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mercoledì 27 aprile 2011

Acque all’arsenico, l’Ue apre inchiesta sotto accusa l’Italia: 10 anni di ritardi

I Comitati acqua pubblica di Aprilia e Velletri avevano inoltrato lo scorso anno una petizione al Parlamento europeo chiedendo di verificare il comportamento della autorità italiane - Ministero dell'Ambiente e Regione Lazio - dopo il diniego della richiesta di deroga per l'arsenico (richiesta presentata dal governo italiano nel febbraio 2010 a 50 microgrammi/litro). 

Oggi il presidente della Commissione delle petizioni del Parlamento Europeo Erminia Mazzoni ha comunicato ai comitati che la richiesta è stata ritenuta ammissibile. Il Parlamento Europeo ha poi comunicato ufficialmente di aver chiesto alla Commissione di avviare una "inchiesta preliminare" sui vari aspetti del problema.
I comitati avevano denunciato il mancato tempestivo recepimento della decisione del 28 ottobre 2010 della Commissione Ambiente della Ue. Il ministero dell'ambiente, la Regione Lazio e la quasi totalità dei comuni interessati dalla mancata deroga a 50 microgrammi/litro di arsenico non hanno per mesi applicato i limiti stabiliti dalla legge 31/2001 sulla qualità dell'acqua, nonostante il Trattato europeo imponga chiaramente l'immediata validità di una decisione comunitaria.

I comitati acqua pubblica di Aprilia e Velletri ritengono fondamentale l'intervento delle autorità comunitarie e del Parlamento Europeo per fare chiarezza sull'operato della Regione Lazio - in modo particolare dell'assessorato all'ambiente - e dei comuni della provincia di Latina e dei Castelli romani. Ricordiamo infatti che molte amministrazioni comunali - tra le quali Velletri e Aprilia - hanno emesso ordinanze applicando le prescrizioni (divieto del consumo di acqua potabile da parte dei neonati e dei bambini fino all'età di 3 anni) di una deroga che riguardava altri Comuni, e quindi non rispettando il limite di 10 allora vigente. 

Comitato Acqua Pubblica Aprilia
Comitato Acqua Pubblica Velletri

mercoledì 20 aprile 2011

Profitto Acea record per l'anno orribile dell'arsenico

Il profitto record di Acea Ato 2 - 58,96 milioni di euro - per l'anno terribile dell'arsenico è uno schiaffo doppio per la cittadinanza. Come è possibile che un gestore che non è stato in grado lo scorso anno di garantire acqua potabile per tutta la popolazione possa intascarsi un simile premio? Come si conciliano quasi sessanta milioni di dividendi con un'acqua che - lo scorso ottobre - a Velletri ha raggiunto punte di arsenico fino a sette volte i valori di legge?
Ancora una volta gli azionisti hanno detto no alla proposta della provincia di Roma di destinare parte di questi utili agli investimenti necessari nella zona dei Castelli romani. Da una parte Acea ottiene la terza deroga per l'arsenico e una gestione commissariale che garantirà
lo scavalcamento di molte norme; dall'altra la stessa società ottiene da una conferenza dei sindaci pigra e distratta aumenti delle tariffe che servono solo agli azionisti.

Solo la via del referendum potrà restituire queste risorse ai cittadini, migliorando la qualità dell'acqua, con tariffe più eque. Ricordiamo che il secondo quesito che si voterà il 12 e 13 giugno abolirà quel ricavo garantito che per Acea è stato uguale a 58,96 milioni di euro solo nel 2010.

domenica 17 aprile 2011

E' in rete lo spot "L'asta"

Carissimi,
è in rete lo spot autoprodotto da Velletri come contributo alla campagna referendaria 2 sì per l'Acqua Bene Comune!
Fatelo girare!

mercoledì 9 marzo 2011

Ordinanza sindacale del Comune di Lanuvio

Il Comune di Lanuvio ha emesso ieri l'ordinanza relativa all'emergenza Arsenico nell'acqua. E' un atto che rispetta praticamente in toto la legge, prevedendo che:

  • Acea risolva la situazione entro il mese di maggio 2011, dando così un termine perentorio al gestore per concludere gli interventi previsti nel piano di rientro
  • Acea fornisca a domicilio acqua potabile ai disabile e agli anziani

Si stabilisce inoltre il principio corretto del limite di legge a 10 microgrammi/litro per l'arsenico. Nell'ordinanza si legge infatti:
A TUTTI I CITTADINI E ALLE IMPRESE ALIMENTARI RESIDENTI NELLE ZONE DOVE LA CONCENTRAZIONE DI ARSENICO E’ SUPERIORE A 10 microgrammi/litro MA INFERIORE A 20 microgrammi/litro E PRECISAMENTE LOC. CAMPOLEONE VIA NETTUNENSE-VIA CISTERNENSE, LOC. MONTEGIOVE, LOC. MANTOVANO, LOC. BELLAVISTA, VIA PIASTRARELLE VIA BOTTINO:
- di NON utilizzare l’acqua per uso potabile.
- DI UTILIZZARE L’ACQUA così come riportato nella nota ASL RMH prot. 17947 del 28/02/2011:
a) impieghi domestici;
b) igiene personale compresi lavaggio denti e doccia;
c) uso alimentare dove l’acqua non è componente fondamentale incluso: COTTURA DELLA PASTA, LAVAGGIO E COTTURA DELLE VERDURE E LAVAGGIO DELLA FRUTTA.

- DI LIMITARE L’USO, così come riportato nella nota ASL RMH prot. 17947 del 28/02/2011:
a) reidratazione e ricostruzione alimenti e consumo da parte di bambini (inferiori a 3 anni di età);
b) inoltre, è sconsigliato l’uso per le gestanti e le donne in fase di allattamento;
c) uso alimentare ove l’acqua è componente fondamentale: BRODI E PASTINE, THE’ E BEVANDE

Invitiamo tutti i Comuni ad emettere ordinanze rispettose della legge, sul modello dell'atto firmato dal sindaco di Lanuvio.

venerdì 26 novembre 2010

Velletri, il sindaco dichiara l'acqua non potabile. Venerdì prossimo assemblea del comitato

Ieri il sindaco Servadio ha firmato l'ordinanza che riconosce la non potabilità dell'acqua nella città di Velletri. Nel documento viene chiesto al gestore di non erogare più acqua con limiti di arsenico al di sopra dei livelli massimi stabiliti dalla legge 31/2001, ovvero 10 microgrammi/litro.

L'assemblea cittadina del comitato acqua pubblica di Velletri è prevista per il venerdi 3 dicembre alle ore 17.30, presso la sala dell'Associazione Velletri 5 Stelle, in Via Lata 50. E' IMPORTANTISSIMA LA PARTECIPAZIONE DELLA POPOLAZIONE.


giovedì 4 novembre 2010

Le nuove bollette di acea ato 2: qualcosa non va

Care e cari,

come sapete in questi giorni sono arrivate le bollette Acea relative
al primo semestre 2010. Da alcune prime verifiche ci siamo resi conto
che vi sono alcune irregolarità:

- la tariffa applicata è sostanzialmente differente da quella di Roma,
soprattutto per i consumi più alti (oltre i 170-200 mc all'anno). Come
sapete la Conferenza dei Sindaci aveva deliberato l'applicazione della
tariffa di Roma per le utenze di Velletri a partire dal gennaio 2010;
- a volte le letture non corrispondono alle letture reali;
- la parte della quota fissa non riporta l'anno di riferimento e, in
alcuni casi, ci siamo accorti che viene fatturata la stessa cifra due
volte.

Queste sono le nostre indicazioni:

- SE LA BOLLETTA E' INFERIORE AI 40 EURO, PUO' ESSERE PAGATA, PERCHE' PROBABILMENTE E' CORRETTA

- CHI HA RICEVUTO UNA BOLLETTA CON IMPORTO SUPERIORE AI 40 EURO, PUO' VENIRE ALLO SPORTELLO DEL COMITATO ACQUA PUBBLICA PER VERIFICARE SE L'IMPORTO E' CORRETTO E, EVENTUALMENTE, PREPARARE IL RECLAMO

Vi ricordiamo che lo sportello del Comitato è aperto ogni mercoledì,
dalle 17 alle 19, presso il dopolavoro ferroviario.

giovedì 18 marzo 2010

Mappa disastro idrico di Velletri

A Velletri l'emergenza idrica non vuol dire solo rimanere senz'acqua. Significa un livello di arsenico vanadio e fluoro oltre i limiti di legge e quindi dannoso per la salute; significa avere più della metà del territorio senza depurazione, con scarichi che sversano le fognature nei fossi. Oltre a questo il depuratore - secondo i dati della Sto e di Acea - è già non sufficiente per la popolazione: copre 38.000 abitanti su una popolazione di quasi 60.000 abitanti.

Per questo presentiamo la mappa del disastro idrico della città di Velletri. Una mappa che aggiorneremo costantemente con i dati ufficiali e con le segnalazioni dei cittadini.

Mappa dell'emergenza idrica a Velletri

Fonte delle informazioni:
Ato 2, dati Acea Ato 2 Spa e segnalazioni dei cittadini.
Mappa Nazionale dell' "Acqua inquinata in Italia"

martedì 9 febbraio 2010

A Torino approvata la delibera d’iniziativa popolare per l’Acqua Pubblica!


Moderata soddisfazione del Comitato - Sconfitta del Sindaco Chiamparino

Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione senza scopo di lucro del servizio idrico integrato.

La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine. è passata malgrado l’ostilità dichiarata del Sindaco, che ha certamente pesato sui consiglieri di maggioranza e un loro primo tentativo di emendarla stravolgendone il testo fino a snaturarla.

La ferma opposizione del Comitato – sostenuta anche da una vivace mobilitazione popolare - e un’opera di mediazione condotta dalle consigliere Monica Cerutti-SD e MariaTeresa Silvestrini –PRC con il consigliere Lorusso del PD – hanno portato a una soluzione non ottimale ma accettabile.

I fautori della privatizzazione dell’acqua non si sono fatti mancare nulla: non solo l’astensione del Sindaco ma anche la non partecipazione al voto della minoranza e dei due consiglieri PD Enzo Lavolta e Stefano Gallo. I loro tre voti mancanti hanno così impedito di raggiungere i due terzi dei voti richiesti dalla legge per l’approvazione della delibera in prima lettura (i voti favorevoli sono stati 31 rispetto ai 34 necessari).

Si è dovuto quindi procedere a due successive e distinte votazioni a maggioranza semplice, che si sono concluse oggi 8 febbraio con l’approvazione della delibera di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 12.000 cittadini torinesi. Crediamo che non esista un precedente di così vasto coinvolgimento popolare nella politica istituzionale della Città.

Il Comitato Acqua Pubblica Torino si riunisce martedì 9 febbraio (caffè Basaglia, via Mantova 34, ore 20.45) per dare una valutazione nel merito della delibera così approvata.

Scandalo dell’acqua: ce lo spiega Iacona


di Aldo Grasso

Riccardo Iacona, con Domenico Iannacone, Danilo Procaccianti, Vincenzo Guerrizio ci hanno offerto un amaro documentario sulla commercializzazione delle acque: «Acqua rubata » («Presadiretta», Raitre, domenica, ore 21.30). Ad Agrigento, con le tariffe più costose di Italia l’acqua arriva a singhiozzo, e di un colore ributtante; ad Arezzo, le bollette sono molto salate e gli investimenti dell’azienda che distribuisce l’acqua sono sotto la media nazionale; ad Aprilia il consiglio di Stato ha dato ragione al comitato dei cittadini e al movimento dei sindaci che si battono per riprendersi la gestione dell’acqua. Intanto le società che producono e imbottigliano acqua minerale pagano alle Regioni canoni ridicoli per l’utilizzo delle sorgenti. Con guadagni esorbitanti (in proporzione, al ristorante l’acqua costa molto più del vino). Se lo stesso argomento fosse stato affrontato in un talk show non avremmo capito nulla: fra tesi contrapposte, vince non chi ha ragione ma chi è più convincente ed efficace nel sostenere le sue ragioni. Con l’inchiesta è diverso: il genere comporta un’assunzione di responsabilità. In Italia non si privatizza la Rai perché la si considera un servizio pubblico ma si privatizza l’acqua.
fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/10_febbraio_09/grasso_acqua_d6b99e9c-155c-11df-a154-00144f02aabe.shtml

giovedì 7 gennaio 2010

Biocoop dice "eau revoir" all'acqua in bottiglia!

Biocoop leader francese dell'alimentazione biologica, con 320 supermercati in tutto l'esagono, ha annunciato in occasione della settimana di riduzione dei rifiuti, la decisione di ritirare dal suo catalogo l'acqua in bottiglia, nei vari formati in commercio (50cl, 1,5 l, 5 l), a partire dal 31 dicembre 2009.
Alcuni supermercati, approfittando della decisione di eliminare dagli scaffali le bottiglie in pet, hanno esposto i vari sistemi alternativi di filtraggio dell'acqua (in caraffa, dal rubinetto, a osmosi inversa). Il tutto è avvenuto in un clima gioviale, con alcuni supermercati che hanno addirittura organizzato un corteo funebre all'ultima bottiglia di acqua, in direzione della campana di raccolta dei rifiuti in plastica. Prima della fine dell'anno (2009) altri punti vendita seguiranno questa iniziativa. Tale decisione ecologica ma anche commerciale, assunta a seguito di un referendum interno svolto durante il mese di giugno tra i vari punti vendita aderenti al gruppo, fa seguito a un dibattito che è durato circa due anni, e che è giunto alla conclusione per cui "l'acqua in bottiglia rappresenta una vera aberrazione ecologica, un lusso che costa troppo caro al pianeta".
Complessivamente, secondo i dati citati dal gruppo, l'iniziativa permetterà di risparmiare 1.6 milioni di bottiglie di plastica all'anno, che equivale all'incirca a 70 tonnellate di plastica. Oltre alla riduzione dei rifiuti in plastica da parte dei suoi clienti, questa iniziativa avrà delle conseguenze concrete riguardo all'impronta ecologica del gruppo Biocoop, in particolare riguardo i trasporti: si calcola che saranno circa 35 le tonnellate equivalenti di carbone che saranno risparmiate annualmente dalla società Transport Biocoop. E' da notare che prima di assumere tale decisione, Biocoop ne ha valutato gli effetti in relazione ai suoi fornitori, effetti che sono stati valutati limitati, stimabili rispettivamente intorno al 4,7% e al 5,8 del fatturato dei due principali fornitori del gruppo francese (i due marchi di acqua minerale Rosee de la Reine e Montcalm).
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Biocoop dit "eau revoir !", MesCoursesPourLaPlanete, 04/12/09
L’agitation anglo-saxonne contre l’eau en bouteille plastique arriverait-elle en France ? Biocoop , enseigne engagee leader du bio en France avec 320 magasins, a annonce, a l’occasion de la semaine de reduction des dechets, sa decision de retirer l’eau en bouteille plastique de son catalogue , a partir du 31 decembre 2009 et quel que soit le format considere (50 cl, 1,5 litres et 5 litres). Certains magasins du reseau Biocoop ont devance la decision en mettant a sec leur rayon "eau en bouteille"… au profit d’alternatives de filtration (carafes, filtres sur robinet, osmoseur inverse). Tout cela s’est fait avec humour, certains magasins ayant organise pour l’occasion un cortege funebre de la derniere bouteille d’eau du magasin jusqu’a la dechetterie, ou encore une mise aux encheres de la derniere bouteille d’eau en rayon. Sur cette lancee, d’autres points de vente devraient suivre avant la fin de l’annee.
Cette decision ecologique et commerciale, prise par une majorite de plus de 60% des magasins lors d’un referendum interne en juin 2009, fait suite a deux ans de debats et d’etudes, qui se soldent donc par la conclusion que "l’eau en bouteille est une veritable aberration ecologique, un luxe qui coute trop cher a la planete". Au total, selon l’enseigne, l’initiative devrait permettre d’economiser 1, 6 millions de bouteilles d’eau par an, soit environ 70 tonnes de plastique. Outre la reduction des dechets plastique de ses clients, cette action entrainera egalement des consequences sur l’empreinte ecologique de Biocoop, notamment en termes de transport : ce sont ainsi plus de 35 tonnes equivalent carbone annuels qui vont etre economises par la societe de Transport Biocoop ! A noter : avant de prendre cette decision, Biocoop en a aussi evalue l’impact sur ses fournisseurs, que l’enseigne juge limite puisqu’elle ne represente que 4, 7% et 5, 8% du chiffre d’affaires de ses deux principaux fournisseurs (marques Rosee de la Reine et Montcalm).

Fonte <>

giovedì 3 dicembre 2009

A Zingonia è iniziata la guerra

Tutti i cambiamenti iniziano dagli ultimi. Se poi si tratta della privatizzazione dell’acqua, le nuove regole del governo riguardano gli ultimi tra gli ultimi. Questa mattina a Zingonia - in provincia di Bergamo - è partita la battaglia più turpe di questo governo, con il taglio della fornitura idrica per 150 famiglie. Le prime vittime sono centinaia di migranti, che abitano il condominio Athena, palazzi che fino agli anni ’80 ospitavano i “terroni”, ed oggi sono il rifugio per gli stranieri che nel profondo nord nessuno vorrebbe come vicino. Donne e uomini sfruttati di giorno e costretti, ora, a sperimentare per primi la gestione privata dell’acqua.I bambini ieri si sono dovuti lavare all’aperto nelle due fontanelle pubbliche aperte da A2A per “le esigenze vitali”. I sanitari non funzionano più, creando una situazione drammatica in una zona già degradata. L’operazione di A2A - la stessa società, è bene ricordarlo, che gestisce l’inceneritore di Acerra - è in realtà la prima fase di una vera e propria pulizia etnica e sociale della zona, che è entrata nelle mire degli speculatori finanziari. Prima hanno mandato i provocatori fascisti della Lega - Borghezio e altri squadristi - che hanno creato un po’ di baccano e tanta propaganda. Poi hanno preparato i progetti di “riqualificazione”, nel senso di cacciare le famiglie e preparare il terreno ai palazzinari della Lombardia da bere. Ora - per terminare il lavoro - hanno deciso di assetare il nemico, di farlo rimanere senza un bagno, di rendere insopportabile la vita. Servirà una reazione chiara da parte del movimento per i beni comuni, anche perché iniziano dai migranti, ma arriveranno nelle nostre case. E forse sarà già troppo tardi.
Andrea Palladino

lunedì 2 novembre 2009

Al comune per bloccare le minacce di distacchi di acea

Care e Cari, sono state decise dall'assemblea cittadina del 31 ottobre azioni molto importanti per contrastare l'atteggiamento di acea. Il 06 novembre prossimo saremmo in Comune chiedendo all'amministrazione che intervenga per bloccare le minacce di distacco di acea.
Sieti tutti invitati dunque, venerdì 6 novembre alle 0re 12.00 al comune.

sabato 21 febbraio 2009

Abbiamo diritto di sapere cosa beviamo?

E’ più che mai urgente informare la popolazione sullo stato reale dell’acqua, come era stato richiesto dal consiglio comunale di Velletri. Vanno informate le scuole, i medici di base, le famiglie per sapere se poter bere tranquillamente l’acqua che esce dai rubinetti. Vanno resi noti tutti i dati sull’acqua, aggiornati ed attendibili. Non sarà una deroga – che vorrebbe eliminare il rischio per legge – a tranquillizzarci.

La montagna - come si dice – ha partorito un topolino. Avevamo accolto con grande soddisfazione la decisione del consiglio comunale di rendere pubblici i dati sulla qualità dell’acqua.
Siamo riusciti – per puro caso – ad avere una copia delle nuove tabelle che Acea ha fornito all’amministrazione comunale. Basandosi su questi dati, l’assessore Moretti ha dichiarato che la problematica è decisamente migliorata, salvo alcune situazioni marginali. E’ stato anche detto che tutti i dati rientrano nella deroga del Ministero della salute. Non ci risulta, però, nessuna deroga, che è prevista e regolata dalla legge 31 del 2001. In caso di deroga – richiesta da Acea nel maggio del 2008 – scatterebbero degli obblighi ben precisi per il gestore e per l’amministrazione comunale: informare la popolazione, “fornire consigli a gruppi specifici di popolazione per i quali potrebbe sussistere un rischio particolare anche in merito all'uso razionale di eventuali prodotti integratori. La suddetta informazione dovra' essere ancor piu' dettagliata per la popolazione dei comuni nel cui territorio viene distribuita acqua con due o piu' valori di parametro in deroga. Delle iniziative adottate dovra' essere data informazione al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali”. (testo tratto dal decreto di deroga per il comune di Genzano, emesso dal Ministero della salute il 14 novembre 2008).
Acea, in realtà, sta erogando l’acqua non conforme ai parametri di legge, basandosi su un’ordinanza del sindaco Cesaroni (aprile 2006), che autorizzava temporaneamente il gestore comunale a distribuire l’acqua con alti contenuti di arsenico.
La richiesta di deroga – è bene ricordare – è stata inoltrata alla Regione Lazio da Acea soltanto nel maggio scorso, un anno e mezzo dopo aver preso in consegna gli impianti. L’iter prevede un primo parere del Ministero della salute e poi il decreto del presidente Marrazzo che concede la deroga. Questo iter non è ancora terminato. Anzi, sul sito del ministero della salute (www.normativasanitaria.it) non risulta ad oggi nessuno decreto che riguardi Velletri.
Su questa questione serve, prima di tutto, chiarezza e responsabilità. Non fornire tutte le informazioni ai cittadini è una violazione palese della legge. Il Dlgs 152 del 2006 (Norme in materia ambientale) all’articolo 162 prevede l’obbligo per il gestore del servizio idrico di garantire ai cittadini l’accesso ai dati relativi “alla quantità e qualità delle acque fornite e trattate”.
Acea rispetta questo obbligo?
Vi raccontiamo una storia esemplificativa. Un gruppo di cittadini di Velletri da diversi anni lotta per poter ricevere acqua potabile. Nel 2007 – con la gestione Acea – avevano ricevuto una lettera dal gestore dove si garantiva che l’acqua erogata era perfettamente conforme ai parametri di legge. Peccato che dopo appena un mese l’Arpa verificò che l’acqua di quella zona non era potabile… Nell’agosto del 2008 – dopo aver tentato di tutto – hanno chiesto ufficilmente ad Acea, Comune, Asl, Regione, Ato 2 e Garante dei servizi idrici tutti i dati delle analisi dell’acqua, dal marzo 2007 ad oggi. Sono passati sei mesi e nessuna risposta è giunta dal gestore. La Carta del servizio idrico prevede un tempo massimo di risposta di 30 giorni lavorativi.
Ora è il comune che chiede i dati per tutta la città, su mandato preciso e chiaro del Consiglio comunale, sollecitato dal comitato acqua pubblica di Velletri. La tabella distribuita dall’assessore Moretti – in risposta a questa richiesta - presenta dati assolutamente parziali. A quelli già conosciuti – e divulgati solo dal Comitato acqua pubblica – si è aggiunta una sola ulteriore rilevazione risalente alla fine del 2008. Eppure Acea esegue le analisi tutti i giorni…

Perché, dunque, non sono forniti e divulgati TUTTI i dati?

Saremmo ovviamente felici se scoprissimo che il problema dell’eccesso di arsenico, vanadio e fluoro nell’acqua di Velletri fosse risolto.
Ci aspettiamo, quindi, dall’amministrazione comunale un atto di responsabilità amministrativa, che deve ai cittadini: chieda e divulghi pubblicamente tutti i dati in possesso di Acea e dell’Arpa sulla qualità delle acque distribuite a Velletri. Ci aspettiamo che il comune di Velletri renda questo servizio d’informazione e di tutela della salute permanente, con dati completi e continui.
Il comitato prosegue intanto la raccolta delle firme per presentare una delibera d’iniziativa popolare che dichiari l’acqua un bene non economico, la cui gestione sia garantita dal pubblico, sottraendola alla speculazione di società quotate in borsa.

Chi vuole firmare potrà farlo presso i banchetti che saranno presenti a piazza Cairoli e a piazza Mazzini, sabato 28 febbraio.

Inondiamoli di firme!

lunedì 9 febbraio 2009

Calendario raccolta firme

14 febbraio - Coop di Velletri (mattina e pomeriggio)
15 febbraio - Piazza Cairoli (mattina)
28 febbraio - Piazza Mazzini (mattina e pomeriggio)

Inondiamoli di firme!

martedì 25 marzo 2008

IL 5 APRILE ASSEMBLEA CITTADINA PER L'ACQUA PUBBLICA

Per discutere di acqua pubblica e di servizi pubblici locali, invitiamo tutta la popolazione ad una assemblea pubblica per Sabato 5 aprile 2008, ore 17, presso la Sala Micara (Corso della Repubblica, vicino a Porta Napoletana, Velletri).