamo solo visionare e non fotocopiare. La giustificazione? “Li metteremo sul sito”. Paradossale. Non solo. Ci è stato negato l’accesso - sempre dal solerte funzionario comunale - alle analisi effettuate dall’Arpa Lazio lo scorso luglio. Ora attendiamo una risposta ufficiale in merito alla nostra richiesta.
Il rifiuto di fornire i dati sull’acqua da parte della Asl è un fatto grave. Noi sappiamo che il nostro comune ha dei parametri che superano - a volte anche di molto - i limiti stabiliti dalla legge italiana e dalle norme europee. Sappiamo che Acea Ato 2 ha chiesto ed ottenuto una deroga a questi limiti, concessa dalla Regione Lazio e dal Ministero della salute. I dati conosciuti risalgono a due anni fa: cosa è successo nel frattempo? Ci sono stati casi di superamento dei limiti di legge e della deroga?
La stessa deroga prevede che sia data alla popolazione una informazione ampia e corretta sulla qualità dell’acqua. Questo non avviene.
Renderemo noti i pochi dati che l’amministrazione comunale ci ha permesso solo di visionare. Sono decisamente preoccupanti. Nel 2009 in molti punti della città l’arsenico supera ancora i limiti di legge. In questo senso non riconosciamo i valori della deroga, che non sono stati previsti dall’organizzazione mondiale della salute e dall’Unione europea. Nelle analisi fornite da Acea Ato 2 in almeno due casi - sul punto di prelievo, sembrerebbe - si è verificato uno sforamento anche del limite di deroga, ovvero oltre i 50 microgrammi/litro. Non sappiamo, fino a questo momento, quale intervento abbia programmato il sindaco e se la Asl abbia o meno segnalato questo superamento.
Il mancato accesso ai dati è stato segnalato immediatamente all’assessore all’ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti, alla garante delle risorse idriche Lucia Pitzurra e al dirigente della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2 Sandro Piotti. Fino a questo momento nessuno ha risposto. I veri problemi dei cittadini sembrano non interessare.

Il comitato si riunisce con tutti i cittadini che vogliono contestare le salatissime bollette di Acea al dopolavoro ferroviario, il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30.



venerdì 5 febbraio 2010

BOLLETTE ACEA: CONTESTARLE E' UN DIRITTO!


Acea sta inviando in questi giorni le nuove bollette.
Ricordiamo che nel 2006 la società aveva firmato un patto con il Comune e l'Ato2 prevedendo per il 2008 l'applicazione della tariffa di Roma anche nel nostro territorio.

La tariffa di Roma è sicuramente più conveniente ed equa rispetto a quella che sta applicando Acea:

- i primi 92 cubi a Roma costano 0,14 euro/Mc , a Velletri costano 0,85 euro/Mc per le utenze residenziali;

- i commercianti romani pagano la prima fascia di consumo 0,50 euro/Mc, i commercianti di Velletri 2,0 euro/Mc

Chiediamo tutti uniti ad Acea di applicare la tariffa corretta, contestando immediatamente le bollette per il 2009!

Ogni mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30 presso il dopolavoro ferroviario (di fianco alla stazione dei treni) il Comitato fornisce assistenza in maniera gratuita a tutti i cittadini per presentare un reclamo formale ad Acea, all'Ato 2 e al Comune.

mercoledì 17 giugno 2009

Acea. Serve chiarezza sugli investimenti

Nei giorni scorsi l'assessore ai rapporti con Acea Ato 2 di Velletri Sandro Moretti ha annunciato lo stanziamento di circa 130 milioni di euro d'investimenti per la struttura idrica di Velletri, Genzano e Albano. Probabilmente l'amministrazione comunale di Velletri è in possesso di documentazione o di informazioni differenti rispetto a quelle ufficiali.
L'organo che si occupa della programmazione degli investimenti è la Conferenza dei Sindaci. Nell'ultima riunione gli amministratori hanno discusso e approvato un documento programmatico sugli investimenti, dove sono specificati i fondi disponibili, che saranno utilizzati nei prossimi tre anni. Alleghiamo per maggiore trasparenza il documento ufficiale, approvato anche dalla giunta di Velletri.
Prima di analizzare nel dettaglio la questione degli investimenti, è necessario chiarire fin da subito che la cifra di 130 milioni di euro si riferisce ai 74 comuni della Provincia di Roma attualmente in Ato 2, escludendo il Comune di Roma, che dispone di una linea di finanziamento specifica e privilegiata. Dunque la cifra annunciata dall'assessore Moretti non si riferisce - purtroppo - solo alla zona compresa tra Albano e Velletri, ma all'intero territorio provinciale. E' una bella differenza... Se così non fosse, vorremmo conoscere nel dettaglio i dati in possesso del Comune, visto che gli investimenti li paghiamo noi cittadini.

1. Quanto ha investito Acea fino ad oggi? Quanto doveva essere investito?


Dal 2003 al 2007 (primo quinquennio della gestione dell'Ato 2) Acea Ato 2 Spa ha investito molto meno rispetto a quanto era stato previsto.
Ecco i dati ufficiali:

2003
Investimenti realizzati intero Ato 36.034.707 euro - Investimento previsto da piano d'ambito 43.800.000
Investimenti per i comuni della provincia 2.146.284 euro
Investimenti per il solo Comune di Roma 25.124.136 euro

2004
Investimenti realizzati intero Ato 39.856.322 euro - Investimento previsto da piano d'ambito 53.100.000
Investimenti per i comuni della provincia 4.559.991 euro
Investimenti per il solo Comune di Roma 28.041.216 euro

2005
Investimenti realizzati intero Ato 52.976.771 euro - Investimento previsto da piano d'ambito 68.900.000
Investimenti per i comuni della provincia 10.019.971 euro
Investimenti per il solo Comune di Roma 36.015.028 euro

2006
Investimenti realizzati intero Ato 67.143.414 euro - Investimento previsto da piano d'ambito 81.400.000
Investimenti per i comuni della provincia 24.184.617 euro
Investimenti per il solo Comune di Roma 30.155.389 euro

2007
Investimenti realizzati intero Ato 105.399.885 euro - Investimento previsto da piano d'ambito 86.700.000
Investimenti per i comuni della provincia 34.636.626 euro
Investimenti per il solo Comune di Roma 48.122.160 euro

Appare quindi evidente come nei primi quattro anni gli investimenti realizzati siano stati di gran lunga inferiori a quanto era stato stabilito. Nella conferenza dei sindaci del 5 dicembre scorso la stessa segreteria tecnica operativa dell'Ato 2 ha ammesso che ci sono diversi milioni di euro di mancati investimenti da recuperare.
La seconda considerazione riguarda la distribuzione degli investimenti: la gran parte riguarda la città di Roma.

2. Che opere sono previste per Velletri?


Le opere censite al gennaio 2009 (fonte segreteria tecnica operativa Ato 2) per la nostra città sono:

Escavazione nuovo pozzo nel territorio di Velletri (Pian de Cerri) presso il confine con Rocca di Papa
Costo 300.000 euro

Collegamento nuovo pozzo Pian de Cerri all'alimentazione Colle Tondo serbatoio Calvarione
Costo 828.437 euro

Eliminazione scarichi fuori norma
Costo 2.929.580 euro

Adeguamento depuratore la Chiusa
Costo 6.342.022 euro

Condotta Labico-Velletri (IV lotto I Colli-Colli Illirio) e colleg. Pozzi Doganella
Competenza commissario straordinario emergenza idrica
Costo 6.544.346

In sostanza sono previsti poco più di 10 milioni di euro dell'Ato 2, pagati con le bollette e 6,5 milioni di euro di competenza del commissario straordinario.
Anche aggiungendo i lavori previsti per la realizzazione dei potabilizzatori contro l'arsenico (poco più di 1,5 milioni di euro), la cifra complessiva non raggiunge i 18,5 milioni complessivi, che devono essere spalmati sui 30 anni della concessione. Ovvero 622.000 euro all'anno. Una miseria, considerando che il ruolo idrico a Velletri supera i 5 milioni di euro all'anno.

Di questi soldi Acea non mette un solo euro. Questi investimenti verranno pagati dai cittadini. Abbiamo quindi il diritto dovere di vigilare ed essere informati.

3. Quali sono gli investimenti che mancano?

Come si vede per risolvere l'emergenza idrica Acea continua a scavare pozzi, che offrono acqua poco adatta all'uso umano, a causa dell'alto contenuto di arsenico. Non solo. L'uso dei pozzi sta comportando un forte stress idrico per il bacino dei Castelli romani.
L'investimento prioritario dovrebbe quindi essere il recupero della rete cittadina, che disperde circa il 50% dell'acqua.
Il costo di questo intervento è stato stimato in circa 10 milioni di euro. Basterebbe, in sostanza, investire almeno quanto viene mediamente fatto nel resto del paese, per risolvere radicalmente il problema della mancanza dell'acqua.

Perché il Comune non chiede questo ad Acea?

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Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com

venerdì 2 gennaio 2009

Tariffa, qualità dell'acqua e depurazione: tutto quello che il comune non dice...

La giunta comunale di Velletri è tornata con aria vittoriosa dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ato 2. E' avvenuto un vero miracolo: hanno approvato una delibera che concede aumenti della tariffa idrica ad Acea e a Velletri, dicono, il prezzo dell'acqua diminuirà. Straordinario.
Cerchiamo dunque di capire, con parole semplici, cosa stia avvenendo.

1. La tariffa media.
Esiste un valore di riferimento per il prezzo dell'acqua nella provincia di Roma chiamata "tariffa media d'ambito". E' un indicatore che serve soprattutto a stabile qual è il guadagno che viene garantito ad Acea. Viene però utilizzato come base di partenza per decidere le tariffe.
La tariffa media è stabilita all'interno del "Piano d'ambito", che in sostanza è il contratto che regola i rapporti tra Acea, i comuni e i cittadini.
Nel 2005 il consiglio comunale di Velletri – all'unanimità, con il voto favorevole, tra gli altri, degli allora consiglieri Moretti e Servadio – ha approvato la tariffa media valida fino alla fine dei trent'anni di concessione.
La tariffa media per il 2008 era di 0,87 euro al metro cubo.
Il 5 dicembre il comune di Velletri ha votato a favore della decisione di aumentare la tariffa media a 0,95 euro al metro cubo.

La prima conseguenza di questa decisione è che non verrà più concessa la diminuzione della tariffa di quasi il 7% che era stata prevista per il 2008. Questa diminuzione era dovuta perché Velletri aveva una delle bollette dell'acqua più care della provincia.
Votando la delibera in questione, il comune di Velletri ha di fatto rinunciato a contestare nel futuro la mancata diminuzione della tariffa, come era previsto dai patti sottoscritti.

2. Gli aumenti del 2009
Nella stessa delibera viene deciso un aumento complessivo del 4,59% della tariffa media per il 2009. Il sindaco ha spiegato che la tariffa base residenziale diminuirà in realtà di poco più del 4%. Non sappiamo se sia vero, perché non esiste nessun documento ufficiale che attesti questo. Ci è stato mostrato un appunto scritto a mano dall'ingegner Piotti con una tabella che prevede questa diminuzione. E' strano, perché le tariffe, per legge, devono essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale della Regione Lazio e non su un foglio manoscritto. Ad oggi – 31 dicembre – non è stata ancora resa nota la tariffa per il 2008… Basta visitare il sito dell'Ato 2, nella pagina "Tariffa" ( http://www.ato2roma.it/tariffa%20applicata.htm ) per vedere che l'ultima tariffa pubblica (B.U.R. Lazio n.19 del 21/ 05 /08) è quella relativa al 2007.
Dando per buone le tariffe in possesso del Sindaco (perché non le rende pubbliche?), è bene dire che invece aumenteranno: tariffa fognatura, tariffa depurazione, eccedenze idriche, minimo contrattuale impegnato commercianti e seconde case. L'aumento – secondo il famoso foglietto manoscritto – sarà di circa il 3%.
Quindi, a conti fatti: considerando la mancata diminuzione (che era prevista e approvata dal consiglio comunale) per il 2008, considerando gli aumenti parziali per il 2009, è giusto dire che "le bollette dell'acqua diminuiranno"? Giudicate voi.
In ogni caso appena verrà pubblicata la delibera approvata e il verbale della Conferenza dei sindaci del 5 dicembre scorso, li renderemo pubblici, così tutti potranno leggere e giudicare.

3. La tariffa sociale: il sindaco l'ha dimenticata, noi no
Il consiglio comunale di Velletri, dopo diverse sollecitazioni del comitato Acqua pubblica, aveva approvato all'unanimità di chiedere l'applicazione della tariffa sociale, prevista dalla legge ma mai attuata da Acea. E' un'agevolazione per le persone in difficoltà economica, che non hanno i soldi per pagare l'acqua. Oggi queste persone rischiano di vedersi tagliare la fornitura da Acea, grazie ad un regolamento (approvato anche dal nostro consiglio comunale nel 2005, sempre all'unanimità) che non distingue tra veri morosi e famiglie in difficoltà.
Chiediamo quindi: perché il sindaco Servadio non ha neanche citato la tariffa sociale nel suo intervento alla Conferenza dei Sindaci, che era il luogo deputato per decidere anche su questo tema? Una semplice dimenticanza, immaginiamo.

4. Vogliamo la stessa tariffa di Roma, subito
Un altro patto non rispettato da Acea riguarda l'applicazione del tipo di tariffa in vigore a Roma. Era prevista per il 2008, ma tutti sembrano che se ne siano dimenticati. Lo stesso sindaco non ne ha parlato durante l'incontro del 5 dicembre… Un'altra dimenticanza.
Perché è importante? Se a Velletri venisse applicata la tariffa in vigore a Roma, la diminuzione per il consumo base dell'utenza domestica sarebbe stata, già nel 2008, dell'82%, passando da 0,86 euro al mc a 0,15 euro al mc.

5. La tariffa non dovuta per la depurazione

In bolletta da anni paghiamo una cifra considerevole per un servizio – quello della depurazione – che copre meno della metà della città. Ci sono interi quartieri di Velletri senza depurazione, ma che hanno sempre pagato questo servizio.
Ora la corte costituzionale ha deciso che questa tariffa è illegittima e che quindi non dovrà essere pagata dai cittadini non allacciati alla depurazione. Non solo. La corte costituzionale ha stabilito che i cittadini potranno chiedere i soldi indietro per gli ultimi otto anni: due anni di gestione Acea e sei anni di gestione comunale. Per il 2007 e il 2008 (gestione Acea) non è stata ancora inviata la fattura con la depurazione. Quando la fattura arriverà invitiamo tutti a verificare la voce depurazione e a contattare il comitato acqua pubblica per controllare la corretta applicazione della sentenza della corte costituzionale.
Per gli anni passati, chi ha regolarmente pagato le bollette dell'acqua potrà chiedere il rimborso della quota "depurazione" all'azienda speciale di Velletri, se si trova in una zona non servita. A tale scopo alleghiamo quanto ci è stato comunicato ufficialmente dalla Segreteria tecnica operativa dell'Ato 2, dove vengono indicate le zone non coperte dal servizio. In molti comuni d'Italia si sta predisponendo un apposito servizio per assistere i cittadini che hanno diritto a questi rimborsi. Sarebbe opportuno che anche il Comune di Velletri si preparasse in tal senso.

Rimane in ogni caso il fatto di un comune con una situazione della depurazione catastrofica, con ben 13 scarichi fuori norma, che stanno inquinando una terra a forte vocazione agricola. Dove sono i famosi investimenti promessi? Quando sarà possibile avere un comune ecologicamente compatibile?

6. La qualità dell'acqua
Da mesi chiediamo a tutti (comune, asl, acea, provincia) di conoscere i dati sulla qualità dell'acqua, senza ricevere nessuna risposta. E' grave, molto grave. Vogliamo sapere che acqua beviamo, subito. Il sindaco è il primo responsabile della salute della città e quindi ci aspettiamo che rapidamente informi i cittadini, fornendo le analisi dell'acqua quotidianamente. Abbiamo consegnato una petizione in questo senso al Sindaco circa un mese fa, senza ottenere nessuna risposta. Abbiamo chiesto agli uffici comunali più di tre mesi fa i dati sulla qualità dell'acqua, che fino ad oggi non ci sono stati ancora consegnati.

7. Siamo stanchi di aspettare…
Per il 2009 i cittadini riuniti nel Comitato Acqua Pubblica prenderanno direttamente l'iniziativa, al di fuori dei partiti e delle giunte che sull'acqua hanno una visione miope.
Stiamo preparando una deliberazione d'iniziativa popolare per dire una volta per tutte che l'acqua è un bene non economico, non è una merce qualsiasi. Proporremo ai cittadini di pagare ad Acea solo quanto è realmente dovuto, calcolando il costo dell'acqua secondo la tariffa di Roma, come era stato pattuito. Chiederemo di rimborsare la tariffa di depurazione per i cittadini che non hanno ricevuto questo servizio. Chiederemo con forza un'acqua veramente potabile, senza arsenico, per salvaguardare la salute di tutti. Noi cittadini faremo questo. Lei, signor Sindaco, da che parte sta?

Per un 2009 migliore, difendendo la nostra città, i beni comuni e il futuro dei nostri figli

giovedì 18 dicembre 2008

Velletri vota a favore degli aumenti delle tariffe idriche

Il sindaco di Velletri vota a favore degli aumenti delle tariffe idriche. Previsti per il 2009 aumenti del 5,95% del costo dell'acqua per piccoli commercianti e artigiani nella provincia di Roma.
Il comitato per l'acqua pubblica di Velletri lancerà una campagna per una delibera d'iniziativa popolare per dichiarare l'acqua bene essenziale non economico.

La conferenza dei sindaci (e questa volta la s minuscola è d'obbligo) ha votato a grande maggioranza gli aumenti dell'acqua voluti da Acea. Prima di tutto vogliamo ringraziare i sei comuni che – preliminarmente – avevano chiesto invano di rinviare la votazione, per poter approfondire la questione con i cittadini e con i consiglieri comunali. Il presidente della provincia di Roma Zingaretti ha però imposto un ultimatum, tutto politico: se non si votano gli aumenti si paralizzano gli investimenti. Ovviamente nella legge Galli questo assioma non è scritto da nessuna parte; ovviamente, come avevamo già spiegato ampiamente, questi aumenti sono discrezionali, visto che non sono stati applicati tutti i parametri previsti. Per la cronaca, il parametro "qualità" è stato allegramente scartato, perché Acea ha registri dei reclami incompleti.
Nel fronte dei sindaci – la s è sempre minuscola, perché questi rappresentanti sono minuscoli politicamente – si è distinta la figura di Fausto Servadio e dell'assessore Sandro Moretti, ambedue di Velletri. Fino a poche ore prima della conferenza avevano garantito al comitato dell'acqua pubblica, e quindi ai cittadini, che mai e poi mai avrebbero votato a favore della delibera che prevede gli aumenti della tariffa idrica. Ma il gallo ha cantato tre volte. Non sappiamo quali "assicurazioni" abbiano ricevuto dai tanti tecnici Acea seduti a fianco al duo veliterno. Non sappiamo se sia stato il richiamo all'ordine di Zingaretti a sortire l'effetto di un ripensamento dell'ultima ora. Poco ce ne importa, in realtà. Quello che constatiamo è che il coraggio e l'orgoglio di vero Primo cittadino non sono venuti dalla nostra città.
La rappresentanza di Velletri aveva poi un mandato preciso del Consiglio comunale che prevedeva, tra l'altro, di chiedere l'istituzione della tariffa sociale. Nulla è stato detto in questo senso. Troviamo poi specioso sostenere che questi aumenti non colpiranno le famiglie. Se è vero che la tariffa base residenziale non è stata toccata, la tariffa per piccoli commercianti, artigiani e piccole imprese familiari – che compongono il tessuto economico di Velletri – avranno un aumento del 5,95% per il 2009. Così è stato deliberato, con il voto favorevole del comune di Velletri.
Il "tavolo di concertazione" che il comitato aveva chiesto al Comune viene così meno. Siamo sicuri che il sindaco Servadio e l'assessore Moretti abbiamo avuto poco tempo per leggere le centinaia di pagine che compongono le delibere che hanno votato. Sarà probabilmente sfuggito loro che l'intero impianto economico dell'Ato 2 – che hanno voluto approvare, ripetendo, così, le scelte della giunta Cesaroni – si basa su calcoli che non tengono nel dovuto conto tutte le accertate violazioni degli impegni contrattuali da parte di Acea Ato 2. Non si saranno accorti, immaginiamo, che la tariffa sociale viene rinviata sine die, ignorando le difficoltà economiche che portano tantissimi cittadini ad avere problemi anche per pagare l'acqua. Chissà, forse i conti presentati dalla Segreteria Tecnica Operativa erano in apparenza belli, con un tocco così professionale, così romano, da sembrare quasi socialmente corretti…
Noi speriamo che questa giunta comunale riveda la strada intrapresa, per schierarsi con i sindaci che hanno avuto il coraggio, l'onestà e la forza di opporsi allo strapotere politico ed economico di Acea/Comune di Roma/Provincia di Roma.
Abbiamo però deciso di riprendere l'iniziativa diretta, elaborando una delibera d'iniziativa popolare che chieda l'immediata revisione dei rapporti di forza nell'Ato 2, ridando la sovranità scippata ai consigli comunali, chiedendo che l'acqua sia dichiarata bene essenziale di natura non economica, per evitare che anche un solo cittadino a fine mese debba togliere i soldi dalla spesa per pagare l'acqua. Chiederemo che sia recepito il principio sancito dall'Onu di almeno 50 litri al giorno a testa di acqua gratuita, tassando per contro gli sprechi e gli usi impropri.
Chiediamo fin da ora al sindaco Servadio, che è il primo responsabile della salute della sua città, di fornire immediatamente tutti i dati sulla qualità dell'acqua alla popolazione, pubblicandoli sul sito internet del comune e nell'albo pretorio. Almeno questo, caro sindaco, alla città lo deve. Almeno una corretta informazione sulla qualità dell'acqua che Acea ci vende con gli aumenti che voi avete approvato, caro sindaco, è un suo dovere.

Comitato Acqua Pubblica Velletri
acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com