lunedì 21 giugno 2010
Velletri. Il comune dice no ai tagli dell'acqua!
oggi il consiglio comunale di Velletri ha votato all'unanimità la mozione, presentata da Sinistra arcobaleno e concordata con il Comitato acqua pubblica, dove viene dato mandato al Sindaco ad agire a tutela dei cittadini di fronte ai distacchi dell'acqua operati da Acea. Viene inoltre dato mandato specifico per chiedere in conferenza dei Sindaci di emendare il regolamento idrico eliminando la possibilità per Acea di tagliare l'acqua per morosità, senza prima passare per un Tribunale. Ora la mozione approvata verrà notificata a tutti comuni dell'Ato 2.
E' un granello nell'ingranaggio molto, molto importante. Immaginate che nel 2008 solo nel Comune di Roma Acea ha tagliato 70.000 utenze per morosità. Immaginate se per ognuna di esse doveva passare prima da un giudice di pace per ottenere l'autorizzazione al distacco...
mercoledì 9 giugno 2010
Lettera al Consiglio Comunale/Urgente
Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio
e dei capigruppo consiliari
Piazza Ottaviano Augusto
00049 Velletri
venerdì 12 marzo 2010
Lettera aperta al consiglio comunale di Velletri

Cari consiglieri,
inizia male, molto male la gestione dell’assessorato ai rapporti con Acea, affidato a Rolando Pocci, che già aveva la delega per l’urbanistica nel territorio massacrato dal cemento di Velletri. Questa mattina abbiamo letto il resoconto sui settimanali locali della conferenza stampa tenuta dall’assessore Pocci.
Vogliamo mettere da parte l’attacco a testa bassa lanciato da Pocci contro il comitato acqua pubblica di Velletri, anche perché gratuito e immotivato. Non abbiamo, infatti, mai incontrato l’assessore che, evidentemente, non è interessato a sentire le ragioni dei cittadini, ma solo quelle della multinazionale Acea, che ha appena contratto un debito di 500 milioni con istituti finanziari. In questo senso vorremmo ricordare che il partito di cui Pocci è espressione, il Pd, da qualche mese sta attaccando duramente la gestione Acea e il sindaco di Roma, Alemanno, che è il principale azionista. Vorremmo ricordare che Acea sta andando verso una totale privatizzazione, che comporterà il netto peggioramento delle condizioni dell’acqua e l'innalzamento delle tariffe. Temi che sembrano poco interessare a Pocci.
Ci preme però sottolineare - anche a tutela delle 450 famiglie di Velletri che fanno riferimento al comitato, un numero in costante aumento - la gravità di alcune affermazioni:
1. “Da come si comportano sembrerebbe che noi siamo i nemici, noi vogliamo collaborare con loro ma nel rispetto delle leggi e dei rapporti di cortesia con l’Acea”.
Non abbiamo un nemico ma l’obiettivo - da sempre dichiarato - di una gestione dell’acqua democratica, equa e solidale. L’acqua è un bene sacro, per chi crede, e fondamentale all’esistenza della stessa vita. Non è un bene mercificabile, come la stessa unione europea ha più volte affermato. Noi non attacchiamo, ma difendiamo i cittadini più deboli, quelle famiglie con reddito minimo che stanno ricorrendo a prestiti per pagare bollette carissime, basate su una tariffa illegittima. In questo senso non si può essere servo di due padroni: o si è accanto ai cittadini, o si è subalterni agli interessi finanziari che governano in questo momento Acea. Una società, lo ricordiamo, quotata in borsa, senza nessun rapporto storico, culturale o sociale con la nostra città.
Noi abbiamo sempre rispettato la legge. Anzi, siamo stati noi a studiare con cura le migliaia di pagine di documentazione contrattuale, come ben sa il consiglio comunale che ha - trasversalmente - elogiato il lavoro del comitato.
Per quanto riguarda la cortesia l’abbiamo sempre avuta con le persone. Lo stesso non è avvenuto da parte di alcuni dirigenti Acea che hanno in passato commentato, davanti a esponenti del comitato: “A Velletri ci avete rotto le palle, adesso stacchiamo l’acqua a tutti”.
2. “Il comitato qui a Velletri fa un servizio di allarmismo continuo”.
Fino ad ora abbiamo fatto un servizio che ha sostituito il dovere istituzionale del Comune. Ricordiamo che le prime osservazioni presentate dall’ex assessore Moretti ad Acea sono state elaborate dal comitato acqua pubblica, che gratuitamente ha impiegato ore e ore nello studio della situazione idrica. Cosa ha invece fatto l’assessorato alle risorse idriche? E’ più di un anno che attendiamo la pubblicazione dei dati della qualità dell’acqua e vogliamo ricordare che il responsabile - anche dal punto di vista giuridico - della salute della città è il Sindaco. Noi abbiamo sollevato il problema della contaminazione da arsenico, basandoci sui dati ufficiali di Acea e dell’Arpa Lazio. Se c’è allarmismo questo è dunque venuto dal gestore e dagli ufficiali sanitari, visto che i dati da noi diffusi sono sempre certificati e inoppugnabili. Dire che abbiamo fatto allarmismo, significa accusarci di aver dato dati falsi: caro assessore, la diffamazione è un reato.
La domanda è una sola: a Velletri - come nell’intero territorio dei Castelli romani - c’è o no un superamento dei limiti di legge (cosa ben differente dalla deroga, per chi ha studiato un po’ d’italiano) sulla concentrazione di arsenico, vanadio e fluoruro? Questa concentrazione è dannosa o no per la salute umana, secondo la letteratura medica? Da quanti anni la popolazione è esposta a questa contaminazione? I minori di 14 anni possono o no bere l’acqua che esce dai rubinetti? Le industrie locali possono o no utilizzare l’acqua per la produzione di alimenti destinati alla commercializzazione? Il gestore sta informando correttamente la popolazione, come prevede il decreto di deroga e la legge quadro sull’ambiente (articolo 154 Dlgs. 152/2006)?.
3. “Con certezza e sicurezza rassicuriamo tutti nostri cittadini che l’acqua che esce dai rubinetti rispetta la deroga europea”
La “deroga europea” citata da Pocci è la direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Consigliamo vivamente all’assessore di leggerla prima di citarla. All’articolo 5 la direttiva prevede che, in caso di superamento dei limiti di legge (per l’arsenico tale limite è di 10 microgrammi/litro), “i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti correttivi supplementari da adottare” e che “siano prese misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio”. All’articolo 7 si legge poi: “Sia ove si verifichi, sia ove non si verifichi un superamento dei valori di parametro, gli Stati membri provvedono affinché la fornitura di acque destinate al consumo umano che rappresentano un potenziale pericolo per la salute umana sia vietata o ne sia limitato l'uso ovvero siano presi altri provvedimenti a tutela della salute umana”.
L’articolo 9 tratta l’argomento deroghe. La deroga può essere data per un periodo di tre anni. Eccezionalmente la durata può essere estesa fino a tre rinnovi, per un totale di nove anni, previo consenso della commissione europea. Il principio è chiaro: la somministrazione di dosi fuori norma di arsenico, vanadio e fluoruro non può avvenire per lunghi periodi, pena l’esposizione della popolazione a un elevato rischio. La domanda è: da quanti anni beviamo acqua contaminata? Se è vero che la deroga è entrata in vigore nel 2009, è da tempo immemorabile che la popolazione è esposta - senza saperlo - a quantità elevate di arsenico, vanadio e fluoruro. Viene così meno quel principio di precauzione e di tutela della salute che deve prevalere sempre.
L’altro principio fondamentale della deroga è l’informazione della popolazione. Acea, la Asl e il Comune di Velletri hanno preparato il testo della lettera inviata ai cittadini e pubblicato lo scorso anno con manifesti. Secondo i medici di Medicina democratica questa comunicazione è:
parziale perché nasconde la vera informazione prevista per Legge dalla Comunità Europea: la popolazione non è mai stata informata nei modi e nei tempi previsti dalla Legge in vigore dal dicembre del 2003;
falsa perché volutamente fa credere alla popolazione che i danni attesi da questi tossici siano quelli acuti, quando tutta la letteratura scientifica mondiale (e la legislazione europea) lancia da sempre l’allarme sui danni non tanto per l’esposizione acuta, quanto piuttosto a distanza per contaminazione cronica. Il vero rischio dell’ìnquinamento è cronico, infatti la UE prevede un limite massimo dell’As a 10 microgrammi litro e l’OMS sta pensando di abbassarlo ulteriormente in quanto l’Arsenico è in classe 1 per i tumori (= rischio massimo); inoltre non è previsto da nessuna Legge che i cittadini dei territori vulcanici debbano per forza bere acqua arsenicata;
illegale perché realizzato non secondo i criteri previsti dalla Legge italiana ed europea in merito alle comunicazioni sul tema da riservare ai cittadini;
illegittima in quanto l’Italia ha preso un impegno etico solenne aderendo, come Paese che fa parte dell’ONU, al Patto del CESCR
4. L’assessore Pocci sostiene che il comitato invita i cittadini a non pagare le bollette
Peccato che l’assessore non abbia mai speso un minuto della sua fitta agenda - gestire anche l’urbanistica deve essere un impegno gravoso - per venire al comitato acqua pubblica. Avrebbe potuto almeno leggere i reclami formali inviati da 450 famiglie con l’aiuto del comitato e recapitati anche all’amministrazione comunale. I cittadini pagano l’acqua e nessuno può permettersi di definirli morosi. Il comitato aiuta le famiglie a ricalcolare la fattura di Acea per il 2008 e il 2009 suggerendo di contestare e pagare secondo l’articolazione tariffaria di Roma. A quel punto le persone vanno alla posta e versano la cifra corretta, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Comune. Aiutiamo poi le famiglie che hanno ricevuto cifre altissime - anche 3000 euro - da pagare in tre mesi per una mancanza grave di Acea, la quale non ha rispettato sempre l’obbligo di effettuare almeno una lettura all’anno, come previsto dal disciplinare tecnico del contratto. Anche in questi casi le famiglie che si rivolgono al comitato chiedono una rateizzazione congrua e sostenibile al gestore.
Esiste poi il caso di famiglie che - per reddito - non sono in grado di pagare le bollette, anche ricalcolate con l’articolazione tariffaria di Roma. E’ un problema che dovrà prima o poi essere affrontato, vista la crisi economica e il disastro sociale in cui versa la nostra città. Domandiamo all’informatissimo Pocci: in questi casi lei è d’accordo con il taglio dell’acqua che sta minacciando Acea? Come potrà vivere una famiglia con figli senza acqua corrente? Ci penserà il comune ad aiutare questi casi? Perché su questo tema siamo soli? Dov’è quello spirito di giustizia sociale che dovrebbe animare il suo partito? Perché non è stata applicata la tariffa sociale prevista per legge? Perché l’assessore e la giunta non hanno mai fatto una battaglia su questo punto? Siete disposti a farlo?
Cari consiglieri comunali, vi chiediamo un gesto di orgoglio e di civiltà. Vi chiediamo di stare a fianco dei cittadini, di non criminalizzare i comitati spontanei, di combattere insieme la battaglia per la difesa dei beni comuni. Riportate i temi concreti della famiglie di Velletri nel consiglio e non fatevi abbagliare dalle lucciole delle multinazionali. Riscoprite i valori veri della politica: difendere i beni comuni, la democrazia e la giustizia sociale.
Vi invitiamo, anche per questi motivi, a partecipare alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua e la difesa dei beni comuni, organizzata dal Forum nazionale dei movimenti per l’acqua, con l’appoggio di un centinaio di associazioni del mondo cattolico - come Pax Christi - dell’ambientalismo - Legambiente e Wwf - del mondo sindacale - la Cgil funzione pubblica -. Sarebbe straordinario avere il gonfalone della nostra città insieme agli altri comuni che ufficialmente parteciperanno.
Velletri, 12 marzo 2010
Comitato acqua pubblica
giovedì 11 febbraio 2010
Acqua Bene Comune - Video Appello ai Cittadini di Roma
Acea!
Piazza San Marco (adiacente P.zza Venezia) oggi dalle 17.30 alle
19.00
lunedì 4 gennaio 2010
Lanuvio 1 - Velletri 0
Il consiglio comunale di Lanuvio ha votato un ordine del giorno che afferma il principio fondamentale della non economicità del bene acqua. Questa dichiarazione verrà inserita all'interno dello statuto comunale, insieme alla dichiarazione che il servizio idrico è un servizio pubblico. Nello stesso tempo viene dato mandato all'amministrazione di sottoporre all'assemblea dei Sindaci dell'Ato 2 la proposta di erogare 50 litri di acqua al giorno a persona gratuiti, come previsto dalle indicazioni dell'Onu.Il Comitato acqua pubblica di Velletri sottolinea l'importanza della scelta del consiglio comunale di Lanuvio, prima città dei Castelli romani a compiere, con coraggio, un passo verso la tutela dei beni comuni: un vero atto di civiltà!
Questa scelta, purtroppo, è stata respinta nella nostra città dalla maggioranza per l'esplicità contrarietà del Partito democratico di Velletri. Secondo i nostri consiglieri questa scelta sarebbe stata contro la legge: una miopia politica e amministrativa estremamente grave.
Il Comitato acqua pubblica di Velletri ha quindi inviato al capogruppo del Pd in Consiglio e al Sindaco Servadio la copia dell'ordine del giorno approvato a Lanuvio, affinché lo possano studiare con calma nei giorni di festa. Siamo sicuri che il 2010 saprà portare un po' di saggezza ai nostri amministratori.
martedì 28 luglio 2009
Comunicato stampa
Sono passati quattro giorni dalla bocciatura da parte del consiglio comunale di Velletri della nostra proposta per una gestione del servizio idrico basata su principi di equità, di conservazione della risorsa e di giustizia. In quattro giorni abbiamo ricevuto numerose segnalazioni su intere zone di Velletri senza acqua, su bollette con cifre stratosferiche per famiglie con redditi bassi, sul continuare dei tanti disservizi del gestore, a dimostrazione dell'aggravarsi della situazione. E proprio oggi l'autorità d'ambito – composta da tutti i Sindaci della provincia di Roma – ha deciso di rinviare la conferenza che doveva discutere il nuovo piano degli investimenti. Nessuno ha spiegato ai cittadini il perché del rinvio, ma, forse, qualche Sindaco avrà chiesto spiegazioni sui molti punti oscuri della gestione dell'acqua. O forse avranno saputo che il Comitato dell'acqua pubblica di Velletri e il Forum nazionale dei movimenti per l'acqua sarebbero stati presenti, chiedendo di discutere i problemi concreti e quotidiani dei cittadini, che ormai in tanti fanno finta d'ignorare. Quando, lo scorso dicembre, si trattava di votare gli aumenti tariffari, la conferenza dei Sindaci si è tenuta nonostante le richieste di molti Sindaci di rinviare la decisione, per poter ascoltare i consigli comunali. Quando, però, si tratta di parlare di soldi da spendere per gli investimenti, la convocazione arriva con mesi di ritardo e basta un pretesto qualsiasi per rinviarla, avvisando i Sindaci il giorno prima.
Per ultimo abbiamo poi letto l'intervento dell'ex Sindaco di Velletri Valerio Ciafrei, che, in sostanza, ha confessato l'incapacità dei passati amministratori della città nella gestione dell'acqua, immaginiamo includendosi nella lista. A chi non crede nella capacità di governare con equità, competenza e coraggio la cosa pubblica consigliamo di occuparsi d'altro, rinunciando a qualsiasi ruolo nella pubblica amministrazione. Magari può entrare in una impresa privata e diventare un ottimo manager...
In ogni caso ci sembra che la nostra proposta di delibera non sia stata letta dal Pd, oppure non è stata capita, il che può accadere ovviamente. Dire, infatti, che la delibera d'iniziativa popolare va contro la costituzione degli Ato è un falso. Pretendere di gestire 113 comuni estremamente differenti dal punto di vista idrico con un unico gestore è evidentemente una forzatura nata per motivi squisitamente economici e politici, non certo per una gestione ottimale. Tutti sanno che è così, tutti sanno che alla fine degli anni '90 un patto trasversale tra il centrodestra (Moffa) e il centrosinistra (Veltroni) condizionò pesantemente – anche attraverso la redazione della legge regionale sugli Ato, scritta da Michele Meta e Raimondo Besson – il disegno della gestione dell'acqua nel Lazio. Per questo, ricordiamo, che la proposta chiedeva di avviare un progetto per la costituzione di un gestore pubblico per i Castelli romani e non l'uscita dall'Ato. E' infatti assolutamente possibile avere più gestori all'interno dello stesso ambito idrico. Chi, invece, chiede la costituzione di un nuovo Ato è il Pd, nella mozione d'indirizzo votata dalla maggioranza.
Per quanto riguarda la “fattibilità” della nostra proposta vogliamo ricordare i comuni che già hanno inserito nello statuto il principio dell'acqua come bene senza rilevanza economica: Comune di Anghiari (AR), Comune di Anguillara Sabazia (RM), Comune di Caserta (CE), Comune di Corchiano (VT), Comune di Cormons (GO), Comune di Fiorano Modenese (MO), Comune di Fumane (VR), Comune di Genova (GE), Comune di Gubbio (PG), Comune di Licodia Eubea (CT), Comune di Mineo (CT), Comune di Pietra Ligure (SV), Comune di Povegliano Veronese (VR), Comune di Prevalle (BS), Comune di Sommacampagna (VR). La stessa proposta è poi in discussione nei comuni di Ferrara e di Torino, mentre nei giorni scorsi si sono incontrati un centinaio di municipi siciliani per discutere proprio di gestione pubblica dell'acqua. I comuni che, infine, hanno avviato un percorso per la ripubblicizzazione dell'acqua, aderendo al Forum nazionale dei movimenti per l'acqua, sono quasi un centinaio. La lunga lista è disponibile sul sito www.acquabenecomune.org.
E' ora necessaria una riflessione tranquilla e, soprattutto, è indispensabile spiegare ai cittadini che la nostra battaglia per l'acqua pubblica, basata su principi di equità e giustizia sociale continuerà, più solida di prima. Sono loro i nostri unici referenti, i mandanti della nostra lotta, e gli unici ai quali rispondiamo.
Il nostro impegno per ora si raddoppia. Aiuteremo tutti i cittadini di Velletri a presentare reclami formali ad Acea, aprendo uno sportello due volte a settimana, presso il dopolavoro ferroviario: il mercoledì e il venerdì, dalle 17.30 alle 20.00. Contesteremo anche l'inerzia del Comune di Velletri, quando, ad esempio, il Sindaco non risponde ai cittadini che chiedono informazioni sulla qualità dell'acqua. O quando assisteremo a possibili conflitti d'interesse tra chi ricopre cariche pubbliche, occupandosi di investimenti e – contemporaneamente – gestisce da amministratore delegato aziende che eseguono appalti per Acea Ato 2. In questo senso il Comitato e il Forum nazionale hanno chiesto all'Autorità d'ambito (il presidente della provincia di Roma), alla STO e al Coviri di valutare con attenzione la posizione di Fausto Servadio. Abbiamo infatti appreso che la società Micor srl, di proprietà del Sindaco, avrebbe in corso un appalto con Acea Ato 2. Abbiamo dunque chiesto al presidente Zingaretti di valutare se sussista l'obbligo di astensione per Fausto Servadio, avendo la doppia veste di amministratore delegato della Micor e di componente della Conferenza dei Sindaci. Attendiamo ora una risposta, sicuri che lo stesso Sindaco saprà valutare la situazione.
Denunceremo, infine, tutte le politiche del gestore privato – ma anche le possibili connivenze delle amministrazioni locali – che mettono a rischio le falde acquifere, perforando nuovi pozzi e non affrontando il disastro ambientale dei tantissimi scarichi non a norma nella nostra città. Valuteremo, in questo senso, se quanto pagato negli anni passati dai cittadini per scarichi non collegati al depuratore possa essere richiesto a titolo di rimborso, sia ad Acea (per il 2007 e 2008) sia al Comune di Velletri.
venerdì 24 luglio 2009
PD e IDV bocciano la delibera di iniziativa popolare
Un grazie a Sergio Andreozzi, Massimo Andolfi, Marilena Ciarcia e Gianluca Trivelloni per il loro coraggio, e per il loro si all'acqua bene comune, pubblica, equa e giusta per tutti.
Domani, come sempre, riceviamo i cittadini per le contestazioni delle bollette. Spiegheremo loro la decisione di questa giunta, che ha dato carta bianca ad Acea, mentendo a tutti.
Due notazioni: la prima che Luigi Crocetta che dice di aver aderito all'IDV - partito che sta portando avanti la battaglia per l'acqua pubblica in tutta Italia - ha tradito il suo partito e i cittadini. La seconda che i giovani consiglieri del Pd(Ciafrei e D'Andrea) hanno votato secondo i canoni della politica più vecchia e triste che ha distrutto questa città in passato. Di questa gente, sinceramente, ne possiamo fare a meno. Non è onesto predicare rinnovamento e idealità della politica e poi comportarsi come i vecchi e navigati volponi e parrucconi.
Questa città meriterebbe altro.
giovedì 23 luglio 2009
In consiglio comunale la votazione della delibera di iniziativa popolare

La delibera di iniziativa popolare chiede l'inserimento, nello statuto comunale del seguente articolo:
1. Il Comune di Velletri riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto universale, inalienabile e indivisibile. Il Comune riconosce quindi lo status del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica. La gestione del servizio idrico integrato dovrà avvenire attraverso la costituzione enti consortili di bacino idrico esclusivamente pubblici, garantendo la partecipazione e il controllo da parte della comunità.
Inoltre:
2. Il consiglio afferma di conseguenza il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico nonché quello della solidarietà da attuarsi attraverso una modulazione tariffaria che garantisca il minimo gratuito di 50 litri al giorno per ogni persona come stabilito dall’ONU, disincentivando lo spreco con aumenti progressivi per fasce di consumo e vietando l’abuso della quantità fruibile per ogni persona, ancorché pagata, in base al principio che lo spreco della risorsa non può essere compensato monetariamente, poiché l’acqua non è un bene commerciale, ma un diritto da salvaguardare per il presente e per il futuro;
3. Viene dato mandato alla giunta di promuovere nel territorio comunale azioni coerenti con i principi esposti e finalizzate ad una gestione democratica, responsabile, sostenibile ed equa del servizio idrico, attraverso:
L'informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada;
L'uso prioritario delle acque non inquinate per uso domestico;
La predisposizione di un piano tecnico per il rifacimento della struttura idrica della città, individuando priorità, tempi di attuazione e modalità di finanziamento;
La promozione di una campagna di sensibilizzazione sul risparmio idrico con incentivazione all'uso di riduttori di flusso;
L'introduzione in campo edilizio ed urbanistico della doppia conduttura e riciclo delle acque piovane;
L'avviamento di progetti di riuso delle acque reflue dei depuratori per usi agricoli ed industriali;
l controllo e la repressione dei prelievi abusivi;
4. Viene dato mandato alla giunta di presentare entro 90 giorni a questo Consiglio un progetto per la realizzazione di un consorzio dei Castelli romani per la gestione pubblica del servizio idrico integrato e la predisposizione di un bilancio idrico di bacino nel rispetto dell’equilibrio ambientale;
5. Il consiglio in tal senso indica la buona pratica del bilancio partecipato come principio guida del futuro consorzio pubblico per la gestione del Sistema Idrico Integrato nei Castelli romani.
6. Il Comune di Velletri aderisce al coordinamento degli enti locali per l'acqua pubblica, promosso dal Forum Nazionale dei movimenti per l'acqua pubblica.
7. L'Assessorato con delega ai rapporti con Acea Ato 2 istituisce un apposito servizio per raccogliere ed elaborare tutte le segnalazioni sulle violazioni delle norme previste dalla Convenzione di gestione, dai sui allegati (a titolo esemplificativo: Disciplinare tecnico, Piano d'ambito, etc.) , delle norme nazionali e regionali sul Sistema idrico integrato e delle norme ambientali da parte dell'attuale gestore del SII. Le segnalazioni potranno essere inviate dai cittadini, dai comitati spontanei e dai consiglieri comunali.
sabato 13 giugno 2009
Un po’ di chiarezza su acqua e servizi pubblici
Che significa bene comune?
E’ un bene che appartiene a tutta la collettività, senza distinzioni economiche, sociali o di altro tipo. Nel caso concreto dell’acqua questo principio ha conseguenze importanti: nessuno e per nessun motivo può rimanere senza un’acqua di qualità! E questo è un principio sancito a livello mondiale dall’Onu e dall’organizzazione mondiale della sanità.
L’attuale gestione di Acea rispetta questo principio?
Assolutamente no. Dal 2006 a Velletri l’acqua non è più considerata un bene comune. Chi non può pagare la bolletta, ad esempio, perderà il diritto a lavarsi, a dissetarsi, a cucinare. Nel regolamento idrico approvato dal consiglio comunale nel marzo del 2005 – quando venne deciso il passaggio ad Acea – è prevista la sospensione del servizio in caso di morosità, anche per chi non ha la possibilità economica. Per Acea l’acqua è un servizio che deve generare lucro per gli azionisti.
Chi ha deciso tutto questo?
Tutti i politici della nostra città. Nel 2005 il consiglio comunale approvò all’unanimità (ovvero con tutti i voti dei presenti) il passaggio alla gestione di Acea. Nessuno informò la cittadinanza.
Il comune può rivedere questa decisione?
Certo! La costituzione (articoli 5 e 118) determina con chiarezza quali sono le competenze dei Comuni. I servizi pubblici essenziali devono essere gestiti dai poteri locali. Tra l’altro il trattato di Lisbona (ovvero una delle carte fondamentali dell’Unione europea) stabilisce che sui servizi pubblici essenziali non si applicano i principi della concorrenza. Questo significa che la gestione deve rimanere pubblica.
Il consiglio comunale ha dunque la possibilità giuridica – e l’obbligo morale - di rivedere la decisione del 2005.
Acea ha però promesso tanti investimenti…
Gli investimenti previsti nei comuni dei Castelli romani sono contenuti in un accordo chiamato Piano d’ambito. Analizzando le cifre stanziate per il nostro comune si capisce il bluff: per la nostra città l’investimento medio annuo pro capite è di sei euro! Sei euro all’anno per persona non è una cifra decente. La media nazionale è ben sei volte superiore!
Non solo. Questi pochi soldi non sono neanche sicuri. Gli investimenti sono infatti solo promessi e possono essere rinviati o rimodulati dal gestore. Se, ad esempio, Acea – che è quotata in borsa – avesse difficoltà di bilancio potrebbero saltare molti investimenti. Il che è già avvenuto, visto che fino al 2006 gli investimenti realizzati sono stati inferiori a quelli programmati.
Chi paga gli investimenti fatti da Acea?
Noi cittadini con le bollette. Acea non mette un solo euro di tasca propria – proprio perché ha come scopo sociale fare utili – e tutti i soldi arrivano dalla tariffa dell’acqua. Anche il profitto di Acea è pagato dai cittadini: per ogni 100 euro investiti, il gestore riceve – per legge – sette euro di profitto garantito, pagato interamente dai cittadini.
Se l’investimento, invece, fosse fatto dal comune, anche attraverso la fiscalità generale, il profitto garantito sparirebbe e aumenterebbe la quantità di fondi per migliorare il servizio.
Il servizio idrico quando era gestito dal comune era però pessimo…
E lo è ancora, anzi, in alcuni casi è peggiorato. Dopo quasi tre anni di gestione di Acea nessuno dei problemi passati è stato risolto. Sono stati mantenuti i contratti precedenti con i pozzi privati e con le società che si occupavano della manutenzione. Non è stato risolto il problema dell’arsenico. Il centro della città continua a ricevere poche ore di acqua al giorno…
Cosa si può fare per cambiare?
Il comitato acqua pubblica di Velletri ha presentato una proposta firmata da centinaia di cittadini per riportare la gestione dell’acqua al legittimo proprietario, ovvero al Comune. Ma con alcune condizioni: la gestione pubblica dovrà essere partecipata e controllata dai cittadini e dovrà basarsi su principi di equità e trasparenza.
Il modello della gestione Acea è fallito a Velletri. E’ di ora di cambiare, subito.
venerdì 10 ottobre 2008
Consiglio comunale di Velletri su questione Acea. Una prima vittoria del comitato acqua pubblica
I fatti, chiari ed innoppugnabili, sono questi. Da maggio il Comitato sta presentando all'amministrazione della città osservazioni puntuali; sta preparando contestazioni del servizio; sta mostrando a chi finora non ha voluto vedere cosa significhi la gestione privata dell'acqua. Dobbiamo dare atto alla giunta Servadio di aver iniziato ad accogliere e fare proprie le osservazioni del comitato acqua pubblica di Velletri, e di aver quindi iniziato a contestare formalmente il servizio ad Acea. Dobbiamo dare atto anche all'opposizione di aver capito che il tema è strategicamente importante per la città, e di aver quindi proposto al consiglio comunale di votare un primo ordine del giorno.
Tutto questo – che sia chiaro per tutti – non sarebbe avvenuto senza la lotta del comitato acqua pubblica di Velletri.
Sappiamo che tutti cercano ora di portare l'acqua al proprio mulino. Vedremo fino a quando sapranno fare i soli interessi di tutti i cittadini. Molti consiglieri durante la discussione hanno continuato a difendere l'operato di Acea e a ritenere la gestione privata la migliore soluzione. Il consigliere Danilo Rossi, i consiglieri legati all'ex Margherita del privatizzatore Rutelli e lo stesso sindaco non hanno potuto fare a meno di difendere il gestore. I banchi dell'opposizione – a parte Righini, coinvolto personalmente, avendo gestito la fase della privatizzazione – non hanno portato particolari idee alla discussione. Gli unici consiglieri che hanno affermato con forza che il vero problema è la gestione privata dell'acqua sono stati Massimo Andolfi e Sergio Andreozzi. A loro va il nostro plauso.
Di strada da fare, quindi, ce n'è ancora molta. Vogliamo organizzare un incontro con tutti i consiglieri comunali per spiegare loro come funzionano le cose, come è strutturata la governance del sistema idrico integrato, perché Acea Ato 2 fa milioni di utili e investe poco a Velletri, perché i cittadini di Velletri sono costretti a bere acqua contaminata da metalli, perché paghiamo la tariffa più cara della provincia di Roma. Chiameremo questo incontro "Acea for dummies", come quelle guide di informatica pensate per chi non sa usare neanche il mouse.
Ora il Comune di Velletri ha accolto una delle richieste del comitato acqua pubblica, quella cioè di applicare la tariffa di Roma – notevolmente più bassa – ai consumi idrici del 2008. Vedremo cosa risponderà Acea e l'Ato2.
Chiediamo quindi a tutti i cittadini di non pagare subito le prossime bollette idriche: prima della scadenza venite al Comitato per verificare che la tariffa che vi verrà applicata sia giusta. E visto che il consiglio comunale ha accolto anche la nostra richiesta di applicare la tariffa sociale, chi ha un reddito inferiore agli 11.000 euro annui, venga al comitato e insieme chiederemo ad Acea di rispettare i vostri diritti. Contesteremo insieme – senza nessun costo per nessuno – tutte le irregolarità, per difendere ciò che ci appartiene: l'acqua, bene comune irrinunciabile.
Il comitato può essere contattato ogni mercoledì alle 17.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri.



