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lunedì 27 giugno 2011

La risposta di Acea ai referendum: tagliare l’acqua a chi non può pagare

La vera faccia della gestione privata dell’acqua la stanno conoscendo
bene i cittadini di Velletri in questi caldi giorni di estate. Forse
scontenta del risultato del voto referendario, Acea Ato 2 Spa sta
mandando i tecnici a tagliare l’acqua alle famiglie in difficoltà
economica, che non sono in grado di saldare le bollette. Non guarda in
faccia a nessuno, Acea. Francesco C., quarant’anni, accudisce la madre
con una invalidità permanente. Vivono insieme in una casa popolare da
50 metri quadri e per loro l’acqua è vitale. La madre di Francesco
deve essere lavata più volte al giorno e non può rimanere con i
rubinetti a secco neanche poche ore. Nonostante questo, Acea ha
sigillato il contatore di questa famiglia di Velletri la scorsa
settimana.
Francesco C. aveva ricevuto una fattura da 1200 euro, dopo tre anni di
silenzio da parte del gestore idrico della provincia di Roma. Dal 2007
Acea ha emesso solo quest’unica fattura cumulativa, con una cifra
improponibile per una famiglia a basso reddito. Eppure il disciplinare
tecnico allegato alla convenzione di gestione obbliga Acea ad inviare
fatture almeno ogni sei mesi, a tutela delle persone più disagiate.
Nonostante questa palese violazione delle norme contrattuali, la
multinazionale romana ha sigillato il contatore, bollando come moroso
Francesco.
Questo caso non è isolato. Sono centinaia le famiglie di Velletri e
dei Castelli Romani che si trovano nell’impossibilità di pagare la
fornitura dell’acqua potabile, e che ora rischiano di vedersi
sigillare il contatore.
L’organizzazione mondiale della sanità ha stabilito già da anni che
tutte le persone hanno diritto ad almeno 50 litri di acqua al giorno,
soglia minima vitale. Il distacco dell’utenza idrica – quando i
cittadini si trovano in una situazione di difficoltà economica – è
un’evidente violazione di questo principio. Il tribunale di Latina già
diversi anni fa aveva stabilito che la clausola contrattuale relativa
alla sospensione della fornitura per morosità è vessatoria. In quel
caso l’ordinanza del giudice si riferiva ad Acqualatina, ma è chiaro
che questo principio debba valere per tutti i cittadini, tanto che è
stato richiamato dall’ufficio del garante regionale delle risorse
idriche della regione Lazio in una comunicazione inviata ad Acea lo
scorso anno. E di certo la situazione di queste famiglie non mette a
rischio l’equilibrio economico finanziario del gestore, visto che Acea
ha avuto un utile nel 2010 di 58,8 milioni di euro.
L’arroganza di Acea va fermata: nessuno può vivere senza acqua potabile.
Chiediamo quindi che il presidente dell’Autorità d’Ambito Nicola
Zingaretti si attivi immediatamente chiedendo la sospensione dei
distacchi nella provincia di Roma. Serve anche un atto di
responsabilità da parte dei sindaci, che – soprattutto dopo i 27
milioni di Si all’acqua pubblica – devono decidere da che parte stare.
Il sindaco di Velletri si limita a chiamare il gestore caso per caso
cercando di elemosinare piani di pagamento insostenibili. Eppure il
consiglio comunale aveva votato un anno fa una mozione d’indirizzo –
promossa dal Comitato acqua pubblica - che obbligava la giunta a
chiedere la revisione del regolamento di utenza, vincolando
l’eventuale distacco per morosità ad una decisione di una parte terza
(ad esempio il giudice di pace). Nonostante questo l’amministrazione
comunale di Velletri non ha mai chiesto che questo tema fosse discusso
in Assemblea dei Sindaci.

Forum italiano dei movimenti per l’acqua
Comitato romano acqua pubblica
Comitato acqua pubblica Velletri

martedì 24 maggio 2011

Appello al Pd di Velletri: non imbrattate gli spazi del referendum


Vi vorremmo nelle piazze, senza bandiere, con le associazioni, con i cittadini portando avanti insieme questa battaglia di civiltà con la forza e la convinzione di chi crede fino in fondo nei beni comuni. 

In queste ore i militanti (?) del Pd stanno girando la città, riempiendo di nuovo le plance dei referendum con i manifesti pro parcheggio multipiano. Un manifesto che nulla ha a che fare con i 4 referendum che si voteranno a giugno. I contenuti non li vogliamo affrontare in questo spazio, anche se abbiamo una chiara posizione su questo ecomostro. Vorremmo però evidenziare che quegli spazi non sono del Pd. 
I referendum sono frutto delle battaglie dei cittadini, con i partiti contro e l'appoggio generoso e radicale dei cittadini, molti dei quali elettori del partito democratico. Vi  chiediamo: perché non state distribuendo un solo volantino informando la popolazione sul voto del 12 e 13 giugno? Perché non attaccate i manifesti spiegando le vostre ragioni sul tema dell'acqua, del nucleare e del legittimo impedimento? Perché non destinate le vostre forze a difendere la popolazione che non riesce a pagare le bollette dell'acqua e che si vedono sigillare i contatori da Acea? Perché casi come quelli della famiglia con due bambini - che abbiamo raccontato nei giorni scorsi - che si è vista illegittimamente staccare l'acqua da Acea non ha visto la vostra ferma solidarietà?
Vi vorremmo nelle piazze, senza bandiere, con le associazioni, con i cittadini portando avanti insieme questa battaglia di civiltà con la forza e la convinzione di chi crede fino in fondo nei beni comuni. 
Dietro a questi referendum ci sono 1 milione e quattrocento mila firma; ci sono persone dello spessore di Stefano Rodotà e padre Alex Zanotelli; ci sono le battaglie di centinaia di comitati presenti in tantissimi comuni italiani; c'è la voglia irrefrenabile di democrazia che viene dal basso; c'è, infine e riguarda anche voi, il riscatto delle democrazie locali. 
E' il punto di partenza per ricostruire il nostro paese. E la democrazia si rafforza anche nei piccoli gesti, anche evitando di occupare con prepotenza gli spazi che non vi appartengono.

lunedì 21 giugno 2010

Velletri. Il comune dice no ai tagli dell'acqua!

Car*,
oggi il consiglio comunale di Velletri ha votato all'unanimità la mozione, presentata da Sinistra arcobaleno e concordata con il Comitato acqua pubblica, dove viene dato mandato al Sindaco ad agire a tutela dei cittadini di fronte ai distacchi dell'acqua operati da Acea. Viene inoltre dato mandato specifico per chiedere in conferenza dei Sindaci di emendare il regolamento idrico eliminando la possibilità per Acea di tagliare l'acqua per morosità, senza prima passare per un Tribunale. Ora la mozione approvata verrà notificata a tutti comuni dell'Ato 2.


E' un granello nell'ingranaggio molto, molto importante. Immaginate che nel 2008 solo nel Comune di Roma Acea ha tagliato 70.000 utenze per morosità. Immaginate se per ognuna di esse doveva passare prima da un giudice di pace per ottenere l'autorizzazione al distacco...

martedì 1 giugno 2010

Il garante regionale per le risorse idriche: Acea deve fermare i distacchi dell’acqua


Lunedì scorso il comitato acqua pubblica di Velletri ha incontrato il Garante regionale per le risorse idriche, ingegner Gubernale, per discutere quanto sta avvenendo nella gestione dell’acqua nella nostra città. La richiesta del Comitato di sospendere i distacchi dell’acqua per chi ha contestato la bolletta è stata pienamente accolta dall’ufficio del Garante, che questa mattina ha inviato una comunicazione formale al gestore Acea, all’autorità d’ambito dell’Ato 2 e alla segreteria tecnica operativa.
Il Garante ha tra l’altro ricordato correttamente come la clausola che prevede la sospensione dell’acqua da parte dei gestori privati sia già stata dichiarata nel 2006 vessatoria da parte del Tribunale civile di Latina. Un provvedimento importante, vista la natura del bene.
Ora chiediamo che lo stesso passo sia fatto dal Comune di Velletri, che, tra l’altro, fa parte dell’organo principale dell’Autorità d’Ambito, la Conferenza dei Sindaci.
Il Comitato acqua pubblica di Velletri ha inviato copia della comunicazione del Garante al Sindaco di Velletri e al Comando vigili urbani di Velletri, chiedendo che l’amministrazione si faccia garante dei diritti dei cittadini.
Chiediamo infine che il consiglio comunale discuta con la massima urgenza la mozione presentata la scorsa settimana dal consigliere Sergio Andreozzi, che invita alla giunta a chiedere a sua volta la sospensione dei distacchi per chi ha contestato la bolletta di Acea.

Invitiamo tutta la popolazione a partecipare alla quarta assemblea del Comitato Acqua pubblica di Velletri, prevista per sabato 5 giugno alle ore 17, presso la sede di Velletri cinque stelle, via Lata 50.

martedì 23 marzo 2010

Acea veloce per chiedere i soldi, lenta per rispondere ai cittadini

Non applicando la tariffa di Roma per il 2008 e il 2009 solo a Velletri Acea potrebbe incassare circa 2,5 milioni di euro in più. E così la società preferisce pagare società di recupero credito, spaventando i cittadini, invece di applicare la tariffa corretta. Il Sindaco Servadio ha assicurato al comitato e ai cittadini che nessuna utenza dell’acqua sarà tagliata prima della risoluzione della vertenza.

La prima fase della “guerra” di Acea contro i cittadini di Velletri che hanno contestato la tariffa è iniziata. Molte famiglie - che hanno correttamente già pagato quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Sindaco di Velletri - hanno ricevuto le prime telefonate dai call-center.
Ricordiamo che più di quattrocento famiglie di Velletri hanno in questi mesi contestato formalmente la bolletta di Acea per il 2008 e il 2009, basata su tariffe difformi rispetto a quanto è scritto nei patti contrattuali. L’Assemblea dei Sindaci del dicembre del 2002 aveva infatti deliberato l’applicazione dell’articolazione tariffaria in vigore a Roma nei comuni della provincia, a partire dall’anno successivo a quello di inizio della gestione di Acea. Questa norma - che è vincolante per il gestore - è stata recepita e sottoscritta anche nel verbale di consegna del sistema idrico, firmato dal Comune di Velletri nel novembre del 2006.
Nonostante questo Acea Ato 2 ha imposto la vecchia tariffa comunale - ben più alta e strutturata per colpire i bassi consumi - ignorando di fatto la delibera del 2002 per gli anni 2008 e 2009. I cittadini di Velletri hanno così deciso di contestare le fatture - ritenute illegittime - e di pagare solo quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma.
Per avere un esempio dell’impatto dell’errata tariffa, una famiglia con un consumo medio d’acqua (150 mc/anno), pagherebbe con la tariffa di Roma circa 60 euro, contro i 150 euro fatturati da Acea; un negozio con un basso consumo d’acqua, pagherebbe circa 120 euro, contro i 350 fatturati da Acea.
Acea Ato 2 ha iniziato a rispondere ai reclami con sei mesi di ritardo, rispetto ai tempi previsti dalla Carta dei Servizi. Non solo. La risposta riconferma quanto già sapevamo: il gestore applica la tariffa decisa dall’assemblea dei sindaci. Ed ha ragione. Come già detto l’applicazione dell’articolazione tariffaria di Roma a Velletri era stata già deliberata dai Sindaci dell’Ato 2 otto anni fa. Chi, dunque, non sta rispettando i patti? Di certo non i cittadini.
Acea sta ora cercando di forzare la mano nei confronti degli utenti. Prima ha spedito le lettere minacciando il distacco dell’utenza, ancor prima di inviare la risposta ai reclami. Ha poi affidato il “recupero del credito” ad alcune aziende private: la Cribis Teleservice di Bologna (capofila di un’Ati con la Ari.Tel. srl), la Euro Service srl (capofila di un’Ati con Caldani Irrigazioni srl), di Piedimonte Matese e la So.Ge.C. (in Ati con la So.Ge.C. Service srl), di Morlupo. Secondo quanto stabilito dall’appalto - aggiudicato nel 2009 - queste società si occuperanno di chiamare al telefono gli utenti considerati morosi e di procedere ai distacchi delle utente idriche.

Vediamo, dunque, nel dettaglio chi sono queste società, pagate con i soldi dei cittadini:
  • Cribis Teleservice di Bologna - Società controllata dalla Cribis Holding, colosso del recupero crediti.
  • Ari.Tel. srl - Società di costruzioni originaria di Latina, oggi con sede in Ariccia. L’amministratore delegato e unico socio è il palermitano Salvatore Russo.
  • Euro Service srl - Amministratore delegato è Antonio Persici. Ha sede a Roma e a Reggio Calabria. Ben nota ad Aprilia, dove ha esercitato la “riscossione dei crediti” per conto di Acqualatina. Senza molto successo, a onor del vero. Anche ad Aprilia i call center chiamavano i cittadini a casa, in orari serali, intimando pagamenti non dovuti e inviando lettere senza valore legale. Tre mesi fa il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini che avevano contestato la bolletta di Acqualatina.
  • Caldani Irrigazioni srl - Società amministrata da Paolo Caldani (amministratore unico, socio e direttore tecnico). Secondo diverse fonti giornalistiche (Ansa e alcuni giornali locali del Nord), Paolo Caldani sarebbe stato indagato dalla Procura di Aosta per truffa ai danni della Regione Val D’Aosta nel 2007. L’accusa - secondo quanto riportato dall’Ansa - sarebbe “di aver intascato quasi 200 mila euro per lavori che non sono mai stati effettuati”. Ad oggi non sappiamo a che punto si trovi l’indagine.
  • So.Ge.C. srl - Società originaria di Morlupo (Roma).
  • Società d'Alessandro Lavori S.R.L. - società di costruzioni di Aversa, in provincia di Caserta. Gestisce molti lavori in campo idrico, soprattutto nel centro sud. Amministratore e Direttore tecnico (e socio) è Giuseppe D’Alessandro, originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta).
La risposta opportuna e gentile che alcuni cittadini hanno dato ai telefonisti è stata di inviare la richiesta di pagamento per posta. Meno gentile la replica delle società incaricate di riscuotere: vi mandiamo gli esattori a casa.
Ricordiamo che il Sindaco di Velletri ha già scritto ad Acea chiedendo di non procedere con i distacchi fino alla risoluzione della vertenza. Lo ricordiamo soprattutto alle società private contrattate da Acea per effettuare questo servizio. E non è certo una risposta vaga del gestore a risolvere la questione. Quello che chiediamo ora è un intervento della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, che avrebbe dovuto già da tempo imporre l’applicazione della tariffa di Roma anche per la città di Velletri ad Acea. E serve un intervento immediato anche del Sindaco di Velletri Fausto Servadio, in qualità di componente dell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2, per costringere il gestore a rispettare le delibere, atti vincolanti dal punto di vista legale.
Riteniamo quindi assolutamente illegittime le richieste che stanno provenendo dai call center delle società di recupero crediti contrattate da Acea. Suggeriamo a tutti i cittadini che hanno contestato la bolletta e pagato la cifra corretta dell’acqua, calcolata secondo la tariffa di Roma, di ignorare queste chiamate.

Il comitato acqua pubblica vigilerà attentamente sul comportamento delle aziende incaricate da Acea per il recupero dei crediti e per i distacchi: ogni eventuale abuso o comportamento che viola le norme contrattuali verrà subito denunciato.

Il comitato si riunisce il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

--
Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

venerdì 12 marzo 2010

Lettera aperta al consiglio comunale di Velletri



Cari consiglieri,

inizia male, molto male la gestione dell’assessorato ai rapporti con Acea, affidato a Rolando Pocci, che già aveva la delega per l’urbanistica nel territorio massacrato dal cemento di Velletri. Questa mattina abbiamo letto il resoconto sui settimanali locali della conferenza stampa tenuta dall’assessore Pocci.
Vogliamo mettere da parte l’attacco a testa bassa lanciato da Pocci contro il comitato acqua pubblica di Velletri, anche perché gratuito e immotivato. Non abbiamo, infatti, mai incontrato l’assessore che, evidentemente, non è interessato a sentire le ragioni dei cittadini, ma solo quelle della multinazionale Acea, che ha appena contratto un debito di 500 milioni con istituti finanziari. In questo senso vorremmo ricordare che il partito di cui Pocci è espressione, il Pd, da qualche mese sta attaccando duramente la gestione Acea e il sindaco di Roma, Alemanno, che è il principale azionista. Vorremmo ricordare che Acea sta andando verso una totale privatizzazione, che comporterà il netto peggioramento delle condizioni dell’acqua e l'innalzamento delle tariffe. Temi che sembrano poco interessare a Pocci.
Ci preme però sottolineare - anche a tutela delle 450 famiglie di Velletri che fanno riferimento al comitato, un numero in costante aumento - la gravità di alcune affermazioni:

1. “Da come si comportano sembrerebbe che noi siamo i nemici, noi vogliamo collaborare con loro ma nel rispetto delle leggi e dei rapporti di cortesia con l’Acea”.

Non abbiamo un nemico ma l’obiettivo - da sempre dichiarato - di una gestione dell’acqua democratica, equa e solidale. L’acqua è un bene sacro, per chi crede, e fondamentale all’esistenza della stessa vita. Non è un bene mercificabile, come la stessa unione europea ha più volte affermato. Noi non attacchiamo, ma difendiamo i cittadini più deboli, quelle famiglie con reddito minimo che stanno ricorrendo a prestiti per pagare bollette carissime, basate su una tariffa illegittima. In questo senso non si può essere servo di due padroni: o si è accanto ai cittadini, o si è subalterni agli interessi finanziari che governano in questo momento Acea. Una società, lo ricordiamo, quotata in borsa, senza nessun rapporto storico, culturale o sociale con la nostra città.
Noi abbiamo sempre rispettato la legge. Anzi, siamo stati noi a studiare con cura le migliaia di pagine di documentazione contrattuale, come ben sa il consiglio comunale che ha - trasversalmente - elogiato il lavoro del comitato.
Per quanto riguarda la cortesia l’abbiamo sempre avuta con le persone. Lo stesso non è avvenuto da parte di alcuni dirigenti Acea che hanno in passato commentato, davanti a esponenti del comitato: “A Velletri ci avete rotto le palle, adesso stacchiamo l’acqua a tutti”.

2. “Il comitato qui a Velletri fa un servizio di allarmismo continuo”.

Fino ad ora abbiamo fatto un servizio che ha sostituito il dovere istituzionale del Comune. Ricordiamo che le prime osservazioni presentate dall’ex assessore Moretti ad Acea sono state elaborate dal comitato acqua pubblica, che gratuitamente ha impiegato ore e ore nello studio della situazione idrica. Cosa ha invece fatto l’assessorato alle risorse idriche? E’ più di un anno che attendiamo la pubblicazione dei dati della qualità dell’acqua e vogliamo ricordare che il responsabile - anche dal punto di vista giuridico - della salute della città è il Sindaco. Noi abbiamo sollevato il problema della contaminazione da arsenico, basandoci sui dati ufficiali di Acea e dell’Arpa Lazio. Se c’è allarmismo questo è dunque venuto dal gestore e dagli ufficiali sanitari, visto che i dati da noi diffusi sono sempre certificati e inoppugnabili. Dire che abbiamo fatto allarmismo, significa accusarci di aver dato dati falsi: caro assessore, la diffamazione è un reato.
La domanda è una sola: a Velletri - come nell’intero territorio dei Castelli romani - c’è o no un superamento dei limiti di legge (cosa ben differente dalla deroga, per chi ha studiato un po’ d’italiano) sulla concentrazione di arsenico, vanadio e fluoruro? Questa concentrazione è dannosa o no per la salute umana, secondo la letteratura medica? Da quanti anni la popolazione è esposta a questa contaminazione? I minori di 14 anni possono o no bere l’acqua che esce dai rubinetti? Le industrie locali possono o no utilizzare l’acqua per la produzione di alimenti destinati alla commercializzazione? Il gestore sta informando correttamente la popolazione, come prevede il decreto di deroga e la legge quadro sull’ambiente (articolo 154 Dlgs. 152/2006)?.

3. “Con certezza e sicurezza rassicuriamo tutti nostri cittadini che l’acqua che esce dai rubinetti rispetta la deroga europea”

La “deroga europea” citata da Pocci è la direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Consigliamo vivamente all’assessore di leggerla prima di citarla. All’articolo 5 la direttiva prevede che, in caso di superamento dei limiti di legge (per l’arsenico tale limite è di 10 microgrammi/litro), “i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti correttivi supplementari da adottare” e che “siano prese misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio”. All’articolo 7 si legge poi: “Sia ove si verifichi, sia ove non si verifichi un superamento dei valori di parametro, gli Stati membri provvedono affinché la fornitura di acque destinate al consumo umano che rappresentano un potenziale pericolo per la salute umana sia vietata o ne sia limitato l'uso ovvero siano presi altri provvedimenti a tutela della salute umana”.
L’articolo 9 tratta l’argomento deroghe. La deroga può essere data per un periodo di tre anni. Eccezionalmente la durata può essere estesa fino a tre rinnovi, per un totale di nove anni, previo consenso della commissione europea. Il principio è chiaro: la somministrazione di dosi fuori norma di arsenico, vanadio e fluoruro non può avvenire per lunghi periodi, pena l’esposizione della popolazione a un elevato rischio. La domanda è: da quanti anni beviamo acqua contaminata? Se è vero che la deroga è entrata in vigore nel 2009, è da tempo immemorabile che la popolazione è esposta - senza saperlo - a quantità elevate di arsenico, vanadio e fluoruro. Viene così meno quel principio di precauzione e di tutela della salute che deve prevalere sempre.
L’altro principio fondamentale della deroga è l’informazione della popolazione. Acea, la Asl e il Comune di Velletri hanno preparato il testo della lettera inviata ai cittadini e pubblicato lo scorso anno con manifesti. Secondo i medici di Medicina democratica questa comunicazione è:

parziale perché nasconde la vera informazione prevista per Legge dalla Comunità Europea: la popolazione non è mai stata informata nei modi e nei tempi previsti dalla Legge in vigore dal dicembre del 2003;
falsa perché volutamente fa credere alla popolazione che i danni attesi da questi tossici siano quelli acuti, quando tutta la letteratura scientifica mondiale (e la legislazione europea) lancia da sempre l’allarme sui danni non tanto per l’esposizione acuta, quanto piuttosto a distanza per contaminazione cronica. Il vero rischio dell’ìnquinamento è cronico, infatti la UE prevede un limite massimo dell’As a 10 microgrammi litro e l’OMS sta pensando di abbassarlo ulteriormente in quanto l’Arsenico è in classe 1 per i tumori (= rischio massimo); inoltre non è previsto da nessuna Legge che i cittadini dei territori vulcanici debbano per forza bere acqua arsenicata;
illegale perché realizzato non secondo i criteri previsti dalla Legge italiana ed europea in merito alle comunicazioni sul tema da riservare ai cittadini;
illegittima in quanto l’Italia ha preso un impegno etico solenne aderendo, come Paese che fa parte dell’ONU, al Patto del CESCR

4. L’assessore Pocci sostiene che il comitato invita i cittadini a non pagare le bollette

Peccato che l’assessore non abbia mai speso un minuto della sua fitta agenda - gestire anche l’urbanistica deve essere un impegno gravoso - per venire al comitato acqua pubblica. Avrebbe potuto almeno leggere i reclami formali inviati da 450 famiglie con l’aiuto del comitato e recapitati anche all’amministrazione comunale. I cittadini pagano l’acqua e nessuno può permettersi di definirli morosi. Il comitato aiuta le famiglie a ricalcolare la fattura di Acea per il 2008 e il 2009 suggerendo di contestare e pagare secondo l’articolazione tariffaria di Roma. A quel punto le persone vanno alla posta e versano la cifra corretta, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Comune. Aiutiamo poi le famiglie che hanno ricevuto cifre altissime - anche 3000 euro - da pagare in tre mesi per una mancanza grave di Acea, la quale non ha rispettato sempre l’obbligo di effettuare almeno una lettura all’anno, come previsto dal disciplinare tecnico del contratto. Anche in questi casi le famiglie che si rivolgono al comitato chiedono una rateizzazione congrua e sostenibile al gestore.
Esiste poi il caso di famiglie che - per reddito - non sono in grado di pagare le bollette, anche ricalcolate con l’articolazione tariffaria di Roma. E’ un problema che dovrà prima o poi essere affrontato, vista la crisi economica e il disastro sociale in cui versa la nostra città. Domandiamo all’informatissimo Pocci: in questi casi lei è d’accordo con il taglio dell’acqua che sta minacciando Acea? Come potrà vivere una famiglia con figli senza acqua corrente? Ci penserà il comune ad aiutare questi casi? Perché su questo tema siamo soli? Dov’è quello spirito di giustizia sociale che dovrebbe animare il suo partito? Perché non è stata applicata la tariffa sociale prevista per legge? Perché l’assessore e la giunta non hanno mai fatto una battaglia su questo punto? Siete disposti a farlo?

Cari consiglieri comunali, vi chiediamo un gesto di orgoglio e di civiltà. Vi chiediamo di stare a fianco dei cittadini, di non criminalizzare i comitati spontanei, di combattere insieme la battaglia per la difesa dei beni comuni. Riportate i temi concreti della famiglie di Velletri nel consiglio e non fatevi abbagliare dalle lucciole delle multinazionali. Riscoprite i valori veri della politica: difendere i beni comuni, la democrazia e la giustizia sociale.
Vi invitiamo, anche per questi motivi, a partecipare alla manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma per la ripubblicizzazione dell’acqua e la difesa dei beni comuni, organizzata dal Forum nazionale dei movimenti per l’acqua, con l’appoggio di un centinaio di associazioni del mondo cattolico - come Pax Christi - dell’ambientalismo - Legambiente e Wwf - del mondo sindacale - la Cgil funzione pubblica -. Sarebbe straordinario avere il gonfalone della nostra città insieme agli altri comuni che ufficialmente parteciperanno.


Velletri, 12 marzo 2010

Comitato acqua pubblica

giovedì 4 marzo 2010

Acea veloce per chiedere i soldi, lenta per rispondere ai cittadini

Non applicando la tariffa di Roma per il 2008 e il 2009 solo a Velletri Acea potrebbe incassare circa 2,5 milioni di euro in più. E così la società preferisce pagare società di recupero credito, spaventando i cittadini, invece di applicare la tariffa corretta. Il Sindaco Servadio ha assicurato al comitato e ai cittadini che nessuna utenza dell’acqua sarà tagliata prima della risoluzione della vertenza.

La prima fase della “guerra” di Acea contro i cittadini di Velletri che hanno contestato la tariffa è iniziata. Molte famiglie - che hanno correttamente già pagato quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Sindaco di Velletri - hanno ricevuto le prime telefonate dai call-center.
Ricordiamo che più di quattrocento famiglie di Velletri hanno in questi mesi contestato formalmente la bolletta di Acea per il 2008 e il 2009, basata su tariffe difformi rispetto a quanto è scritto nei patti contrattuali. L’Assemblea dei Sindaci del dicembre del 2002 aveva infatti deliberato l’applicazione dell’articolazione tariffaria in vigore a Roma nei comuni della provincia, a partire dall’anno successivo a quello di inizio della gestione di Acea. Questa norma - che è vincolante per il gestore - è stata recepita e sottoscritta anche nel verbale di consegna del sistema idrico, firmato dal Comune di Velletri nel novembre del 2006.
Nonostante questo Acea Ato 2 ha imposto la vecchia tariffa comunale - ben più alta e strutturata per colpire i bassi consumi - ignorando di fatto la delibera del 2002 per gli anni 2008 e 2009. I cittadini di Velletri hanno così deciso di contestare le fatture - ritenute illegittime - e di pagare solo quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma.
Per avere un esempio dell’impatto dell’errata tariffa, una famiglia con un consumo medio d’acqua (150 mc/anno), pagherebbe con la tariffa di Roma circa 60 euro, contro i 150 euro fatturati da Acea; un negozio con un basso consumo d’acqua, pagherebbe circa 120 euro, contro i 350 fatturati da Acea.
Acea Ato 2 ha iniziato a rispondere ai reclami con sei mesi di ritardo, rispetto ai tempi previsti dalla Carta dei Servizi. Non solo. La risposta riconferma quanto già sapevamo: il gestore applica la tariffa decisa dall’assemblea dei sindaci. Ed ha ragione. Come già detto l’applicazione dell’articolazione tariffaria di Roma a Velletri era stata già deliberata dai Sindaci dell’Ato 2 otto anni fa. Chi, dunque, non sta rispettando i patti? Di certo non i cittadini.
Acea sta ora cercando di forzare la mano nei confronti degli utenti. Prima ha spedito le lettere minacciando il distacco dell’utenza, ancor prima di inviare la risposta ai reclami. Ha poi affidato il “recupero del credito” ad alcune aziende private: la Cribis Teleservice di Bologna (capofila di un’Ati con la Ari.Tel. srl), la Euro Service srl (capofila di un’Ati con Caldani Irrigazioni srl), di Piedimonte Matese e la So.Ge.C. (in Ati con la So.Ge.C. Service srl), di Morlupo. Secondo quanto stabilito dall’appalto - aggiudicato nel 2009 - queste società si occuperanno di chiamare al telefono gli utenti considerati morosi e di procedere ai distacchi delle utente idriche.

Vediamo, dunque, nel dettaglio chi sono queste società, pagate con i soldi dei cittadini:
  • Cribis Teleservice di Bologna - Società controllata dalla Cribis Holding, colosso del recupero crediti.
  • Ari.Tel. srl - Società di costruzioni originaria di Latina, oggi con sede in Ariccia. L’amministratore delegato e unico socio è il palermitano Salvatore Russo.
  • Euro Service srl - Amministratore delegato è Antonio Persici. Ha sede a Roma e a Reggio Calabria. Ben nota ad Aprilia, dove ha esercitato la “riscossione dei crediti” per conto di Acqualatina. Senza molto successo, a onor del vero. Anche ad Aprilia i call center chiamavano i cittadini a casa, in orari serali, intimando pagamenti non dovuti e inviando lettere senza valore legale. Tre mesi fa il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini che avevano contestato la bolletta di Acqualatina.
  • Caldani Irrigazioni srl - Società amministrata da Paolo Caldani (amministratore unico, socio e direttore tecnico). Secondo diverse fonti giornalistiche (Ansa e alcuni giornali locali del Nord), Paolo Caldani sarebbe stato indagato dalla Procura di Aosta per truffa ai danni della Regione Val D’Aosta nel 2007. L’accusa - secondo quanto riportato dall’Ansa - sarebbe “di aver intascato quasi 200 mila euro per lavori che non sono mai stati effettuati”.
    NOTA: in data 21 giugno 2010 il difensore di Paolo Caldani e Nicola Marsico ci ha comunicato che i suoi assistiti sono stati assolti con formula piena dal Tribunale di Aosta.
  • So.Ge.C. srl - Società originaria di Morlupo (Roma).
  • Società d'Alessandro Lavori S.R.L. - società di costruzioni di Aversa, in provincia di Caserta. Gestisce molti lavori in campo idrico, soprattutto nel centro sud. Amministratore e Direttore tecnico (e socio) è Giuseppe D’Alessandro, originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta).
La risposta opportuna e gentile che alcuni cittadini hanno dato ai telefonisti è stata di inviare la richiesta di pagamento per posta. Meno gentile la replica delle società incaricate di riscuotere: vi mandiamo gli esattori a casa.
Ricordiamo che il Sindaco di Velletri ha già scritto ad Acea chiedendo di non procedere con i distacchi fino alla risoluzione della vertenza. Lo ricordiamo soprattutto alle società private contrattate da Acea per effettuare questo servizio. E non è certo una risposta vaga del gestore a risolvere la questione. Quello che chiediamo ora è un intervento della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, che avrebbe dovuto già da tempo imporre l’applicazione della tariffa di Roma anche per la città di Velletri ad Acea. E serve un intervento immediato anche del Sindaco di Velletri Fausto Servadio, in qualità di componente dell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2, per costringere il gestore a rispettare le delibere, atti vincolanti dal punto di vista legale.
Riteniamo quindi assolutamente illegittime le richieste che stanno provenendo dai call center delle società di recupero crediti contrattate da Acea. Suggeriamo a tutti i cittadini che hanno contestato la bolletta e pagato la cifra corretta dell’acqua, calcolata secondo la tariffa di Roma, di ignorare queste chiamate.

Il comitato acqua pubblica vigilerà attentamente sul comportamento delle aziende incaricate da Acea per il recupero dei crediti e per i distacchi: ogni eventuale abuso o comportamento che viola le norme contrattuali verrà subito denunciato.

Il comitato si riunisce il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

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Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

giovedì 3 dicembre 2009

A Zingonia è iniziata la guerra

Tutti i cambiamenti iniziano dagli ultimi. Se poi si tratta della privatizzazione dell’acqua, le nuove regole del governo riguardano gli ultimi tra gli ultimi. Questa mattina a Zingonia - in provincia di Bergamo - è partita la battaglia più turpe di questo governo, con il taglio della fornitura idrica per 150 famiglie. Le prime vittime sono centinaia di migranti, che abitano il condominio Athena, palazzi che fino agli anni ’80 ospitavano i “terroni”, ed oggi sono il rifugio per gli stranieri che nel profondo nord nessuno vorrebbe come vicino. Donne e uomini sfruttati di giorno e costretti, ora, a sperimentare per primi la gestione privata dell’acqua.I bambini ieri si sono dovuti lavare all’aperto nelle due fontanelle pubbliche aperte da A2A per “le esigenze vitali”. I sanitari non funzionano più, creando una situazione drammatica in una zona già degradata. L’operazione di A2A - la stessa società, è bene ricordarlo, che gestisce l’inceneritore di Acerra - è in realtà la prima fase di una vera e propria pulizia etnica e sociale della zona, che è entrata nelle mire degli speculatori finanziari. Prima hanno mandato i provocatori fascisti della Lega - Borghezio e altri squadristi - che hanno creato un po’ di baccano e tanta propaganda. Poi hanno preparato i progetti di “riqualificazione”, nel senso di cacciare le famiglie e preparare il terreno ai palazzinari della Lombardia da bere. Ora - per terminare il lavoro - hanno deciso di assetare il nemico, di farlo rimanere senza un bagno, di rendere insopportabile la vita. Servirà una reazione chiara da parte del movimento per i beni comuni, anche perché iniziano dai migranti, ma arriveranno nelle nostre case. E forse sarà già troppo tardi.
Andrea Palladino

lunedì 2 novembre 2009

Al comune per bloccare le minacce di distacchi di acea

Care e Cari, sono state decise dall'assemblea cittadina del 31 ottobre azioni molto importanti per contrastare l'atteggiamento di acea. Il 06 novembre prossimo saremmo in Comune chiedendo all'amministrazione che intervenga per bloccare le minacce di distacco di acea.
Sieti tutti invitati dunque, venerdì 6 novembre alle 0re 12.00 al comune.