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venerdì 6 aprile 2012

Invito Assemblea tra Comuni, Cittadini e Comitati per l’Acqua dei Castelli Romani



Il 13 aprile alle ore 17.00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Genzano si terrà la Seconda Assemblea tra Comuni, Cittadini e Comitati per l’acqua dei Castelli Romani.

Molti gli argomenti in discussione: il nuovo Regolamento del sistema idrico integrato proposto dalla Provincia; la revisione della tariffa dopo il referendum dello scorso anno; la qualità del servizio di Acea Ato 2 e le penali da applicare per gli anni passati; i possibili aumenti delle bollette, che verranno proposti durante la prossima conferenza dei sindaci. Una serie di decisioni che colpirebbero pesantemente i cittadini.

In questa occasione tutto il territorio potrà presentare le proposte da essere poi portate dai Comuni alla Conferenza dei Sindaci prevista per il 17 aprile (presso la sede della Provincia di Roma).

Partecipate numerosi perché si scrive acqua ma si legge democrazia!
Più informazioni:

mercoledì 4 aprile 2012

La provincia di Roma e Acea preparano la guerra dell’acqua Il nuovo regolamento degli orrori pronto per essere votato dai sindaci


COMUNICATO STAMPA

La provincia di Roma e Acea preparano la guerra dell’acqua
Il nuovo regolamento degli orrori pronto per essere votato dai sindaci

Sta circolando in queste ore la bozza del nuovo regolamento di utenza di Acea Ato 2 spa, che verrà presentato alla prossima conferenza dei Sindaci. Una serie di norme che rafforza il potere di Acea di tagliare l’acqua unilateralmente, lasciando centinaia di famiglie a basso reddito senza un servizio essenziale, creando una situazione di possibile emergenza sanitaria senza precedenti.

Il nuovo regolamento è un vero scempio del principio di diritto all’acqua, dove la mercificazione - quella vera, quella che viene pesata a suon di euro - prevale rispetto al voto chiaro di milioni di cittadini della provincia di Roma. Un documento elaborato dalla Segreteria tecnica operativa diretta dall’ingegner Sandro Piotti, pagata con i soldi delle bollette dei cittadini, che - prima di ogni altra cosa - dovrebbe prendere atto del risultato referendario. Invece si va in direzione opposta.

All’articolo E.1.6 la bozza del regolamento continua a mantenere la pratica del distacco per morosità, su decisione unilaterale del gestore. Anzi, rispetto al regolamento attuale, il taglio dell’acqua per chi non è in grado di pagare le tariffe illegittime di Acea - tali sono, visto che continuano a mantenere il profitto eliminato dai referendum e si basano su un calcolo che non tiene conto del parametro di qualità - ne esce rafforzato.

Non solo Acea continuerà a mantenere il diritto unilaterale di tagliare l’acqua a chi vuole: nel nuovo regolamento si prevede poi “la piombatura” e “la rimozione del contatore” a discrezione del gestore. Un’azione che fisicamente tende ad eliminare il diritto di accesso all’acqua potabile.

Le conseguenze sono evidenti. Migliaia di famiglie oggi nella provincia di Roma non riescono a pagare le tariffe dell’acqua, che hanno subito aumenti vertiginosi negli ultimi tre anni. Secondo una recente ricerca di Sant’Egidio, nel territorio della provincia di Roma risiedono circa 100 mila cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà, che mai potranno pagare le bollette Acea. Molto spesso abitano in case senza avere titoli legittimi, ospitati, o con situazioni famigliari complesse, fattori che possono rendere burocraticamente difficile l‘accesso alle tariffe sociali. Ci sono poi i casi - di certo non rari - della famiglie che si trovano ad affrontare un periodo temporaneo di difficoltà economica, non riuscendo - visto l’attuale regolamento - a richiedere in tempo l’applicazione della tariffa sociale. Si tratta di casi non rarissimi, che oggi rischiano concretamente di non poter più bere, di non poter cucinare, di non potersi lavare. C’è poi il caso dei cittadini che - legittimamente - hanno contestato le bollette per tariffe applicate in maniera erronea dal gestore (circa 500 famiglie solo nel comune di Velletri) che sono ora in attesa del giudizio di merito dei magistrati.

Ricordiamo a tutti che il Tribunale di Latina, anche per i motivi esposti, ha dichiarato nei mesi scorsi vessatoria - e quindi illegale - la clausola del regolamento idrico dell’Ato 4 che prevede il distacco per morosità. Correttamente i magistrati hanno sottolineato che prima di esercitare un’azione di forza di questa portata, il gestore deve obbligatoriamente richiedere la valutazione di una parte terza, come, ad esempio, il giudice di pace. Se questo principio giuridico vale per la provincia di Latina, non capiamo perché non possa essere applicato in tutta la regione Lazio. Un punto, questo, sul quale chiediamo un pronunciamento urgente e pubblico del presidente Zingaretti.

Acea con il nuovo regolamento di utenza riceverebbe poi poteri di accesso alle abitazioni private dei cittadini che non sono concessi neanche alle forze dell’ordine. Il gestore potrà entrare nelle proprietà private senza preavviso per controllare contatori che - per legge - non sono di sua proprietà. La titolarità degli acquedotti fino al misuratore è infatti dei Comuni, mentre Acea ha esclusivamente una concessione che le permette di utilizzare la rete, contatori compresi. L’enorme potere che la bozza di regolamento dunque concede al gestore è sproporzionata e non rispetta il principio costituzionale della proprietà pubblica del sistema idrico.

La bozza dei nuovo regolamento d’utenza contiene poi principi inaccettabili, che comporteranno elevati costi per molte famiglie. Al punto B1.5 si prevede la facoltà per Acea di installare riduttori di pressione nelle zone dove arriva poca acqua (gran parte dei Castelli romani, ad esempio). La spesa per la vasca di accumulo - necessaria per poter usare l’acqua dopo l’installazione dei riduttori - sarà a carico dei “clienti”, che dovranno esborsare migliaia di euro per i lavori di adeguamento degli impianti idrici. In sostanza Acea dove non è riuscita a risolvere la mancanza dell’acqua - dove sono finiti i grandi investimenti promessi? - spenderà pochi centesimi per ridurre il flusso, caricando i costi delle vasche e delle pompe alle famiglie.

Il nuovo regolamento degli orrori è ricco di sorprese. Se la punizione per chi ritarda il pagamento è alta - rescissione del contratto - quasi nulla accade quando Acea non rispetta i parametri minimi di servizio. L’articolo B1.7, ad esempio, prevede qualche euro di rimborso - “senza altro indennizzo di sorta” - in caso di interruzione del servizio per un periodo superiore ai 15 giorni.

Chiediamo a questo punto una presa di posizione ferma e chiara da parte dei Sindaci, che nei prossimi giorni saranno chiamati a discutere questa bozza di Regolamento di utenza. Votare queste norme significherà firmare una cambiale in bianco ad Acea, aprendo le porte ad una vera e propria guerra dell’acqua, con pattuglie di tecnici inviati nelle case dei cittadini più bisognosi armati di sigilli e tagliatubi. Chiediamo poi una parola di chiarezza al presidente della provincia Nicola Zingaretti che subito dopo il risultato del referendum commentò: “I cittadini hanno avuto una grande capacità di giudizio e hanno compreso l’importanza che questo voto avrebbe avuto per il futuro imminente del nostro Paese”. Ora è arrivato il momento della verità: da che parte si schiererà la politica? Con le grandi multinazionali o a fianco dei cittadini?

Coordinamento Comitati Castelli Romani per l'acqua pubblica
(Albano Laziale, Ariccia, Cave, Ciampino, Frascati. Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Rocca Priora, Velletri)

Informazioni:

lunedì 13 dicembre 2010

Il 14 DICEMBRE CONFERENZA SINDACI ATO 2 ROMA. CHE FINE HA FATTO L'ARSENICO?

Il presidente della provincia di Roma - in qualità di presidente dell'autorità d'ambito Ato 2 - ha  convocato la conferenza dei sindaci per il prossimo 14 dicembre alle ore 10 presso la Sala Di Liegro della Provincia di Roma, via IV Novembre 119/a.
La conferenza dei sindaci è l'organismo che dovrebbe decidere la programmazione degli interventi per quanto riguarda la gestione dell'acqua nella provincia di Roma. Dunque, quale migliore luogo per discutere della questione arsenico? In realtà domani i sindaci, Acea, il commissario straordinario Massimo Sessa, il garante regionale e il presidente della provincia di Roma parleranno d'altro. All'ordine del giorno hanno inserito alcuni obblighi di legge, sempre rimandati: un'unica tariffa per l'acqua nella provincia di Roma, far pagare finalmente l'acqua secondo il consumo e non a forfait e l'introduzione della tariffa sociale. Al secondo punto dell'ordine del giorno si parla anche di investimenti, ovviamente tutti a carico dei cittadini, perché, si sa, Acea non regala nulla.
Sull'arsenico neanche una parola, come se nulla fosse accaduto. Nessuna comunicazione, nessuna discussione: sindaci, regione e provincia faranno finta di niente, a quanto sembra. Ovviamente nessuna parola - nella convocazione - sulle eventuali responsabilità del gestore, la romanissima Acea.
I comitati acqua pubblica dei Castelli Romani - zona duramente colpita dalle alte concentrazioni di arsenico, vanadio e fluoruro - hanno chiesto alla provincia di Roma di poter assistere all'incontro e di consegnare ai sindaci un breve promemoria sui punti che non funzionano nella gestione dell'acqua, a partire dall'arsenico. Siamo in attesa di una risposta da parte della provincia di Roma.

Ecco il testo del documento che domani verrà consegnato ai sindaci:

AD ACEA I SOLDI, ALLA POPOLAZIONE L’ARSENICO
  • Acea Ato 2 dal 2003  al 2008 ha incassato più di 400 milioni di euro di sola remunerazione di capitale. Con questi soldi anche il comune più povero sarebbe stato in grado di dare acqua di qualità a tutta la popolazione. 
  • Il sistema che voi Sindaci avete scelto prevede, invece, che qualsiasi cambiamento nella tariffa prenda in considerazione PRIMA il Ricavo Garantito di Acea, senza un vero rischio d’impresa per Acea. 
  • I consigli comunali non hanno più nessun potere sulla gestione dell’acqua della propria città. Ormai sono visti come utili obbedienti che balbetano quello che Acea dice loro di balbettare; 
  • Zingaretti ha chiesto ad Acea di anticipare il 50% degli utili per l’emergenza idrica e Acea ha detto NO; gli interessi dei soci vengono prima di quelli della popolazione. Perché nessun sindaco si è ribellato?
  • Perché nessun sindaco partecipa all’assemblea dei soci di Acea Ato 2 chiedendo conto della gestione? 
  • Perché nessun sindaco chiede di poter leggere i verbali dei consigli di amministrazione di Acea Ato 2? 
  • La STO ha fatto una simulazione del parametro MALL, mai applicato, ipotizzando una penale di ben 20 mlioni di euro per Acea. Perché non usare questi soldi subito - e senza oneri per i comuni e i cittadini - per risolvere il problema dell’arsenico?
  • Dal 2003 - anno dell’inizio della gestione di Acea - al 2010 il problema dell’arsenico non è stato risolto, limitandosi spesso a chiedere deroghe su deroghe, fino al paradosso della proroga della deroga. Dopo la decisione della Commissione Europea di respingere la terza deroga, Acea annuncia che il problema dell‘arsenico è stato risolto in pochi giorni. Perché, allora, Acea insiste nel volere una terza deroga? 
  • Dal 2005 esiste un commissario straordinario per l’alto livello di arsenico, vanadio e fluoruro nelle acque dei comuni serviti dal Simbrivio. Sono stati spesi decine di milioni: perché nessuno chiede conto di quanto è stato fatto? Non sarebbe quantomeno opportuno che il commissario presentasse le sue dimissioni?
  • Ormai sono in molti a chiedersi come mai i Sindaci non impongono ad Acea di fare il proprio dovere, ovvero fornire acqua potabile a tutti. E’ compito del gestore dare questa garanzia.
  • Un fondo di 2 milioni di euro per le fasce deboli è assolutamente insufficiente per i 75 comuni (compreso Roma); 
  • 45 milioni di investimenti spalmati in 3 anni dove 30 milioni vanno alla città di Roma e soltanto 15 milioni a TUTTA la Provincia è veramente uno scherzo di cattivo gusto per le popolazioni avvelenate per anni con l‘arsenico, il fluoruro e il vanadio;
  • Di fronte allo scandalo arsenico  che ha colpito decine di comuni, mettendo a rischio la salute delle persone, attaccando l’economia dell’intera area dei Castelli Romani, oggi vengono proposti nuovi aumenti: questo gestore non merita un solo euro in più.
  • Visto che sono i cittadini a pagare gli investimenti di Acea, vogliamo poter controllare ogni euro che  viene speso, vogliamo poter dire quali sono le priorità. L’acqua è un bene comune che non appartiene alle corporation, ai fondi di investimento, o alla mala politica

martedì 23 marzo 2010

Acea veloce per chiedere i soldi, lenta per rispondere ai cittadini

Non applicando la tariffa di Roma per il 2008 e il 2009 solo a Velletri Acea potrebbe incassare circa 2,5 milioni di euro in più. E così la società preferisce pagare società di recupero credito, spaventando i cittadini, invece di applicare la tariffa corretta. Il Sindaco Servadio ha assicurato al comitato e ai cittadini che nessuna utenza dell’acqua sarà tagliata prima della risoluzione della vertenza.

La prima fase della “guerra” di Acea contro i cittadini di Velletri che hanno contestato la tariffa è iniziata. Molte famiglie - che hanno correttamente già pagato quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Sindaco di Velletri - hanno ricevuto le prime telefonate dai call-center.
Ricordiamo che più di quattrocento famiglie di Velletri hanno in questi mesi contestato formalmente la bolletta di Acea per il 2008 e il 2009, basata su tariffe difformi rispetto a quanto è scritto nei patti contrattuali. L’Assemblea dei Sindaci del dicembre del 2002 aveva infatti deliberato l’applicazione dell’articolazione tariffaria in vigore a Roma nei comuni della provincia, a partire dall’anno successivo a quello di inizio della gestione di Acea. Questa norma - che è vincolante per il gestore - è stata recepita e sottoscritta anche nel verbale di consegna del sistema idrico, firmato dal Comune di Velletri nel novembre del 2006.
Nonostante questo Acea Ato 2 ha imposto la vecchia tariffa comunale - ben più alta e strutturata per colpire i bassi consumi - ignorando di fatto la delibera del 2002 per gli anni 2008 e 2009. I cittadini di Velletri hanno così deciso di contestare le fatture - ritenute illegittime - e di pagare solo quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma.
Per avere un esempio dell’impatto dell’errata tariffa, una famiglia con un consumo medio d’acqua (150 mc/anno), pagherebbe con la tariffa di Roma circa 60 euro, contro i 150 euro fatturati da Acea; un negozio con un basso consumo d’acqua, pagherebbe circa 120 euro, contro i 350 fatturati da Acea.
Acea Ato 2 ha iniziato a rispondere ai reclami con sei mesi di ritardo, rispetto ai tempi previsti dalla Carta dei Servizi. Non solo. La risposta riconferma quanto già sapevamo: il gestore applica la tariffa decisa dall’assemblea dei sindaci. Ed ha ragione. Come già detto l’applicazione dell’articolazione tariffaria di Roma a Velletri era stata già deliberata dai Sindaci dell’Ato 2 otto anni fa. Chi, dunque, non sta rispettando i patti? Di certo non i cittadini.
Acea sta ora cercando di forzare la mano nei confronti degli utenti. Prima ha spedito le lettere minacciando il distacco dell’utenza, ancor prima di inviare la risposta ai reclami. Ha poi affidato il “recupero del credito” ad alcune aziende private: la Cribis Teleservice di Bologna (capofila di un’Ati con la Ari.Tel. srl), la Euro Service srl (capofila di un’Ati con Caldani Irrigazioni srl), di Piedimonte Matese e la So.Ge.C. (in Ati con la So.Ge.C. Service srl), di Morlupo. Secondo quanto stabilito dall’appalto - aggiudicato nel 2009 - queste società si occuperanno di chiamare al telefono gli utenti considerati morosi e di procedere ai distacchi delle utente idriche.

Vediamo, dunque, nel dettaglio chi sono queste società, pagate con i soldi dei cittadini:
  • Cribis Teleservice di Bologna - Società controllata dalla Cribis Holding, colosso del recupero crediti.
  • Ari.Tel. srl - Società di costruzioni originaria di Latina, oggi con sede in Ariccia. L’amministratore delegato e unico socio è il palermitano Salvatore Russo.
  • Euro Service srl - Amministratore delegato è Antonio Persici. Ha sede a Roma e a Reggio Calabria. Ben nota ad Aprilia, dove ha esercitato la “riscossione dei crediti” per conto di Acqualatina. Senza molto successo, a onor del vero. Anche ad Aprilia i call center chiamavano i cittadini a casa, in orari serali, intimando pagamenti non dovuti e inviando lettere senza valore legale. Tre mesi fa il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini che avevano contestato la bolletta di Acqualatina.
  • Caldani Irrigazioni srl - Società amministrata da Paolo Caldani (amministratore unico, socio e direttore tecnico). Secondo diverse fonti giornalistiche (Ansa e alcuni giornali locali del Nord), Paolo Caldani sarebbe stato indagato dalla Procura di Aosta per truffa ai danni della Regione Val D’Aosta nel 2007. L’accusa - secondo quanto riportato dall’Ansa - sarebbe “di aver intascato quasi 200 mila euro per lavori che non sono mai stati effettuati”. Ad oggi non sappiamo a che punto si trovi l’indagine.
  • So.Ge.C. srl - Società originaria di Morlupo (Roma).
  • Società d'Alessandro Lavori S.R.L. - società di costruzioni di Aversa, in provincia di Caserta. Gestisce molti lavori in campo idrico, soprattutto nel centro sud. Amministratore e Direttore tecnico (e socio) è Giuseppe D’Alessandro, originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta).
La risposta opportuna e gentile che alcuni cittadini hanno dato ai telefonisti è stata di inviare la richiesta di pagamento per posta. Meno gentile la replica delle società incaricate di riscuotere: vi mandiamo gli esattori a casa.
Ricordiamo che il Sindaco di Velletri ha già scritto ad Acea chiedendo di non procedere con i distacchi fino alla risoluzione della vertenza. Lo ricordiamo soprattutto alle società private contrattate da Acea per effettuare questo servizio. E non è certo una risposta vaga del gestore a risolvere la questione. Quello che chiediamo ora è un intervento della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, che avrebbe dovuto già da tempo imporre l’applicazione della tariffa di Roma anche per la città di Velletri ad Acea. E serve un intervento immediato anche del Sindaco di Velletri Fausto Servadio, in qualità di componente dell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2, per costringere il gestore a rispettare le delibere, atti vincolanti dal punto di vista legale.
Riteniamo quindi assolutamente illegittime le richieste che stanno provenendo dai call center delle società di recupero crediti contrattate da Acea. Suggeriamo a tutti i cittadini che hanno contestato la bolletta e pagato la cifra corretta dell’acqua, calcolata secondo la tariffa di Roma, di ignorare queste chiamate.

Il comitato acqua pubblica vigilerà attentamente sul comportamento delle aziende incaricate da Acea per il recupero dei crediti e per i distacchi: ogni eventuale abuso o comportamento che viola le norme contrattuali verrà subito denunciato.

Il comitato si riunisce il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

--
Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

giovedì 4 marzo 2010

Acea veloce per chiedere i soldi, lenta per rispondere ai cittadini

Non applicando la tariffa di Roma per il 2008 e il 2009 solo a Velletri Acea potrebbe incassare circa 2,5 milioni di euro in più. E così la società preferisce pagare società di recupero credito, spaventando i cittadini, invece di applicare la tariffa corretta. Il Sindaco Servadio ha assicurato al comitato e ai cittadini che nessuna utenza dell’acqua sarà tagliata prima della risoluzione della vertenza.

La prima fase della “guerra” di Acea contro i cittadini di Velletri che hanno contestato la tariffa è iniziata. Molte famiglie - che hanno correttamente già pagato quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma, comunicando l’avvenuto pagamento ad Acea e al Sindaco di Velletri - hanno ricevuto le prime telefonate dai call-center.
Ricordiamo che più di quattrocento famiglie di Velletri hanno in questi mesi contestato formalmente la bolletta di Acea per il 2008 e il 2009, basata su tariffe difformi rispetto a quanto è scritto nei patti contrattuali. L’Assemblea dei Sindaci del dicembre del 2002 aveva infatti deliberato l’applicazione dell’articolazione tariffaria in vigore a Roma nei comuni della provincia, a partire dall’anno successivo a quello di inizio della gestione di Acea. Questa norma - che è vincolante per il gestore - è stata recepita e sottoscritta anche nel verbale di consegna del sistema idrico, firmato dal Comune di Velletri nel novembre del 2006.
Nonostante questo Acea Ato 2 ha imposto la vecchia tariffa comunale - ben più alta e strutturata per colpire i bassi consumi - ignorando di fatto la delibera del 2002 per gli anni 2008 e 2009. I cittadini di Velletri hanno così deciso di contestare le fatture - ritenute illegittime - e di pagare solo quanto dovuto secondo l’articolazione tariffaria di Roma.
Per avere un esempio dell’impatto dell’errata tariffa, una famiglia con un consumo medio d’acqua (150 mc/anno), pagherebbe con la tariffa di Roma circa 60 euro, contro i 150 euro fatturati da Acea; un negozio con un basso consumo d’acqua, pagherebbe circa 120 euro, contro i 350 fatturati da Acea.
Acea Ato 2 ha iniziato a rispondere ai reclami con sei mesi di ritardo, rispetto ai tempi previsti dalla Carta dei Servizi. Non solo. La risposta riconferma quanto già sapevamo: il gestore applica la tariffa decisa dall’assemblea dei sindaci. Ed ha ragione. Come già detto l’applicazione dell’articolazione tariffaria di Roma a Velletri era stata già deliberata dai Sindaci dell’Ato 2 otto anni fa. Chi, dunque, non sta rispettando i patti? Di certo non i cittadini.
Acea sta ora cercando di forzare la mano nei confronti degli utenti. Prima ha spedito le lettere minacciando il distacco dell’utenza, ancor prima di inviare la risposta ai reclami. Ha poi affidato il “recupero del credito” ad alcune aziende private: la Cribis Teleservice di Bologna (capofila di un’Ati con la Ari.Tel. srl), la Euro Service srl (capofila di un’Ati con Caldani Irrigazioni srl), di Piedimonte Matese e la So.Ge.C. (in Ati con la So.Ge.C. Service srl), di Morlupo. Secondo quanto stabilito dall’appalto - aggiudicato nel 2009 - queste società si occuperanno di chiamare al telefono gli utenti considerati morosi e di procedere ai distacchi delle utente idriche.

Vediamo, dunque, nel dettaglio chi sono queste società, pagate con i soldi dei cittadini:
  • Cribis Teleservice di Bologna - Società controllata dalla Cribis Holding, colosso del recupero crediti.
  • Ari.Tel. srl - Società di costruzioni originaria di Latina, oggi con sede in Ariccia. L’amministratore delegato e unico socio è il palermitano Salvatore Russo.
  • Euro Service srl - Amministratore delegato è Antonio Persici. Ha sede a Roma e a Reggio Calabria. Ben nota ad Aprilia, dove ha esercitato la “riscossione dei crediti” per conto di Acqualatina. Senza molto successo, a onor del vero. Anche ad Aprilia i call center chiamavano i cittadini a casa, in orari serali, intimando pagamenti non dovuti e inviando lettere senza valore legale. Tre mesi fa il Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini che avevano contestato la bolletta di Acqualatina.
  • Caldani Irrigazioni srl - Società amministrata da Paolo Caldani (amministratore unico, socio e direttore tecnico). Secondo diverse fonti giornalistiche (Ansa e alcuni giornali locali del Nord), Paolo Caldani sarebbe stato indagato dalla Procura di Aosta per truffa ai danni della Regione Val D’Aosta nel 2007. L’accusa - secondo quanto riportato dall’Ansa - sarebbe “di aver intascato quasi 200 mila euro per lavori che non sono mai stati effettuati”.
    NOTA: in data 21 giugno 2010 il difensore di Paolo Caldani e Nicola Marsico ci ha comunicato che i suoi assistiti sono stati assolti con formula piena dal Tribunale di Aosta.
  • So.Ge.C. srl - Società originaria di Morlupo (Roma).
  • Società d'Alessandro Lavori S.R.L. - società di costruzioni di Aversa, in provincia di Caserta. Gestisce molti lavori in campo idrico, soprattutto nel centro sud. Amministratore e Direttore tecnico (e socio) è Giuseppe D’Alessandro, originario di San Cipriano D’Aversa (Caserta).
La risposta opportuna e gentile che alcuni cittadini hanno dato ai telefonisti è stata di inviare la richiesta di pagamento per posta. Meno gentile la replica delle società incaricate di riscuotere: vi mandiamo gli esattori a casa.
Ricordiamo che il Sindaco di Velletri ha già scritto ad Acea chiedendo di non procedere con i distacchi fino alla risoluzione della vertenza. Lo ricordiamo soprattutto alle società private contrattate da Acea per effettuare questo servizio. E non è certo una risposta vaga del gestore a risolvere la questione. Quello che chiediamo ora è un intervento della segreteria tecnica operativa dell’Ato 2, che avrebbe dovuto già da tempo imporre l’applicazione della tariffa di Roma anche per la città di Velletri ad Acea. E serve un intervento immediato anche del Sindaco di Velletri Fausto Servadio, in qualità di componente dell’assemblea dei Sindaci dell’Ato 2, per costringere il gestore a rispettare le delibere, atti vincolanti dal punto di vista legale.
Riteniamo quindi assolutamente illegittime le richieste che stanno provenendo dai call center delle società di recupero crediti contrattate da Acea. Suggeriamo a tutti i cittadini che hanno contestato la bolletta e pagato la cifra corretta dell’acqua, calcolata secondo la tariffa di Roma, di ignorare queste chiamate.

Il comitato acqua pubblica vigilerà attentamente sul comportamento delle aziende incaricate da Acea per il recupero dei crediti e per i distacchi: ogni eventuale abuso o comportamento che viola le norme contrattuali verrà subito denunciato.

Il comitato si riunisce il mercoledì e il venerdì, dalle 16.30 alle 19.30, presso il dopolavoro ferroviario di Velletri

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Comitato Acqua Pubblica Velletri

acquapubblicavelletri@gmail.com
comitatoacquavelletri.blogspot.com

lunedì 4 gennaio 2010

Lanuvio 1 - Velletri 0

Il consiglio comunale di Lanuvio ha votato un ordine del giorno che afferma il principio fondamentale della non economicità del bene acqua. Questa dichiarazione verrà inserita all'interno dello statuto comunale, insieme alla dichiarazione che il servizio idrico è un servizio pubblico. Nello stesso tempo viene dato mandato all'amministrazione di sottoporre all'assemblea dei Sindaci dell'Ato 2 la proposta di erogare 50 litri di acqua al giorno a persona gratuiti, come previsto dalle indicazioni dell'Onu.
Il Comitato acqua pubblica di Velletri sottolinea l'importanza della scelta del consiglio comunale di Lanuvio, prima città dei Castelli romani a compiere, con coraggio, un passo verso la tutela dei beni comuni: un vero atto di civiltà!
Questa scelta, purtroppo, è stata respinta nella nostra città dalla maggioranza per l'esplicità contrarietà del Partito democratico di Velletri. Secondo i nostri consiglieri questa scelta sarebbe stata contro la legge: una miopia politica e amministrativa estremamente grave.
Il Comitato acqua pubblica di Velletri ha quindi inviato al capogruppo del Pd in Consiglio e al Sindaco Servadio la copia dell'ordine del giorno approvato a Lanuvio, affinché lo possano studiare con calma nei giorni di festa. Siamo sicuri che il 2010 saprà portare un po' di saggezza ai nostri amministratori.

martedì 13 ottobre 2009

Chi vuole regalare 2,4 milioni di euro ad Acea? La lotta per l'acqua prosegue con più forza

La conferenza dei sindaci ha finalmente accettato il principio – sostenuto dal comitato acqua pubblica di Velletri – di adeguare la tariffa della nostra città a quella di Roma.
Una decisione, però, incompleta e non sufficiente. Non sono stati considerati gli anni 2008 e 2009, come richiesto dai tanti cittadini di Velletri con contestazioni formali. Un guadagno extra per Acea di 2,4 milioni di euro, pagati dagli utenti e non dovuti.
Acea Ato 2 finora non ha risposto alle contestazioni, non rispettando così la Carta del servizio idrico integrato, che impone una risposta entro trenta giorni lavorativi. In cambio il gestore sta inviando massivamente solleciti di pagamento anche a chi ha contestato la bolletta, minacciando distacchi dell'utenza. Giova ricordare che l'antitrust ha già in passato condannato Acea ad una multa di 150 mila euro per aver tagliato forniture dell'acqua senza rispettare le procedure corrette, ovvero senza avvisare gli utenti con una lettera raccomandata.
La decisione di applicare la giusta tariffa solo dal 2010 è parziale e ingiusta. La conferenza dei sindaci del 2002, il disciplinare tecnico e il verbale di consegna firmato tra comune di Velletri e Acea prevedono chiaramente che la tariffa di Roma deve essere applicata a partire dal gennaio 2008. L'Ato 2 sostiene che non è stato possibile mantenere questo impegno perché non erano disponibili tutti i dati sulle fasce di consumo. Poco importa, viene da rispondere, visto che era un obbligo del gestore effettuare le letture subito – nel 2007 – per avere i dati necessari alla corretta applicazione della tariffa. Gli utenti non possono pagare più del dovuto per una mancanza del gestore.
Prendendo in considerazione l'articolazione tariffaria del comune di Roma per il 2008 e comparandola con quanto richiesto nei mesi scorsi da Acea ai cittadini di Velletri, la differenza è sostanziale, pari a circa 2,4 milioni di euro in più, per i due anni esclusi dalla conferenza dei sindaci, il 2008 e il 2009. Questi soldi non sono pochi: sono più di quanto serve per risolvere il problema dell'arsenico, ad esempio... Chiediamo, quindi, che venga inviata subito una risposta formale da parte di Acea ai cittadini che hanno presentato il reclamo.
Ma non ci fermiamo qui. La battaglia per un'acqua con un prezzo equo, con una qualità accettabile e a norma di legge, con un flusso continuo e senza ingiustificate interruzioni e con una gestione democratica deve continuare, con più forza di prima. Ora sappiamo che la mobilitazione dei cittadini può costringere Acea, l'Ato e i comuni a compiere scelte giuste. Sappiamo che senza la contestazione di centinaia di cittadini di Velletri mai la conferenza dei sindaci avrebbe preso in considerazione i problemi di Velletri. Questa è la vittoria della società civile di Velletri. I partiti, come sappiamo, a luglio avevano fatto scelte differenti, respingendo la delibera popolare che avrebbe sancito il principio sacro che l'acqua non è una merce. Tutti ricordano, ad esempio, la mozione votata dalla maggioranza - dopo aver respinto la delibera popolare - dove venivano promesse azioni dure nei confronti di Acea: tutto è rimasto lettera morta.

Ripartiamo quindi con una assemblea cittadina, per discutere insieme i prossimi passi. L'appuntamento è per sabato 31 ottobre 2009, alle ore 16, presso l'associazione “Velletri cinque stella”, Via Lata 50 (dietro l'autolavaggio). E' importante la partecipazione di tutti.

giovedì 24 settembre 2009

GRAZIE AL COMITATO ACQUA PUBBLICA IL CASO VELLETRI SARA' AFFRONTATO NELLA PROSSIMA CONFERENZA DEI SINDACI DELL'ATO 2

Una prima vittoria del comitato acqua pubblica è arrivata in questi giorni. La Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato 2 - dopo aver ricevuto più di 260 reclami da parte di cittadini di Velletri - ha riconosciuto che la tariffa dell'acqua nella nostra città non è a norma. Di conseguenza la prossima assemblea dei sindaci - che si terrà presso la Provincia di Roma il prossimo 7 ottobre - avrà all'ordine del giorno una proposta di delibera per applicare a Velletri la tariffazione in vigore nella città di Roma, come chiede da più di un anno il comitato acqua pubblica.
E' bene sottolineare che questa decisione è un atto dovuto che arriva con due anni di ritardo. I cittadini di Velletri hanno infatti chiesto che la tariffa corretta sia applicata anche per il 2008 e il 2009, come era chiaramente previsto dal verbale di consegna del sistema idrico integrato firmato nel 2006. Non ci accontentiamo, quindi, di questa proposta e proseguiremo in ogni caso la nostra battaglia per difendere il diritto a un'acqua con prezzo giusto e una qualità a norma di legge. La proposta della Segreteria tecnica operativa (che è l'organo costituito presso la provincia per sovra intendere la gestione dell'acqua) riconosce in ogni caso la correttezza formale e sostanziale della rivendicazione del comitato acqua pubblica.
Chiediamo però che Acea e il Comune di Velletri rispondano quanto prima alle 260 contestazioni formali fino ad oggi presentate. Il termine previsto di 30 giorni lavorativi per la risposta è ampiamente scaduto per gran parte dei reclami. Chiediamo poi che il Comune di Velletri proponga nell'assemblea dei Sindaci che l'applicazione della tariffa di Roma decorra già a partire dal 2008, come richiesto dai cittadini della città.
Vogliamo infine ricordare al Sindaco di Velletri che sono molte le vertenze aperte sulla questione acqua:

- qualità scadente, con alto tasso di metalli
- nessuna informazione sullo stato di avanzamento dei lavori per la potabilizzazione
- nessuna informazione sulla qualità dell'acqua, prevista dalla legge e dalla carta dei servizi
- mancata applicazione della tariffa sociale
- continua emergenza idrica e mancanza dell'acqua fino a 20 ore al giorno nel centro storico e in molte contrade
- metà del territorio della città non coperto da depurazione
- nessun potere reale di controllo per il consiglio comunale
- mancati investimenti per il rifacimento della rete idrica cittadina


Ci auguriamo che il Comune di Velletri porti questi punti in Conferenza dei sindaci, rifiutando nel contempo ogni ulteriore richiesta di aumento delle tariffe, già preannunciato dal presidente di Acea Cremonesi, che ha chiesto un incremento del 10% delle bollette dell'acqua.
Noi seguiremo i lavori della Conferenza dei sindaci minuto per minuto.

martedì 28 luglio 2009

Comunicato stampa

Sono passati quattro giorni dalla bocciatura da parte del consiglio comunale di Velletri della nostra proposta per una gestione del servizio idrico basata su principi di equità, di conservazione della risorsa e di giustizia. In quattro giorni abbiamo ricevuto numerose segnalazioni su intere zone di Velletri senza acqua, su bollette con cifre stratosferiche per famiglie con redditi bassi, sul continuare dei tanti disservizi del gestore, a dimostrazione dell'aggravarsi della situazione. E proprio oggi l'autorità d'ambito – composta da tutti i Sindaci della provincia di Roma – ha deciso di rinviare la conferenza che doveva discutere il nuovo piano degli investimenti. Nessuno ha spiegato ai cittadini il perché del rinvio, ma, forse, qualche Sindaco avrà chiesto spiegazioni sui molti punti oscuri della gestione dell'acqua. O forse avranno saputo che il Comitato dell'acqua pubblica di Velletri e il Forum nazionale dei movimenti per l'acqua sarebbero stati presenti, chiedendo di discutere i problemi concreti e quotidiani dei cittadini, che ormai in tanti fanno finta d'ignorare. Quando, lo scorso dicembre, si trattava di votare gli aumenti tariffari, la conferenza dei Sindaci si è tenuta nonostante le richieste di molti Sindaci di rinviare la decisione, per poter ascoltare i consigli comunali. Quando, però, si tratta di parlare di soldi da spendere per gli investimenti, la convocazione arriva con mesi di ritardo e basta un pretesto qualsiasi per rinviarla, avvisando i Sindaci il giorno prima.

Per ultimo abbiamo poi letto l'intervento dell'ex Sindaco di Velletri Valerio Ciafrei, che, in sostanza, ha confessato l'incapacità dei passati amministratori della città nella gestione dell'acqua, immaginiamo includendosi nella lista. A chi non crede nella capacità di governare con equità, competenza e coraggio la cosa pubblica consigliamo di occuparsi d'altro, rinunciando a qualsiasi ruolo nella pubblica amministrazione. Magari può entrare in una impresa privata e diventare un ottimo manager...

In ogni caso ci sembra che la nostra proposta di delibera non sia stata letta dal Pd, oppure non è stata capita, il che può accadere ovviamente. Dire, infatti, che la delibera d'iniziativa popolare va contro la costituzione degli Ato è un falso. Pretendere di gestire 113 comuni estremamente differenti dal punto di vista idrico con un unico gestore è evidentemente una forzatura nata per motivi squisitamente economici e politici, non certo per una gestione ottimale. Tutti sanno che è così, tutti sanno che alla fine degli anni '90 un patto trasversale tra il centrodestra (Moffa) e il centrosinistra (Veltroni) condizionò pesantemente – anche attraverso la redazione della legge regionale sugli Ato, scritta da Michele Meta e Raimondo Besson – il disegno della gestione dell'acqua nel Lazio. Per questo, ricordiamo, che la proposta chiedeva di avviare un progetto per la costituzione di un gestore pubblico per i Castelli romani e non l'uscita dall'Ato. E' infatti assolutamente possibile avere più gestori all'interno dello stesso ambito idrico. Chi, invece, chiede la costituzione di un nuovo Ato è il Pd, nella mozione d'indirizzo votata dalla maggioranza.

Per quanto riguarda la “fattibilità” della nostra proposta vogliamo ricordare i comuni che già hanno inserito nello statuto il principio dell'acqua come bene senza rilevanza economica: Comune di Anghiari (AR), Comune di Anguillara Sabazia (RM), Comune di Caserta (CE), Comune di Corchiano (VT), Comune di Cormons (GO), Comune di Fiorano Modenese (MO), Comune di Fumane (VR), Comune di Genova (GE), Comune di Gubbio (PG), Comune di Licodia Eubea (CT), Comune di Mineo (CT), Comune di Pietra Ligure (SV), Comune di Povegliano Veronese (VR), Comune di Prevalle (BS), Comune di Sommacampagna (VR). La stessa proposta è poi in discussione nei comuni di Ferrara e di Torino, mentre nei giorni scorsi si sono incontrati un centinaio di municipi siciliani per discutere proprio di gestione pubblica dell'acqua. I comuni che, infine, hanno avviato un percorso per la ripubblicizzazione dell'acqua, aderendo al Forum nazionale dei movimenti per l'acqua, sono quasi un centinaio. La lunga lista è disponibile sul sito www.acquabenecomune.org.

E' ora necessaria una riflessione tranquilla e, soprattutto, è indispensabile spiegare ai cittadini che la nostra battaglia per l'acqua pubblica, basata su principi di equità e giustizia sociale continuerà, più solida di prima. Sono loro i nostri unici referenti, i mandanti della nostra lotta, e gli unici ai quali rispondiamo.

Il nostro impegno per ora si raddoppia. Aiuteremo tutti i cittadini di Velletri a presentare reclami formali ad Acea, aprendo uno sportello due volte a settimana, presso il dopolavoro ferroviario: il mercoledì e il venerdì, dalle 17.30 alle 20.00. Contesteremo anche l'inerzia del Comune di Velletri, quando, ad esempio, il Sindaco non risponde ai cittadini che chiedono informazioni sulla qualità dell'acqua. O quando assisteremo a possibili conflitti d'interesse tra chi ricopre cariche pubbliche, occupandosi di investimenti e – contemporaneamente – gestisce da amministratore delegato aziende che eseguono appalti per Acea Ato 2. In questo senso il Comitato e il Forum nazionale hanno chiesto all'Autorità d'ambito (il presidente della provincia di Roma), alla STO e al Coviri di valutare con attenzione la posizione di Fausto Servadio. Abbiamo infatti appreso che la società Micor srl, di proprietà del Sindaco, avrebbe in corso un appalto con Acea Ato 2. Abbiamo dunque chiesto al presidente Zingaretti di valutare se sussista l'obbligo di astensione per Fausto Servadio, avendo la doppia veste di amministratore delegato della Micor e di componente della Conferenza dei Sindaci. Attendiamo ora una risposta, sicuri che lo stesso Sindaco saprà valutare la situazione.

Denunceremo, infine, tutte le politiche del gestore privato – ma anche le possibili connivenze delle amministrazioni locali – che mettono a rischio le falde acquifere, perforando nuovi pozzi e non affrontando il disastro ambientale dei tantissimi scarichi non a norma nella nostra città. Valuteremo, in questo senso, se quanto pagato negli anni passati dai cittadini per scarichi non collegati al depuratore possa essere richiesto a titolo di rimborso, sia ad Acea (per il 2007 e 2008) sia al Comune di Velletri.

Velleri/Acqua Pubblica: Acea contro la Regione, la Giunta con chi sta?

Intervento del Comitato Acqua Pubblica di Velletri

«Chiediamo al Sindaco di firmare subito un'ordinanza vietando lo scavo di nuovi pozzi nel territorio di Velletri. Alle belle parole devono seguire i fatti»

Redazione


(Velletri - Attualità) - «La Regione ha deciso che è vietato scavare nuovi pozzi nell'area dei Castelli romani. È quanto dichiarato dall'Assessore all'ambiente della Filiberto Zaratti. Il sistema idrico della zona a sud di Roma è particolare e delicato – scrive il Comitato Acqua Pubblica – con una forte riduzione dei laghi, un abbassamento delle falde acquifere e l'inquinamento dovuto soprattutto alla pessima depurazione. Assistiamo, poi, da anni ad un prelievo folle dell'acqua attraverso i pozzi, senza i necessari investimenti sugli acquedotti da parte del gestore privato Acea Ato 2. La regione Lazio propone giustamente di bloccare subito la realizzazione di nuovi prelievi e lo scavo di nuovi pozzi. Ma mentre a Roma si discute, la nostra acqua viene espugnata, si potrebbe dire ricalcando il detto latino. Martedì prossimo i Sindaci dell'Ato 2 saranno chiamati a votare un nuovo piano degli investimenti misero, che viola palesemente queste indicazioni della Regione. Acea Ato 2 sta proponendo, con il consenso della Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato, ancora il ricorso allo scavo di nuovi pozzi».

«Chiediamo quindi al Sindaco di Velletri – ovvero a chi lo rappresenterà – un atto di responsabilità istituzionale, seguendo le indicazioni della Regione in Conferenza dei Sindaci e respingendo di conseguenza al mittente il piano d'investimento di Acea, anche perché i soldi che vorrebbero investire a Velletri per i prossimi tre anni sono ridicoli, ovvero 500mila euro all'anno. Non solo. Acea propone di scavare nuovi pozzi nel territorio di Velletri per sostituire quelli della società dei fratelli Vicario. Siamo ovviamente convinti che non debbano esistere pozzi privati per il sistema idrico integrato, ma – come dice la Regione – non è più possibile continuare ad attaccare la falda idrica. Chiediamo quindi al Sindaco – conclude la nota – che in conformità con quanto richiesto dalla Regione Lazio firmi subito un'ordinanza vietando lo scavo di nuovi pozzi nel territorio di Velletri. Alle belle parole che dicono di voler difendere le risorse idriche devono seguire i fatti. Altrimenti hanno solo un nome, bugie»

fonte: http://www.castellinews.it/index.asp?act=v&id=5885

venerdì 2 gennaio 2009

Tariffa, qualità dell'acqua e depurazione: tutto quello che il comune non dice...

La giunta comunale di Velletri è tornata con aria vittoriosa dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ato 2. E' avvenuto un vero miracolo: hanno approvato una delibera che concede aumenti della tariffa idrica ad Acea e a Velletri, dicono, il prezzo dell'acqua diminuirà. Straordinario.
Cerchiamo dunque di capire, con parole semplici, cosa stia avvenendo.

1. La tariffa media.
Esiste un valore di riferimento per il prezzo dell'acqua nella provincia di Roma chiamata "tariffa media d'ambito". E' un indicatore che serve soprattutto a stabile qual è il guadagno che viene garantito ad Acea. Viene però utilizzato come base di partenza per decidere le tariffe.
La tariffa media è stabilita all'interno del "Piano d'ambito", che in sostanza è il contratto che regola i rapporti tra Acea, i comuni e i cittadini.
Nel 2005 il consiglio comunale di Velletri – all'unanimità, con il voto favorevole, tra gli altri, degli allora consiglieri Moretti e Servadio – ha approvato la tariffa media valida fino alla fine dei trent'anni di concessione.
La tariffa media per il 2008 era di 0,87 euro al metro cubo.
Il 5 dicembre il comune di Velletri ha votato a favore della decisione di aumentare la tariffa media a 0,95 euro al metro cubo.

La prima conseguenza di questa decisione è che non verrà più concessa la diminuzione della tariffa di quasi il 7% che era stata prevista per il 2008. Questa diminuzione era dovuta perché Velletri aveva una delle bollette dell'acqua più care della provincia.
Votando la delibera in questione, il comune di Velletri ha di fatto rinunciato a contestare nel futuro la mancata diminuzione della tariffa, come era previsto dai patti sottoscritti.

2. Gli aumenti del 2009
Nella stessa delibera viene deciso un aumento complessivo del 4,59% della tariffa media per il 2009. Il sindaco ha spiegato che la tariffa base residenziale diminuirà in realtà di poco più del 4%. Non sappiamo se sia vero, perché non esiste nessun documento ufficiale che attesti questo. Ci è stato mostrato un appunto scritto a mano dall'ingegner Piotti con una tabella che prevede questa diminuzione. E' strano, perché le tariffe, per legge, devono essere pubblicate sulla gazzetta ufficiale della Regione Lazio e non su un foglio manoscritto. Ad oggi – 31 dicembre – non è stata ancora resa nota la tariffa per il 2008… Basta visitare il sito dell'Ato 2, nella pagina "Tariffa" ( http://www.ato2roma.it/tariffa%20applicata.htm ) per vedere che l'ultima tariffa pubblica (B.U.R. Lazio n.19 del 21/ 05 /08) è quella relativa al 2007.
Dando per buone le tariffe in possesso del Sindaco (perché non le rende pubbliche?), è bene dire che invece aumenteranno: tariffa fognatura, tariffa depurazione, eccedenze idriche, minimo contrattuale impegnato commercianti e seconde case. L'aumento – secondo il famoso foglietto manoscritto – sarà di circa il 3%.
Quindi, a conti fatti: considerando la mancata diminuzione (che era prevista e approvata dal consiglio comunale) per il 2008, considerando gli aumenti parziali per il 2009, è giusto dire che "le bollette dell'acqua diminuiranno"? Giudicate voi.
In ogni caso appena verrà pubblicata la delibera approvata e il verbale della Conferenza dei sindaci del 5 dicembre scorso, li renderemo pubblici, così tutti potranno leggere e giudicare.

3. La tariffa sociale: il sindaco l'ha dimenticata, noi no
Il consiglio comunale di Velletri, dopo diverse sollecitazioni del comitato Acqua pubblica, aveva approvato all'unanimità di chiedere l'applicazione della tariffa sociale, prevista dalla legge ma mai attuata da Acea. E' un'agevolazione per le persone in difficoltà economica, che non hanno i soldi per pagare l'acqua. Oggi queste persone rischiano di vedersi tagliare la fornitura da Acea, grazie ad un regolamento (approvato anche dal nostro consiglio comunale nel 2005, sempre all'unanimità) che non distingue tra veri morosi e famiglie in difficoltà.
Chiediamo quindi: perché il sindaco Servadio non ha neanche citato la tariffa sociale nel suo intervento alla Conferenza dei Sindaci, che era il luogo deputato per decidere anche su questo tema? Una semplice dimenticanza, immaginiamo.

4. Vogliamo la stessa tariffa di Roma, subito
Un altro patto non rispettato da Acea riguarda l'applicazione del tipo di tariffa in vigore a Roma. Era prevista per il 2008, ma tutti sembrano che se ne siano dimenticati. Lo stesso sindaco non ne ha parlato durante l'incontro del 5 dicembre… Un'altra dimenticanza.
Perché è importante? Se a Velletri venisse applicata la tariffa in vigore a Roma, la diminuzione per il consumo base dell'utenza domestica sarebbe stata, già nel 2008, dell'82%, passando da 0,86 euro al mc a 0,15 euro al mc.

5. La tariffa non dovuta per la depurazione

In bolletta da anni paghiamo una cifra considerevole per un servizio – quello della depurazione – che copre meno della metà della città. Ci sono interi quartieri di Velletri senza depurazione, ma che hanno sempre pagato questo servizio.
Ora la corte costituzionale ha deciso che questa tariffa è illegittima e che quindi non dovrà essere pagata dai cittadini non allacciati alla depurazione. Non solo. La corte costituzionale ha stabilito che i cittadini potranno chiedere i soldi indietro per gli ultimi otto anni: due anni di gestione Acea e sei anni di gestione comunale. Per il 2007 e il 2008 (gestione Acea) non è stata ancora inviata la fattura con la depurazione. Quando la fattura arriverà invitiamo tutti a verificare la voce depurazione e a contattare il comitato acqua pubblica per controllare la corretta applicazione della sentenza della corte costituzionale.
Per gli anni passati, chi ha regolarmente pagato le bollette dell'acqua potrà chiedere il rimborso della quota "depurazione" all'azienda speciale di Velletri, se si trova in una zona non servita. A tale scopo alleghiamo quanto ci è stato comunicato ufficialmente dalla Segreteria tecnica operativa dell'Ato 2, dove vengono indicate le zone non coperte dal servizio. In molti comuni d'Italia si sta predisponendo un apposito servizio per assistere i cittadini che hanno diritto a questi rimborsi. Sarebbe opportuno che anche il Comune di Velletri si preparasse in tal senso.

Rimane in ogni caso il fatto di un comune con una situazione della depurazione catastrofica, con ben 13 scarichi fuori norma, che stanno inquinando una terra a forte vocazione agricola. Dove sono i famosi investimenti promessi? Quando sarà possibile avere un comune ecologicamente compatibile?

6. La qualità dell'acqua
Da mesi chiediamo a tutti (comune, asl, acea, provincia) di conoscere i dati sulla qualità dell'acqua, senza ricevere nessuna risposta. E' grave, molto grave. Vogliamo sapere che acqua beviamo, subito. Il sindaco è il primo responsabile della salute della città e quindi ci aspettiamo che rapidamente informi i cittadini, fornendo le analisi dell'acqua quotidianamente. Abbiamo consegnato una petizione in questo senso al Sindaco circa un mese fa, senza ottenere nessuna risposta. Abbiamo chiesto agli uffici comunali più di tre mesi fa i dati sulla qualità dell'acqua, che fino ad oggi non ci sono stati ancora consegnati.

7. Siamo stanchi di aspettare…
Per il 2009 i cittadini riuniti nel Comitato Acqua Pubblica prenderanno direttamente l'iniziativa, al di fuori dei partiti e delle giunte che sull'acqua hanno una visione miope.
Stiamo preparando una deliberazione d'iniziativa popolare per dire una volta per tutte che l'acqua è un bene non economico, non è una merce qualsiasi. Proporremo ai cittadini di pagare ad Acea solo quanto è realmente dovuto, calcolando il costo dell'acqua secondo la tariffa di Roma, come era stato pattuito. Chiederemo di rimborsare la tariffa di depurazione per i cittadini che non hanno ricevuto questo servizio. Chiederemo con forza un'acqua veramente potabile, senza arsenico, per salvaguardare la salute di tutti. Noi cittadini faremo questo. Lei, signor Sindaco, da che parte sta?

Per un 2009 migliore, difendendo la nostra città, i beni comuni e il futuro dei nostri figli

giovedì 4 dicembre 2008

No al golpe idrico di Acea!

Non è possibile decidere sulle nuove tariffe dell'acqua senza discutere prima con i cittadini e senza indirizzo dei Consigli comunali.
Rinviare la Conferenza dei Sindaci dell'Ato 2 è un atto di democrazia

Preliminarmente dobbiamo rilevare che, vista l'importanza delle decisioni che dovranno essere assunte nella prossima conferenza dei Sindaci, è assolutamente indispensabile un'ampia discussione sulla documentazione proposta dalla Segreteria Tecnica Operativa dell'Ato 2.
Ci sembra quindi indispensabile chiedere il rinvio della conferenza per dar modo alla cittadinanza di conoscere il contenuto delle proposte, anche attraverso un'ampia discussione nei consigli comunali. Le delibere proposte, infatti, prevedono profonde revisioni del Piano d'ambito e della tariffa rispetto a quanto votato al momento dell'approvazione della convenzione di gestione.
In questo documento evidenziamo solo una piccola parte deli tanti nodi problematici che si desumono dalla copiosa documentazione messa a disposizione – solo il 20 novembre scorso – dalla STO.

Premessa
I documenti sulla gestione idrica che dovranno essere votati dai sindaci il prossimo 5 dicembre – ad una prima analisi – mostrano sintomaticamente le tante violazioni degli accordi approvati dai Consigli comunali al momento dell'adesione all'Ato 2 da parte di Acea.
Quello che è gioco è il delicato sistema di garanzie per i cittadini e per i comuni che dovrebbe stare alla base della corretta gestione dell'acqua. Chi continua a pensare che la gestione privata sia migliore di quella pubblica dovrà ben presto ricredersi.

Chi controlla la qualità del servizio? Nessuno
Il principale punto dolente è la tariffa. La segreteria tecnico operativa dell'Ato 2 (costituita presso la provincia di Roma) ha chiesto un aumento del 6% complessivo della tariffa media. Il calcolo del costo dell'acqua avviene secondo meccanismi di legge, che prendono in considerazione diversi parametri. Uno di questi si chiama MALL e misura la qualità del servizio: se il servizio è scarso, si deve pagare di meno al gestore. La misurazione dello standard di qualità avviene attraverso appositi registri dei reclami, dove devono essere annotate anche le soluzioni dei problemi segnalati dai cittadini. Devono essere poi segnalate da Acea le interruzioni del servizio e le riduzioni del flusso (vedi ad esempio la crisi idrica che ha colpito 14 comuni, tra i quali Velletri).
Questi registri – obbligatori per legge – sono incompleti o inesistenti. Lo afferma nero su bianco la segreteria tecnica operativa dell'Ato 2, l'organismo che deve vigilare su Acea. Questo "disguido" ha fatto sì che il parametro MALL (cioè la qualità del servizio) non fosse preso in considerazione per il calcolo della nuova tariffa.
Sono quindi veramente dovuti gli aumenti richiesti da Acea considerando i tanti reclami e disservizi documentati? E' giusto pagare una bolletta più cara se l'acqua continua a mancare molte ore al giorno? E' corretto il prezzo che viene imposto per un'acqua di fatto non conforme alle norme di legge e quindi non potabile?
A questo grave fatto si aggiunge la mancata risposta da parte di Acea alle decine di reclami, contestazioni e messe in mora da parte dei cittadini di Velletri, che hanno lamentato violazioni della carta del sistema idrico integrato, false comunicazioni sulla qualità dell'acqua e non rispetto della normativa nazionale e comunitaria sull'acqua potabile.

Se tredici scarichi illegali vi sembran pochi
Velletri ha una situazione fognaria al limite del tollerabile. Sono 13 gli scarichi da eliminare, perché inquinanti. Fino ad oggi Acea ha fatto ben poco, continuando, però, a riscuotere la tariffa per la depurazione. Ora la corte costituzionale (sentenza 335/2008) ha stabilito che non si dovrà pagare questa tariffa se il servizio di depurazione non è attivo e che gli eventuali pagamenti del passato dovranno essere restituiti. Chi pagherà? Secondo la segreteria tecnica operativa dovranno essere i Comuni o i cittadini, attraverso un aumento delle bollette. Nulla però viene rilevato rispetto ai mancati lavori per la rete fognaria…

Il trucco del minimo contrattuale impegnato
Pochi lo sanno, ma Acea fattura più acqua di quanto ne venda realmente. E' come se un salumiere vi facesse pagare 2 etti di formaggio dandovene solo 1 etto e mezzo… Il trucco si chiama "minimo contrattuale impegnato", che nel caso di Velletri, corrisponde a 150 mc minimo all'anno.
Questo principio – dichiarato illegittimo da diverse normative – applicato su vasta scala, quale è l'Ato 2 che include l'intera provincia di Roma, comporta per Acea un incasso annuo pari a 48 milioni di metri cubi fatti pagare ai cittadini senza averli mai forniti! Al costo medio di 0,8516 euro/mc, nel 2006 il valore di quest'acqua virtuale è di 41.000.000 di euro, quasi pari all'utile distribuito ai soci di Acea Ato 2 Spa nel 2007 (dati 2006).

Di chi sono le reti? Pubbliche, ma Acea fa finta di non saperlo
La legge prevede che tutte le opere esistenti e che saranno realizzate sono e rimangono di proprietà dei comuni. Alla fine della concessione (30 anni, che speriamo possano presto essere interrotti) Acea dovrà restituire l'intera rete. Il gestore privato ha solo il diritto di utilizzo degli acquedotti e non la proprietà.
Accade però che Acea Ato 2 Spa stia inserendo nei propri bilanci le opere che realizza - informa la STO. Inserendole in bilancio le opere potrebbero essere quindi soggette ad azioni di pignoramento da parte delle banche, ad esempio, e concorrono a formare il valore della società stessa.
Visto che Acea Holding (che controlla Acea Ato 2 Spa) è una società quotata in borsa, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la Consob (organo di controllo della borsa italiana) dei patrimoni inseriti in bilancio in questa maniera.

Il comitato acqua pubblica di Velletri chiede quindi che l'Ato 2 rinvii di almeno 30 giorni la riunione della Conferenza dei Sindaci per poter dar modo ai Comuni di informare i consigli comunali sulla portata delle decisioni che dovranno essere prese, discutendo – anche con la partecipazione diretta dei cittadini – le possibili soluzioni da proporre.
Non è infatti possibile, a nostro giudizio, votare una redifinizione straordinaria della tariffa che vincolerà i comuni della provincia di Roma fino al 2025 senza prima i dovuti atti d'indirizzo dei consigli comunali.