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martedì 24 maggio 2011

Appello al Pd di Velletri: non imbrattate gli spazi del referendum


Vi vorremmo nelle piazze, senza bandiere, con le associazioni, con i cittadini portando avanti insieme questa battaglia di civiltà con la forza e la convinzione di chi crede fino in fondo nei beni comuni. 

In queste ore i militanti (?) del Pd stanno girando la città, riempiendo di nuovo le plance dei referendum con i manifesti pro parcheggio multipiano. Un manifesto che nulla ha a che fare con i 4 referendum che si voteranno a giugno. I contenuti non li vogliamo affrontare in questo spazio, anche se abbiamo una chiara posizione su questo ecomostro. Vorremmo però evidenziare che quegli spazi non sono del Pd. 
I referendum sono frutto delle battaglie dei cittadini, con i partiti contro e l'appoggio generoso e radicale dei cittadini, molti dei quali elettori del partito democratico. Vi  chiediamo: perché non state distribuendo un solo volantino informando la popolazione sul voto del 12 e 13 giugno? Perché non attaccate i manifesti spiegando le vostre ragioni sul tema dell'acqua, del nucleare e del legittimo impedimento? Perché non destinate le vostre forze a difendere la popolazione che non riesce a pagare le bollette dell'acqua e che si vedono sigillare i contatori da Acea? Perché casi come quelli della famiglia con due bambini - che abbiamo raccontato nei giorni scorsi - che si è vista illegittimamente staccare l'acqua da Acea non ha visto la vostra ferma solidarietà?
Vi vorremmo nelle piazze, senza bandiere, con le associazioni, con i cittadini portando avanti insieme questa battaglia di civiltà con la forza e la convinzione di chi crede fino in fondo nei beni comuni. 
Dietro a questi referendum ci sono 1 milione e quattrocento mila firma; ci sono persone dello spessore di Stefano Rodotà e padre Alex Zanotelli; ci sono le battaglie di centinaia di comitati presenti in tantissimi comuni italiani; c'è la voglia irrefrenabile di democrazia che viene dal basso; c'è, infine e riguarda anche voi, il riscatto delle democrazie locali. 
E' il punto di partenza per ricostruire il nostro paese. E la democrazia si rafforza anche nei piccoli gesti, anche evitando di occupare con prepotenza gli spazi che non vi appartengono.

domenica 17 aprile 2011

E' in rete lo spot "L'asta"

Carissimi,
è in rete lo spot autoprodotto da Velletri come contributo alla campagna referendaria 2 sì per l'Acqua Bene Comune!
Fatelo girare!

giovedì 2 dicembre 2010

Assemblea cittadina sull'arsenico a Velletri: 03 dicembre

Assemblea cittadina
Venerdì 03 dicembre
Ore 17.30
Via Lata , 50 (dietro l'autolavaggio)

Il Comitato acqua pubblica di Velletri ha sempre seguito un percorso di condivisione delle scelte, fin dalla sua costituzione. L’avvio delle contestazioni delle bollette, la campagna di informazione sulla qualità dell’acqua e l’applicazione in autotutela della tariffa di Roma sono state strategie discusse e condivise in assemblee pubbliche. Lavoriamo per la città, con i cittadini.

Questa volta abbiamo uno scenario drammatico da affrontare: la contaminazione delle acque con l’Arsenico è divenuto ormai inaccettabile, tanto da convincere la Commissione europea a negare una nuova deroga. Le istituzioni sostanzialmente annaspano nel buio, si sono dimostrate goffe, impreparate e - in alcuni casi - preoccupate solo dall’evitare guai ad Acea. La società romana che gestisce l’acqua da parte sua ha mostrato una irresponsabilità gravissima, non risolvendo il problema - e in alcuni casi aggravandolo - nei quattro anni di gestione. E’ stato gravissimo, ad esempio, che il potabilizzatore che serve il centro storico sia stato chiuso per sei mesi senza mai avvisare la popolazione

Oggi la situazione è precipitata, i dati dell'Arpa Lazio parlano chiaro: in alcuni punti della rete idrica della città abbiamo raggiunto, il mese scorso, punte di oltre 70 microgrammi/litro di arsenico. Un triste record.

Nella prossima assemblea dovremo discutere insieme diversi punti delicati:

Che cosa è stato fatto?
Che non è stato fatto?
Quali sono i responsabili di questo scempio sanitario?
Quali sono i passi che la cittadinanza deve fare?

Invitiamo, quindi, tutta la città di Velletri - ed in modo speciale tutte le persone che in questi anni ci hanno accompagnato in questa lunga strada per riconquistare i dritti sulla nostra acqua e un'acqua di qualità - a partecipare alla prossima assemblea pubblica, prevista per venerdì 3 dicembre 2010, alle ore 17.30, presso la sala dell'Associazione Velletri 5 Stelle, in Via Lata 50.

I profitti non possono venire prima della salute pubblica, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

mercoledì 24 novembre 2010

Piotti (STO): i valori di arsenico nella provincia di Roma non hanno mai superato i 50 µg/L

Il dirigente responsabile della segreteria tecnico-operativa Ato2 di Roma, Alessandro Piotti, non condivide però le preoccupazioni del Comitato:

«In nessun caso nel territorio della provincia di Roma - dice - la concentrazione di arsenico nell’acqua destinata ad uso umano ha mai superato la soglia di 50 milligrammi per litro imposta dalla Regione. A me non risulta che ci siano analisi della Asl né del Gestore idrico in cui si evidenzino tali valori».

Anzi, Piotti si sbilancia:
«Non è che a me non risultino, non ci sono. Non ci sono analisi che indichino la presenza della sostanza per valori superiori ai 50 milligrammi».
(Tratto dal quotidiano Terra, il 17/11/201 )
http://www.terranews.it/news/2010/11/arsenico-veleno-nel-bicchiere



La Segreteria Tecnico Operativa (STO)


La Segreteria Tecnico Operativa è braccio tecnico dell’Autorità d'Ambito ed ha, in sintesi e fermo restando i poteri decisionali della Conferenza dei Sindaci, i compiti operativi connessi a:
- l’assistenza ai comuni dell’ATO;
- la fase di avvio del S.I.I.;
- la pianificazione degli interventi;
- il controllo e la determinazione della tariffa idrica;
- il controllo del rispetto dei patti contrattuali da parte del Gestore.

http://www.ato2roma.it/progetto.htm#segreteria

venerdì 26 marzo 2010

20 marzo: è stata una manifestazione straordinaria

Bilanci e prospettive

http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article3215

Duecentomila donne e uomini in piazza per l’acqua e i beni comuni : è stata una manifestazione straordinaria.

Determinata, perché partecipata da chi conosce la posta in gioco.

Allegra e colorata, perché costruita da donne e uomini che parlano di futuro.

Il popolo dell’acqua è tornato in piazza a distanza di due anni dalla sua prima manifestazione nazionale del dicembre 2007. E rientra nei propri territori con molte più frecce al proprio arco.
La manifestazione di sabato 20 marzo segnala innanzitutto la forte crescita del movimento per la ripubblicizzazione dell’acqua : radicato in tutti i territori del Paese, ma pronto a riconoscersi in un movimento di dimensione nazionale; capace di lavoro carsico, ma anche di forti emersioni in superficie; fedele ai propri obiettivi condivisi, ma attento alla necessità dell’inclusione costante di nuove esperienze e culture.

Il Governo Berlusconi che, con l’ultimo provvedimento autoritario approvato nel novembre scorso, si era illuso di aver chiuso la partita dell’acqua con la sua definitiva consegna al mercato e ai grandi capitali finanziari, sarà costretto a ricredersi : il 20 marzo ha detto a chiare lettere che non solo la partita è riaperta, ma l’esito della stessa è stato preso in mano da centinaia di migliaia di donne e uomini consapevoli e determinati.

Non solo.

Per la prima volta in questo Paese, la piazza del movimento per l’acqua è diventata il luogo dell’incontro di tutte le mobilitazioni popolari che da anni contrastano la politica delle "grandi opere" devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.
Nel pieno di una crisi economica, ecologica e di democrazia, il 20 marzo ha rappresentato il luogo che ha dato espressione concreta e plurale ai diversi aspetti di questa crisi, così come emergono dalle lotte territoriali : tre mesi dopo il fallimento del vertice di Copenaghen, con i cosiddetti "Grandi" impossibilitati a mettere a fuoco la crisi di sistema e volti unicamente a rimetterne in moto i meccanismi, il 20 marzo ha detto a gran voce il proprio "NO" a questo modello economico e sociale e il proprio SI ad un’ altra idea di società, basata sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla democrazia partecipativa.

E ancora.

Chi ha attraversato il lunghissimo corteo e le piazze del 20 marzo non può non aver notato come la manifestazione sia stata soprattutto costruita da donne e uomini spesso alla loro prima esperienza di attivismo sociale, inseriti dentro esperienze territoriali condivise, protagonisti diretti perché presenti senza mediazioni politico-istituzionali o vincoli di appartenenza partitica, sindacale o associativa.

Un ulteriore importante segnale di come su temi essenziali come la lotta per l’acqua e la difesa dei beni comuni sia matura la mobilitazione diretta e in prima persona, su obiettivi di radicale cambiamento e di rivendicazione di una nuova democrazia, dal basso e condivisa.
Tra meno di un mese, il movimento per l’acqua inonderà di nuovo tutti i territori del Paese con migliaia di banchetti, iniziative e mobilitazioni per raccogliere 700.000 firme su tre referendum abrogativi di tutte le norme che hanno contribuito nel corso degli anni alla mercificazione dell’acqua e alla privatizzazione dei servizi idrici.

Sarà un nuovo grande laboratorio di autoeducazione popolare per dire "Fuori l’acqua dal mercato e fuori i profitti dall’acqua", un nuovo itinerario sociale per discutere di acqua pubblica, ma soprattutto di riappropriazione sociale, di gestione partecipativa dell’acqua e dei beni comuni, di nuova democrazia.

Sarà una importante sfida che chiama tutte e tutti ad una nuova assunzione collettiva di responsabilità : rendere praticabile il cambiamento in questo Paese, riaccendere la speranza di un altro mondo possibile.

Come Attac Italia continueremo a dare il nostro contributo.

Siamo sicuri che tutte e tutti faranno altrettanto.

ATTAC ITALIA

venerdì 12 marzo 2010

Lettera aperta al consiglio comunale di Velletri



Cari consiglieri,

inizia male, molto male la gestione dell’assessorato ai rapporti con Acea, affidato a Rolando Pocci, che già aveva la delega per l’urbanistica nel territorio massacrato dal cemento di Velletri. Questa mattina abbiamo letto il resoconto sui settimanali locali della conferenza stampa tenuta dall’assessore Pocci.
Vogliamo mettere da parte l’attacco a testa bassa lanciato da Pocci contro il comitato acqua pubblica di Velletri, anche perché gratuito e immotivato. Non abbiamo, infatti, mai incontrato l’assessore che, evidentemente, non è interessato a sentire le ragioni dei cittadini, ma solo quelle della multinazionale Acea, che ha appena contratto un debito di 500 milioni con istituti finanziari. In questo senso vorremmo ricordare che il partito di cui Pocci è espressione, il Pd, da qualche mese sta attaccando duramente la gestione Acea e il sindaco di Roma, Alemanno, che è il principale azionista. Vorremmo ricordare che Acea sta andando verso una totale privatizzazione, che comporterà il netto peggioramento delle condizioni dell’acqua e l'innalzamento delle tariffe. Temi che sembrano poco interessare a Pocci.
Ci preme però sottolineare - anche a tutela delle 450 famiglie di Velletri che fanno riferimento al comitato, un numero in costante aumento - la gravità di alcune affermazioni:

1. “Da come si comportano sembrerebbe che noi siamo i nemici, noi vogliamo collaborare con loro ma nel rispetto delle leggi e dei rapporti di cortesia con l’Acea”.

Non abbiamo un nemico ma l’obiettivo - da sempre dichiarato - di una gestione dell’acqua democratica, equa e solidale. L’acqua è un bene sacro, per chi crede, e fondamentale all’esistenza della stessa vita. Non è un bene mercificabile, come la stessa unione europea ha più volte affermato. Noi non attacchiamo, ma difendiamo i cittadini più deboli, quelle famiglie con reddito minimo che stanno ricorrendo a prestiti per pagare bollette carissime, basate su una tariffa illegittima. In questo senso non si può essere servo di due padroni: o si è accanto ai cittadini, o si è subalterni agli interessi finanziari che governano in questo momento Acea. Una società, lo ricordiamo, quotata in borsa, senza nessun rapporto storico, culturale o sociale con la nostra città.
Noi abbiamo sempre rispettato la legge. Anzi, siamo stati noi a studiare con cura le migliaia di pagine di documentazione contrattuale, come ben sa il consiglio comunale che ha - trasversalmente - elogiato il lavoro del comitato.
Per quanto riguarda la cortesia l’abbiamo sempre avuta con le persone. Lo stesso non è avvenuto da parte di alcuni dirigenti Acea che hanno in passato commentato, davanti a esponenti del comitato: “A Velletri ci avete rotto le palle, adesso stacchiamo l’acqua a tutti”.

2. “Il comitato qui a Velletri fa un servizio di allarmismo continuo”.

Fino ad ora abbiamo fatto un servizio che ha sostituito il dovere istituzionale del Comune. Ricordiamo che le prime osservazioni presentate dall’ex assessore Moretti ad Acea sono state elaborate dal comitato acqua pubblica, che gratuitamente ha impiegato ore e ore nello studio della situazione idrica. Cosa ha invece fatto l’assessorato alle risorse idriche? E’ più di un anno che attendiamo la pubblicazione dei dati della qualità dell’acqua e vogliamo ricordare che il responsabile - anche dal punto di vista giuridico - della salute della città è il Sindaco. Noi abbiamo sollevato il problema della contaminazione da arsenico, basandoci sui dati ufficiali di Acea e dell’Arpa Lazio. Se c’è allarmismo questo è dunque venuto dal gestore e dagli ufficiali sanitari, visto che i dati da noi diffusi sono sempre certificati e inoppugnabili. Dire che abbiamo fatto allarmismo, significa accusarci di aver dato dati falsi: caro assessore, la diffamazione è un reato.
La domanda è una sola: a Velletri - come nell’intero territorio dei Castelli romani - c’è o no un superamento dei limiti di legge (cosa ben differente dalla deroga, per chi ha studiato un po’ d’italiano) sulla concentrazione di arsenico, vanadio e fluoruro? Questa concentrazione è dannosa o no per la salute umana, secondo la letteratura medica? Da quanti anni la popolazione è esposta a questa contaminazione? I minori di 14 anni possono o no bere l’acqua che esce dai rubinetti? Le industrie locali possono o no utilizzare l’acqua per la produzione di alimenti destinati alla commercializzazione? Il gestore sta informando correttamente la popolazione, come prevede il decreto di deroga e la legge quadro sull’ambiente (articolo 154 Dlgs. 152/2006)?.

3. “Con certezza e sicurezza rassicuriamo tutti nostri cittadini che l’acqua che esce dai rubinetti rispetta la deroga europea”

La “deroga europea” citata da Pocci è la direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Consigliamo vivamente all’assessore di leggerla prima di citarla. All’articolo 5 la direttiva prevede che, in caso di superamento dei limiti di legge (per l’arsenico tale limite è di 10 microgrammi/litro), “i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti correttivi supplementari da adottare” e che “siano prese misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio”. All’articolo 7 si legge poi: “Sia ove si verifichi, sia ove non si verifichi un superamento dei valori di parametro, gli Stati membri provvedono affinché la fornitura di acque destinate al consumo umano che rappresentano un potenziale pericolo per la salute umana sia vietata o ne sia limitato l'uso ovvero siano presi altri provvedimenti a tutela della salute umana”.
L’articolo 9 tratta l’argomento deroghe. La deroga può essere data per un periodo di tre anni. Eccezionalmente la durata può essere estesa fino a tre rinnovi, per un totale di nove anni, previo consenso della commissione europea. Il principio è chiaro: la somministrazione di dosi fuori norma di arsenico, vanadio e fluoruro non può avvenire per lunghi periodi, pena l’esposizione della popolazione a un elevato rischio. La domanda è: da quanti anni beviamo acqua contaminata? Se è vero che la deroga è entrata in vigore nel 2009, è da tempo immemorabile che la popolazione è esposta - senza saperlo - a quantità elevate di arsenico, vanadio e fluoruro. Viene così meno quel principio di precauzione e di tutela della salute che deve prevalere sempre.
L’altro principio fondamentale della deroga è l’informazione della popolazione. Acea, la Asl e il Comune di Velletri hanno preparato il testo della lettera inviata ai cittadini e pubblicato lo scorso anno con manifesti. Secondo i medici di Medicina democratica questa comunicazione è:

parziale perché nasconde la vera informazione prevista per Legge dalla Comunità Europea: la popolazione non è mai stata informata nei modi e nei tempi previsti dalla Legge in vigore dal dicembre del 2003;
falsa perché volutamente fa credere alla popolazione che i danni attesi da questi tossici siano quelli acuti, quando tutta la letteratura scientifica mondiale (e la legislazione europea) lancia da sempre l’allarme sui danni non tanto per l’esposizione acuta, quanto piuttosto a distanza per contaminazione cronica. Il vero rischio dell’ìnquinamento è cronico, infatti la UE prevede un limite massimo dell’As a 10 microgrammi litro e l’OMS sta pensando di abbassarlo ulteriormente in quanto l’Arsenico è in classe 1 per i tumori (= rischio massimo); inoltre non è previsto da nessuna Legge che i cittadini dei territori vulcanici debbano per forza bere acqua arsenicata;
illegale perché realizzato non secondo i criteri previsti dalla Legge italiana ed europea in merito alle comunicazioni sul tema da riservare ai cittadini;
illegittima in quanto l’Italia ha preso un impegno etico solenne aderendo, come Paese che fa parte dell’ONU, al Patto del CESCR

4. L’assessore Pocci sostiene che il comitato invita i cittadini a non pagare le bollette

Peccato che l’assessore non abbia mai speso un minuto della sua fitta agenda - gestire anche l’urbanistica deve essere un impegno gravoso - per venire al comitato acqua pubblica. Avrebbe potuto almeno leggere i reclami formali inviati da 450 famiglie con l’aiuto del comitato e recapitati anche all’amministrazione comunale. I cittadini pagano l’acqua e nessuno può permettersi di definirli morosi. Il comitato aiuta le famiglie a ricalcolare la fattura di Acea per il 2008 e il 2009 suggerendo di contestare e pagare secondo l’articolazione tariffaria di Roma. A quel punto le persone vanno alla posta e versano la cifra corretta, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Comune. Aiutiamo poi le famiglie che hanno ricevuto cifre altissime - anche 3000 euro - da pagare in tre mesi per una mancanza grave di Acea, la quale non ha rispettato sempre l’obbligo di effettuare almeno una lettura all’anno, come previsto dal disciplinare tecnico del contratto. Anche in questi casi le famiglie che si rivolgono al comitato chiedono una rateizzazione congrua e sostenibile al gestore.
Esiste poi il caso di famiglie che - per reddito - non sono in grado di pagare le bollette, anche ricalcolate con l’articolazione tariffaria di Roma. E’ un problema che dovrà prima o poi essere affrontato, vista la crisi economica e il disastro sociale in cui versa la nostra città. Domandiamo all’informatissimo Pocci: in questi casi lei è d’accordo con il taglio dell’acqua che sta minacciando Acea? Come potrà vivere una famiglia con figli senza acqua corrente? Ci penserà il comune ad aiutare questi casi? Perché su questo tema siamo soli? Dov’è quello spirito di giustizia sociale che dovrebbe animare il suo partito? Perché non è stata applicata la tariffa sociale prevista per legge? Perché l’assessore e la giunta non hanno mai fatto una battaglia su questo punto? Siete disposti a farlo?

Cari consiglieri comunali, vi chiediamo un gesto di orgoglio e di civiltà. Vi chiediamo di stare a fianco dei cittadini, di non criminalizzare i comitati spontanei, di combattere insieme la battaglia per la difesa dei beni comuni. Riportate i temi concreti della famiglie di Velletri nel consiglio e non fatevi abbagliare dalle lucciole delle multinazionali. Riscoprite i valori veri della politica: difendere i beni comuni, la democrazia e la giustizia sociale.
Vi invitiamo, anche per questi motivi, a partecipare alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua e la difesa dei beni comuni, organizzata dal Forum nazionale dei movimenti per l’acqua, con l’appoggio di un centinaio di associazioni del mondo cattolico - come Pax Christi - dell’ambientalismo - Legambiente e Wwf - del mondo sindacale - la Cgil funzione pubblica -. Sarebbe straordinario avere il gonfalone della nostra città insieme agli altri comuni che ufficialmente parteciperanno.


Velletri, 12 marzo 2010

Comitato acqua pubblica

martedì 23 febbraio 2010

Lettera del Sindaco di Velletri Fausto Servadio ad Acea Ato2

Al responsabile Bacino Sud di ACEA ATO 2
Ing. Lucio Bignami

Ad ACEA ATO 2 S.p.A.
Direzione Commerciale - Unità Grandi Clienti
All'attenzione Sig. Paolo Fioroni

In relazione alle note dei cittadini di annullo delle fatture idriche pervenute a Codesta Società ed a Questo Ente inviatevi a più riprese, con invito a riferire in merito alle motivazioni addotte dai cittadini per l'annullamento, preso atto che ad oggi non risultano pervenute a Questo Ente le sue richiamate notizie e stante la recente mozione consiliare a firma dei consiglieri Andreozzi Sergio ed Andolfi Massimo, si invita Codesta Società a riferire con urgenza su quanto richiesto ed a dare sollecito riscontro ai cittadini proponenti l'istanze di annullamento.
Si chiede altresì, voler far conoscere se risulta vero che per i richiamati utenti, è paventato nonostante il reclamo, un prossimo distacco di fornitura.
In caso risultasse corrispondente a vero tale fattispecie, si invita Codesta Società a sospendere qualsiasi azione di stacco fino alla definizione della controversia in essere.
La presente, riveste carattere d'urgenza.
Cordiali Saluti
Velletri lì, 05.11.2009
Il Sindaco
Fausto Servadio

martedì 16 febbraio 2010

Gestione dei Rifiuti - II Assemblea Pubblica per i Beni Comuni


Sabato 27 febbraio si svolgerà la 2° assemblea pubblica in cui si discuterà del problema dei rifiuti a Velletri. L'assemblea è organizzata dalla Rete per i Beni Comuni composta da associazioni della città che da anni sono impegnate sul territorio. La rete non è composta da partiti e non ha scopi elettorali, anzi, vuole costruire un'unione dei cittadini dal basso, democratica e partecipata. La questione dei rifiuti a Velletri è drammatica, nonostante i cittadini paghino la tassa sui rifiuti e nonostante l'amministrazione comunale continui a fare false promesse sulla raccolta differenziata. Ci chiediamo ad esempio come mai noi paghiamo la Tarsu ed il Comune invece non paga il conferimento in discarica ? Quando inizierà la raccolta differenziata porta a porta e con quali soldi ? Cercheremo anche esempi di comuni vicini che hanno attuato la raccolta differenziata con ottimi risultati come Nettuno e Cori. Chiunque voglia capirne di più o dire la sua è invitato il 27 febbraio a via Lata, 50 (dietro autolavaggio) alla 2° Assemblea Veliterna dei Beni Comuni, alle ore 17.30.

martedì 9 febbraio 2010

A Torino approvata la delibera d’iniziativa popolare per l’Acqua Pubblica!


Moderata soddisfazione del Comitato - Sconfitta del Sindaco Chiamparino

Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato.

La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine. è passata malgrado l’ostilità dichiarata del Sindaco, che ha certamente pesato sui consiglieri di maggioranza e un loro primo tentativo di emendarla stravolgendone il testo fino a snaturarla.

La ferma opposizione del Comitato – sostenuta anche da una vivace mobilitazione popolare - e un’opera di mediazione condotta dalle consigliere Monica Cerutti-SD e MariaTeresa Silvestrini –PRC con il consigliere Lorusso del PD – hanno portato a una soluzione non ottimale ma accettabile.

I fautori della privatizzazione dell’acqua non si sono fatti mancare nulla: non solo l’astensione del Sindaco ma anche la non partecipazione al voto della minoranza e dei due consiglieri PD Enzo Lavolta e Stefano Gallo. I loro tre voti mancanti hanno così impedito di raggiungere i due terzi dei voti richiesti dalla legge per l’approvazione della delibera in prima lettura (i voti favorevoli sono stati 31 rispetto ai 34 necessari).

Si è dovuto quindi procedere a due successive e distinte votazioni a maggioranza semplice, che si sono concluse oggi 8 febbraio con l’approvazione della delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12.000 cittadini torinesi. Crediamo che non esista un precedente di così vasto coinvolgimento popolare nella politica istituzionale della Città.

Il Comitato Acqua Pubblica Torino si riunisce martedì 9 febbraio (caffè Basaglia, via Mantova 34, ore 20.45) per dare una valutazione nel merito della delibera così approvata.

venerdì 29 gennaio 2010

Internet e politica


Maglia nera per consiglieri e giunta

L'unico applauso va all'assessore Augusto Di Lazzaro. Per tutti gli altri c'è la maglia nera per l'uso delle nuove tecnologie.
Il 20 gennaio il Comitato Acqua Pubblica Velletri ha inviato una email a tutti gli assessore, al Sindaco e a tutti i consiglieri comunali con questo semplicissimo testo. "vorremmo poter inviare alla sua casella di email le nostre comunicazioni. Le chiediamo cortesemente di voler confermare l'arrivo di questa email, per poter verificare quali caselle sono realmente attive". Dopo otto giorni - il tempo normale di arrivo per una tradizionale lettera cartacea - ha risposto solo l'assessore Di Lazzaro.
Gli indirizzi di posta elettronica sono in uso da circa 20 anni ed hanno sostituito di fatto la tradizionale comunicazione cartacea. E' un mezzo sicuro, rapido ed economico. Recentemente il comune di Velletri ha inaugurato un portale informativo con l'elenco delle email istituzionali. Immaginiamo che la gestione del server di posta elettronica abbia un costo, pagato alla fine da noi cittadini. Immaginiamo che l'aver pubblicato l'indirizzario della giunta e del consiglio comunale sia un servizio voluto per migliorare la comunicazione con la città. In sostanza se un indirizzo di posta elettronica viene divulgato è per essere usato, altrimenti è una presa in giro e un aggravio ingiustificato di spesa per l'amministrazione. E' inutile, infatti, fare la manutenzione di un server di posta elettronica.
Anche il sito - al momento - sembra sostanzialmente un'operazione di pura immagine. Non ci sono gli atti essenziali di una amministrazione pubblica (delibere di consiglio e di giunta), non ci sono i dati ambientali (che acqua beviamo? che aria respiriamo?), non ci sono i curricula vitae degli assessori e dei consiglieri. Insomma, trasparenza zero.
Approfittiamo dunque per ricordare che il consiglio comunale deliberò un anno fa chiedendo alla giunta di pubblicare sul portale istituzionale i dati sulla qualità dell'acqua. Ad oggi nulla è accaduto.

sabato 12 dicembre 2009

Acqua e politica. Guida per i cittadini



L'antitrust – quando qualche mese fa sanzionò Suez e Acea – riportò una valutazione della multinazionale francese: il mercato dell'acqua in Italia è una questione politica. Oggi a Velletri questa affermazione è ancora più vera. E' stata una scelta politica l'affidamento del 2005 – votato all'unanimità, dalla destra e dalla sinistra – della gestione dell'acqua alla società per azioni Acea; è stata una scelta politica – votata dal Pd, con l'astensione del Pdl e il voto contrario di sinistra arcobaleno, Udc e Moderati per Velletri – la decisione di respingere la delibera d'iniziativa popolare per dichiarare l'acqua un bene comune, fuori dalle regole del mercato.

Oggi leggiamo che nel dibattito tra Pd e Pdl si parla anche di noi. E' sicuramente un successo dei cittadini, perché prima il tema dei beni comuni e dell'acqua era semplicemente ignorato. Ma serve qualche precisazione.

Acqua pubblica non significa gestione politica del sistema idrico. Ripubblicizzare l'acqua vuol dire creare un meccanismo per la gestione diretta da parte dei cittadini, sul modello della public company. In Europa - ma anche negli Stati Uniti - esistono modelli con una storia estremamente solida, che distinguono chiaramente la politica dalla gestione di una azienda pubblica. Quindi la nostra battaglia è per ricostruire il senso dei beni comuni come minimo comune denominatore della società civile.


Questa politica non ci convince. Riteniamo che la gestione dell'amministrazione comunale degli ultimi dieci anni - o forse più - non abbia puntato al bene della città. A Velletri esistono gruppi di potere che allegramente continuano ad influenzare le scelte di tutte le giunte, sia della cosiddetta destra che della presunta sinistra. Lo scempio del territorio, l'espansione edilizia abusiva e "secondo legge", l'inquinamento costante delle risorse naturali (gli scarichi inquinanti, il peggioramento della qualità dell'acqua, l'inquinamento atmosferico) sono temi trattati - quando va bene - solo nei programmi elettorali e in qualche convegno. Spariscono poi, quasi per miracolo, dall'azione concreta degli amministratori.


Serve l'azione diretta della cittadinanza. Per poter ricostruire una vita sociale, culturale e politica pulita e trasparente riteniamo che l'iniziativa debba ritornare direttamente nella mani dei cittadini. Per questo il cambiamento della gestione del sistema idrico integrato a Velletri doveva passare per una iniziativa popolare. Sappiamo che molti consiglieri erano disponibili a presentare questa iniziativa, ma abbiamo preferito la via dell'azione diretta della cittadinanza e continueremo su questa strada.


Le alleanze false e quelle vere. Dobbiamo chiarire che il Comitato per l'acqua pubblica non ha mai "appoggiato" o sponsorizzato nessuna coalizione. Non siamo contro la politica, anzi. La vera politica è l'impegno civile e la militanza dei cittadini, che non necessariamente deve passare attraverso i banchi del consiglio comunale. Quando gli organi amministrativi perdono di senso, avvitandosi in discussioni opache e incomprensibili, in un gioco di veti incrociati e di più o meno evidenti ricatti, è evidente che i cittadini devono allearsi tra di loro isolando la mala politica, difendendo in prima persona i beni comuni, quali l'acqua, la vivibilità della città, la qualità della vita. Temi che sono stati espulsi dal dibattito politico al quale assistiamo. Quindi nessuna alleanza sarà possibile, per quanto ci riguarda, con i diversi partiti, liste più o meno civiche, coalizioni, gruppi politici esistenti e futuri. La nostra vera alleanza è con tutti quei cittadini che hanno deciso di non stare più a guardare, di non tacere di fronte alla violazione dei diritti fondamentali.


Cosa chiediamo a chi vuole condividere la nostra battaglia. Vogliamo gesti concreti e non propaganda. Chi vuole partecipare al comitato - che è aperto e spontaneo - lo può fare facendo l'unico passo necessario: inviare un reclamo formale ad Acea, contestando la tariffa ingiusta e la pessima qualità dell'acqua. Non serve presentare mozioni in Consiglio comunale promettendo e non mantenendo - come è avvenuto, ad esempio, a luglio, dopo la bocciatura della delibera popolare - prendendo così in giro la popolazione. Non serve dire che il comitato fa un ottimo lavoro per poi non condividere in concreto le battaglie e i rischi.


L'autonomia, dunque, è la nostra principale forza, insieme alla battaglia per la legalità e la difesa dei diritti.

venerdì 4 dicembre 2009

Padre Alex Zanotelli sul caso del taglio dell'acqua a Zingonia: “ANCORA UNA VOLTA, MALEDETTI VOI….!

“ANCORA UNA VOLTA, MALEDETTI VOI….!”

Quanti sta accadendo in queste ore a Zingonia, in provincia di Bergamo, è sconvolgente. Cento cinquanta famiglie di migranti - che abitano in sei condomini - sono da due giorni senza acqua, dopo l’azione di distacco del gestore A2A. L’azienda lombarda - che è la stessa che gestisce l’inceneritore di Acerra - non ha tenuto in nessun conto la difficilissima situazione economica delle famiglie di Zinconia, molte delle quali con bambini piccoli, tagliando i tubi e mettendo due rubinetti pubblici in strada. Ieri sera erano tanti i senegalesi e i magrebini che gridavano nelle strade di Zingonia “acqua, acqua”, ignorati dall’intera stampa nazionale. Hanno provato a racimolare tutti i loro piccoli risparmi, offrendo di pagare subito quello che era possibile. Ma il comune di Ciserano e A2A hanno chiesto decine di migliaia di euro solo per poter iniziare la trattativa.

E’ dunque chiaro ora cosa nasconde l’articolo 15 del decreto Ronchi approvato dal parlamento. Questa è la vera faccia della privatizzazione dell’acqua, che creerà altra esclusione sociale, attaccando gli ultimi, i più deboli, costringendo centinaia di famiglie a lavarsi in strada in pieno inverno. Tagliare l’acqua ai più poveri è un atto contro l’umanità che non ci potrà lasciare indifferenti

Alex Zanotelli

sabato 7 novembre 2009

Campagna nazionale "SALVA L’ACQUA": Presidio al Parlamento (Piazza Montecitorio)

In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati. Chiamiamo da subito la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento in Piazza Montecitorio.

Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)

Giovedì 12 Novembre ore 10.30



Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.

Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!

Partecipiamo tutte e tutti al presidio!


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua



Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org

Oppure contattare:

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org


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FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133



giovedì 23 luglio 2009

In consiglio comunale la votazione della delibera di iniziativa popolare

















La delibera di iniziativa popolare chiede l'inserimento, nello statuto comunale del seguente articolo:

1. Il Comune di Velletri riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto universale, inalienabile e indivisibile. Il Comune riconosce quindi lo status del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica. La gestione del servizio idrico integrato dovrà avvenire attraverso la costituzione enti consortili di bacino idrico esclusivamente pubblici, garantendo la partecipazione e il controllo da parte della comunità.

Inoltre:

2. Il consiglio afferma di conseguenza il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico nonché quello della solidarietà da attuarsi attraverso una modulazione tariffaria che garantisca il minimo gratuito di 50 litri al giorno per ogni persona come stabilito dall’ONU, disincentivando lo spreco con aumenti progressivi per fasce di consumo e vietando l’abuso della quantità fruibile per ogni persona, ancorché pagata, in base al principio che lo spreco della risorsa non può essere compensato monetariamente, poiché l’acqua non è un bene commerciale, ma un diritto da salvaguardare per il presente e per il futuro;

3. Viene dato mandato alla giunta di promuovere nel territorio comunale azioni coerenti con i principi esposti e finalizzate ad una gestione democratica, responsabile, sostenibile ed equa del servizio idrico, attraverso:

    1. L'informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada;

    2. L'uso prioritario delle acque non inquinate per uso domestico;

    3. La predisposizione di un piano tecnico per il rifacimento della struttura idrica della città, individuando priorità, tempi di attuazione e modalità di finanziamento;

    4. La promozione di una campagna di sensibilizzazione sul risparmio idrico con incentivazione all'uso di riduttori di flusso;

    5. L'introduzione in campo edilizio ed urbanistico della doppia conduttura e riciclo delle acque piovane;

    6. L'avviamento di progetti di riuso delle acque reflue dei depuratori per usi agricoli ed industriali;

    7. l controllo e la repressione dei prelievi abusivi;


4. Viene dato mandato alla giunta di presentare entro 90 giorni a questo Consiglio un progetto per la realizzazione di un consorzio dei Castelli romani per la gestione pubblica del servizio idrico integrato e la predisposizione di un bilancio idrico di bacino nel rispetto dell’equilibrio ambientale;

5. Il consiglio in tal senso indica la buona pratica del bilancio partecipato come principio guida del futuro consorzio pubblico per la gestione del Sistema Idrico Integrato nei Castelli romani.

6. Il Comune di Velletri aderisce al coordinamento degli enti locali per l'acqua pubblica, promosso dal Forum Nazionale dei movimenti per l'acqua pubblica.

7. L'Assessorato con delega ai rapporti con Acea Ato 2 istituisce un apposito servizio per raccogliere ed elaborare tutte le segnalazioni sulle violazioni delle norme previste dalla Convenzione di gestione, dai sui allegati (a titolo esemplificativo: Disciplinare tecnico, Piano d'ambito, etc.) , delle norme nazionali e regionali sul Sistema idrico integrato e delle norme ambientali da parte dell'attuale gestore del SII. Le segnalazioni potranno essere inviate dai cittadini, dai comitati spontanei e dai consiglieri comunali.